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Incendi sul Morrone: Carbonizzati i Pini Mughi del monte, opera d’arte di Madre Natura

Sulmona (Aq). É come volare su un cimitero di carbone, sull’area in cui resisteva l’unico gruppo di Pini mughi, autoctoni ossia del posto, del monte Morrone paragonabili, per inestimabile valore, alla preziosa Monna Lisa, dipinto ad olio su tavola di legno di Pioppo. Ci solleviamo da terra per raggiungere quota 1700 metri sulla montagna sacra ferita dagli incendi di agosto.

Pini Mughi sul monte Morrone Report-age.com

Monte Focalone, a Nord della Maiella. Mughi in e Mugheta sullo sfondo, ecosistema unico

L’audace paragone è suggerito dal valore e dalla bellezza delle specie, il nostro punto di vista è squisitamente naturalistico. Per le dimensioni, calcolando per La Gioconda 77 cm d’altezza x53 cm, l’opera di Leonardo da Vinci se la batte, in altezza, solo con i Pini Mughi piccolini. Questo per comprendere l’importanza della specie vegetale che Madre Natura ha creato e che abbiamo perso sulla montagna sacra a papa Celestino V. Incidiamo la loro scompara su questa pagina come epitaffio. Come angeli caduti rialziamo la china, a testa alta affrontiamo un faticoso cammino, oggi, per raggiungere Colle dei Cani, superando l’eremo di Pietro Angelerio e poi sospesi tra cielo e terra ci affacciamo nella Zona A di Riserva integrale del Parco nazionale della Maiella. Sugli Appennini ora i Pini mughi resistono ormai solo sulla montagna madre, la Maiella, e sulla Camosciara, nel Parco nazionale d’Abruzzo. Il Morrone poteva vantare, come il museo del Louvre di Parigi, l’antica rarità, ormai scomparsa. Erano una decina di esemplari unici, relitti centenari di climi proprio freddi e nevosi. Certo, ce ne sono altri, più giovani, sull’area Settentrionale della Maiella, spuntati però dopo circa 50 anni da quelli abbrustoliti sul monte. Persi per sempre. I Pini Mughi non ricresceranno più perché è davvero difficile che qualche tronchetto si sia salvato e ad un’occhiata, più approfondita, perdiamo le speranze di una loro eventuale rinascita. Queste antiche perle vegetali sono state incenerite dal fuoco criminale che spadroneggia sulle alture e che sembra essere ancora intoccabile. A causa degli incendi di agosto i Pini Mughi sul Morrone sono stati completamente carbonizzati, mentre i tanto dileggiati Pini neri alloctoni, cresciuti a pochi metri di distanza, sono salvi grazie alla alte chiome. L’incendio, ci spiegano da mesi alcuni Carabinieri forestali, è stato rapido e basso e per i piccoli e preziosissimi Pini Mughi non c’è stata nessuna possibilità di salvezza. I più slanciati sono alti appena 3 metri, imbevuti di resina questi antichi tesori hanno fatto da esca per il fuoco, partito a valle. Le fiamme non hanno penetrato però la vicina faggeta, una muraglia umida e imponente. La sua compattezza ha arginato il diabolico inferno.

mariatrozzi77@gmail.com

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