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Punto nascita Sulmona, il testo dell’Interrogazione di Mauro Febbo oggi in Consiglio regionale

L’Aquila.​ Numero 76 per l’Interrogazione a difesa del Punto nascita di Sulmona (Aq) presentata dal consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo.


Foto Maria Trozzi

“Nel Piano di riqualificazione del Sistema sanitario abruzzese, approvato con delibera del commissario ad acta 55 del 10 giugno 2016, si conferma la riorganizzazione dei Punti nascita disposta con delibera del commissario ad acta 10 dell’11 febbraio 2015, comprese le numerose e inaccettabili chiusure – premette il consigliere forzista – Nel documento tecnico licenziato dal Comitato percorso nascita regionale (Cpnr) nella riunione del 16.12.2014, parte integrante delle richiamate delibere, è contenuta la rimodulazione dei punti nascita della Regione compresa la chiusura di quello di Sulmona. Con gli stessi atti è demandato ai direttori generali delle unità sanitarie locali l’adozione dei provvedimenti di competenza, connessi alla riorganizzazione dei punti nascita, in conformità ai contenuti tecnici. Nella fase di razionalizzazione e riduzione progressiva dei punti nascita debbano essere comunque garantite tutte le attività sanitarie pertinenti e necessarie per accompagnare in sicurezza e appropriatezza tutte le gravidanze sino al momento del parto che sarà assicurato presso il punto nascita di afferenza territoriale o di libera scelta della donna – continua Febbo – L’ 11 febbraio 2015 è stata decretata la chiusura del Punto nascita dell’ospedale di Sulmona, il direttore generale della Asl 1 non ha ancora emesso il relativo provvedimento solo perché l’Agenas ha vietato di emetterlo fino a quando non sarà pronto il Servizio di elisoccorso, fondamentale, ma di certo non esaustivo visto le condizioni atmosferiche avverse e mi sembra che quel territorio ne sia spesso teatro, non consentirebbero l’utilizzo del suddetto – sottolinea il consigliere regionale –  Le rassicurazioni verbali effettuate fino a oggi dal manager Asl1 e dagli assessori regionali, competenti per materia e/o territorialità, in ordine alla non chiusura del punto nascita sono prive di fondamenti amministrativi – chiarisce Febbo che – La chiusura è avvalorata dal fatto che non si può investire sul Punto nascita di Sulmona né in attrezzature né in personale in quanto il bilancio di previsione 2017 della Asl 1 prevede un importante taglio del costo del personale di ben 3 milioni e 455 mila euro che, quanto meno, prefigura un non rinnovo del turn over e la non assunzione del personale precario – e ancora – Una fortissima e preoccupante diminuzione degli acquisti di beni e servizi di ben 13 milioni 535 mila 224 euro che fa presupporre un taglio netto agli investimenti e ai servizi erogati. Il Tavolo di monitoraggio ministeriale non consentirebbe investimenti in attrezzature e in personale per una struttura che dovrà essere chiusa non appena sarà pronto il Servizio di elisoccorso. Il Tavolo di monitoraggio ministeriale ha intimato alla Regione di chiudere il punto nascita di Sulmona in ottemperanza a quanto deliberato l’ 11 febbraio 2015, di fare la valutazione di impatto per il volo notturno del 118, di riorganizzare meglio la sanità del territorio per poter generare ulteriori e necessari risparmi (altro che nuovi investimenti!)” . Con la denuncia del sindacato Funzione pubblica Cgil, a firma di Francesco Marrelli ed Anthony Pasqualone,  si evidenzia che nel nosocomio peligno, in particolare al dipartimento chirurgico (nelle Unità operative di chirurgia e ortopedia) sarebbero accorpati i servizi così come vanno registrate gravi carenze di personale da mesi nei reparti di Ostetricia e Ginecologia, per la Pediatria, la Radiologia, la Cardiologia Utic e l’Oncologia con le evidenti ripercussioni sui servizi di emergenza urgenza e, ovviamente, sui servizi offerti all’utenza.
 
 
Il consigliere regionale Mauro Febbo interroga il Presidente della giunta regionale e l’assessore competente per sapere “se quanto indicato corrisponde al vero e in particolare sulla reale situazione in cui versa l’ospedale di Sulmona specificatamente per quanto concerne il suo Punto nascita, se il servizio di elisoccorso sia stato istituito o meno ovvero il reale stato dell’arte, quali siano i reali piani e programmi del governo regionale per assicurare i servizi sanitari ai cittadini di Sulmona e del comprensorio, ciò in uno territorio svantaggiato per conformazione orografica, per dinamica demografica e per disagio economico e sociale”.

mariatrozzi77@gmail.com

 

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