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Scontro tra Bianchi e Casini sul detenuto impiegato nel Servizio di guardiania. Il sindaco esce dall’aula consiliare

Sulmona (Aq). “Questa cosa non la tollero” interrompe e ripete più volte al microfono il sindaco, Annamaria Casini, durante l’intervento in aula consiliare del Capogruppo di Forza Italia, Elisabetta Bianchi: “Ma perchè non la tolleri?” non c’è risposta per il consigliere che non è soddisfatto delle risposte date all’interpellanza di Forza Italia sul caso del detenuto impiegato dalla cooperativa Creaservice per il servizio di guardiania a palazzo San Francesco.

Immagini di copertina Maria Trozzi 

Elisabetta Bianchi (FI) e Annamaria Casini Report-age.com 2017

Da sinistra Elisabetta Bianchi (FI) e Annamaria Casini, sindaco di Sulmona

Sul caso è stato presentato, alla procura della Repubblica del Tribunale di Sulmona, un esposto nel quale si ipotizza il reato di procurato allarme da parte di persone che, anche attraverso i social, avrebbero diffuso notizie allarmistiche su presunte infiltrazioni mafiose a palazzo di città. Il sindaco stamane ha ricordato che dopo le prime pubblicazioni sul caso, degli organi d’informazione, si è rivolta al magistrato di sorveglianza dell’Aquila e all’Ufficio esecuzioni penali. “Da entrambi gli uffici ho avuto ampie rassicurazioni sulla regolarità della vicenda. La legge che disciplina i casi di reinserimento lavorativo dei detenuti tutela la riservatezza sul conto di soggetti che sono in percorso di reinserimento e quindi non avevo possibilità nemmeno di conoscere l’identità di questa persona” spiega il primo cittadino. Ed è proprio sulla questione della riservatezza, sulle attribuzioni al sindaco di poteri di controllo e coordinamento sui tavoli di vigilanza e sull’appropriatezza della mansione affidata al detenuto, esponente ‘ndranghetista che sta scontando una pena alternativa alla detenzione come vigilante di palazzo San Francesco e persino coordinatore, che si annoda il dibattito in aula. Non contenta della risposta del sindaco all’interpellanza, Bianchi ha evidenziato alcuni aspetti normativi relativi alla questione e lo scontro, inevitabile, si è concluso con il primo cittadino che lascia l’aula consiliare con il consiglio comunale in corso. “Non ho inteso gettare ombre sulla persona del sindaco e sul suo operato. Sono convinta che il sindaco non attivi tutte le sue prerogative – mette in chiaro il consigliere forzista – Abbiamo bisogno di avere un sistema di protezione e di prevenzione che sia all’altezza delle nostre necessità – Bianchi ricorda che a Sulmona c’è un istituto di pena ad Alta sicurezza – Fatte salve e riconosciute le prerogative delle persone che hanno bisogno di reinserimento, ma questo non significa che non bisogna vigilare perché quella persona non è pentita, non è dissociata è in espiazione di pena, esce da 41 bis” sottolinea in conclusione il Capogruppo di Forza Italia.

mariatrozzi77@gmail.com

Video del confronto di Pasquale Di Toro

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