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Wwf: ‘Nel sito contaminato di Chieti Scalo, nonostante i divieti, Pascolo, Coltivazioni e scarico di rifiuti’

Val Pescara. Il Wwf interviene sulla questione dell’inquinamento dela Val Pescara dopo il rilevamento di una risalita di gas durante gli scavi, immediatamente sospesi, per l’installazione di un piezometro in un terreno contaminato all’interno del Sito di interesse regionale Chieti Scalo, istituito con delibera di giunta regionale del 1.3.2010, legato ai fatti della discarica dei veleni tra le più grandi d’Europa, per l’esattezza il Sito di interesse nazionale del Polo chimico di Bussi officine. 

Copertina WWF Chieti-Pescara

 

Wwf Chieti - Pescara piezometro con tracce del passaggio di un gregge agosto Report-age.com 2012

Wwf Chieti – Pescara piezometro circondato da tracce ed escrementi di pecore

Wwf Chieti - Pescara Sotto il ponte delle Fascinerifiuti marzo Report-age.com 2017

Wwf Chieti – Pescara sotto il ponte delle Fascine sono depositati rifiuti di ogni genere

L’area che va dal centro commerciale di Chieti Scalo sino a San Martino, più o meno la stessa del Sir “É interessata anche da una ordinanza sindacale, la numero 542 del 29.10.2008, che vieta coltivazioni, consumo di prodotti agricoli non preventivamente verificati dalla Asl, pascolo, emungimento di acqua e movimento terra – fa sapere l’associazione ambientalista – Già nel 2009, all’indomani dell’incendio di un deposito di rifiuti (27 luglio), il Wwf ha organizzato una assemblea pubblica in cui denunciò la mancata partecipazione di rappresentanti del Comune di Chieti a una conferenza di servizi nella quale si discuteva l’allargamento del sito nazionale di bonifica (Sin) di Bussi. Dopo quella riunione, nella quale gli amministratori presenti diedero disponibilità, la pratica per l’inclusione venne riaperta, ma senza esito positivo tant’è vero che per l’area di Chieti Scalo venne invece istituito il Sir (Sito di interesse regionale per la bonifica), con costi di caratterizzazione e bonifica a carico esclusivamente degli enti locali e segnatamente della Regione. Nello stesso anno, il 17 ottobre, il Wwf con diversi associazioni e comitati organizzò la marcia, Basta rifiuti a Chieti, denunciando anche le possibili contaminazioni delle colture. Nel 2013 invece, con una nota inviata a Comune, Asl e Nucleo operativo ecologico (Noe), l’associazione segnalò che nel sito contaminato, a dispetto dei divieti e del buon senso, assurdamente venivano pascolate pecore e c’erano campi coltivati, cosa che peraltro, come ben possono testimoniare le guardie giurate volontarie dell’associazione, tuttora accade”. Nel 2014 (11 maggio) l’associazione del Panda ha organizzato una passeggiata ecologica lungo le sponde del fiume, con la partecipazione di diverse organizzazioni del commercio e del lavoro, per denunciare ancora una volta la presenza di rifiuti sepolti e per mostrare ai cittadini e agli organi di informazione le condizioni di abbandono del cosiddetto Parco fluviale “Un’area nei fatti sottratta e non offerta alla fruibilità dei cittadini. Allora si parlò di non luogo dove i veleni convivono con l’ambiente – precisa in dettaglio l’associazione ambientalista che ha poi continuato a denunciare le anomalie come la ricorrente presenza di un gregge nell’area vietata e ha sollecitato interventi.

Wwf Chieti - Pescara Ingresso Parco fluviale marzo Report-age 2017

Wwf Chieti – Pescara Ingresso del Parco fluviale completamente accessibile alle auto

“Nonostante gli impegni, anche in documenti ufficiali, gli stanziamenti regionali per caratterizzazione e bonifica non sono arrivati e anche il Comune solo di recente ha cominciato a fare la sua parte, a distanza di molti anni dalla individuazione del problema – aggiunge il Wwf – Qualcosa si sta finalmente muovendo, ma siamo ben lontani da una caratterizzazione complessiva e dall’auspicato piano di bonifica che restituisca ai cittadini una vallata sana o quantomeno compatibile con le attività previste dagli strumenti urbanistici – per l’associazione – La situazione è complicata anche per la co-presenza nel medesimo territorio di nuclei abitativi, aree agricole e capannoni industriali a diretto contatto gli uni con gli altri. Il risultato è che il perimetro del Sir comprende circa 30 km² di territorio e che in quest’area uno studio dell’Università d’Annunzio ha rilevato 835 mila m² di terreno con elevate anomalie nella vegetazione e/o nella composizione che farebbero presupporre con molta probabilità l’interramento non autorizzato di rifiuti pericolosi, senza dimenticare che nel Sir sono tuttora presenti 214 mila m² di Amianto in attesa di smaltimento. Ben si capisce che con questi numeri i piani di caratterizzazione per l’area Sixty, in discussione in una conferenza di servizi domani in Comune, rappresentano solo una parte del problema. Da risolvere, certamente così come il nodo della accessibilità, visto che i rifiuti continuano ad arrivare lungo le sponde del fiume anche per iniziativa di singoli non rispettosi delle leggi e che gli appelli per controllare gli accessi alle strade golenali sono rimasti sinora sempre inascoltati- conclude la presidente del Wwf Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco – In passato siamo stati in più occasioni tacciati di fare allarmismo quando denunciavamo la gravissima situazione in cui versa la vallata. È un fatto certamente positivo che ora il problema sia al centro dell’attenzione generale. Purché non sia soltanto, è proprio il caso di dirlo, una nube passeggera e si cominci davvero a operare per risolvere il problema senza limitarsi alla fase delle polemiche”.

mariatrozzi77@gmail.com

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