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La Vera Battaglia è la Riclassificazione dell’ospedale di Sulmona. Bianchi propone un documento per richiamare la Regione all’ospedale di Primo Livello

Sulmona (Aq). “La vera battaglia che bisognerebbe combattere è la riclassificazione dell’ospedale di Sulmona” è l’invito del consigliere comunale, Antonio Di Rienzo, nell’assise civica di questo pomeriggio alla presenza  del manager Asl 1 Rinaldo Tordera tra i banchi dell’aula consiliare. 

Aggiornamento 1  e 2

 

Consiglio comunale foto Maria Trozzi Report-age.com 31.10.2017

Con l’incontro di ieri del presidente Luciano D’Alfonso che a viale Bovio, a Pescara, incontra gli amministratori locali per trattare sulla possibilità di promuovere l’ospedale di base di Giulianova (Te) a presidio sanitario di primo livello, si apre la strada per il nosocomio peligno, declassato, ma recuperabile con la porta aperta a Giulianova, o no! In aula non si accenna però alle 2 grandi contendenti della sanità abruzzese, assi piglia tutto, che concorrono adesso per l’ospedale di II livello, Pescara e Chieti, città dove sono però già presenti ospedali di primo livello e che non potrebbero pretenderne altri. La prima positiva provocazione al manager Asl 1, per la sanità peligna, arriva dal capogruppo Forza italia in consiglio comunale, Elisabetta Bianchi, che invita il dirigente ad aprire un suo ufficio Asl a Sulmona. Il manager Tordera risponde che effettivamente l’ufficio non c’è, non per questo è lontano dato che fa delle incursioni, così le chiama, ma nessuno se n’è accorto, sino ad ora.

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Elisabetta Bianchi (Forza Italia)

Il primo ospedale antisismico della storia sarà a Sulmona. Peccato che resterà semi vuoto, sibila qualcuno alle spalle. A chiusura del suo intervento, il consigliere di Forza Italia rivolge alla maggioranza consiliare un invito affinché sia votato subito un Ordine del giorno per richiamare l’attenzione della politica regionale ad affrontare il discorso del pResidio sanitario di Sulmona come ospedale di Primo livello. Dopo gli altri interventi, di primo e secondo livello, Tordera consiglia: “Non fermiamoci alle definizioni” provocando un gran vociare tra il folto pubblico che assiste. Immancabile il richiamo del presidente del consiglio, Katia Di Marzio, che minaccia lo sgombero dell’aula per l’ennesima volta e per un argomento tanto sentito, essere cacciati, sarebbe il massimo per i cittadini, per mancanza di educazione di alcuni.  “L’offerta sanitaria che c’era prima è la stessa di adesso” sostiene Tordera per l’ospedale ovidiano. “I presidi sanitari erano taroccati prima lo sono anche adesso” riflette qualcuno della curva Sud della sala.  Il manager considera un discreto aumento il numero dei nati a Sulmona sino a ieri sera: 226. Il limite è di almeno 500 per non chiudere. Ancora non ci siamo e non ci saremo mai se non si prendono in considerazione l’orografia della valle Peligna, il fatto che tante donne, in emergenza, si rivolgono al Punto nascita per molti problemi seri e improvvisi legati ad eventuali parti. “Dall’altra parte continua a diminuire il tasso di occupazione dei letti a ginecologia. Perché?”. La risposta l’hanno già data i consiglieri comunali d’opposizione negli interventi che hanno preceduto il dirigente generale che però interviene su questo: “Noi ci dobbiamo credere nel nostro ospedale” diceva anche qualcuno dai banchi della minoranza. “É qui che entra in gioco il meccanismo della percezione dell’offerta di sanità” ri-sottolinea il capo della sanità provinciale. In breve, la sensazione è che se c’è un ingorgo al Pronto soccorso la soluzione profilata è di ammalarsi il meno possibile a Sulmona. La gente dovrebbe smettere di farsi soccorrere per delle inezie! Certo, ma non siamo tutti santi, professori, taumaturgi, medici o infermieri e non sappiamo sempre leggere nei sintomi una banalità. Da qui un accenno alla convergenza con il comitato ristretto dei sindaci poi si fa capire: basta campanilismi e voci di popolo. Dunque per Tordera, l’ospedale sotto casa rischia di non essere sicuro”. Ergo, se l’ospedale è distate ci si cura di meno e si muore di più. L’ospedale sotto casa rischia di non essere sicuro. Ostacolo superabile con l’esperienza delle turnazioni? Di questo il manager fatalista non parla e la frase pronunciata destabilizza ulteriormente l’uditorio. Tordera si rivolge al consigliere Di Rienzo cercando la sua approvazione perché lui sa, è medico anestesista. Il sindaco propone di rinviare il documento sulla sanità e al microfono il presidente Katia Di Marzio, confuso,  vuole mettere a votazione la proposta del primo cittadino che segue però quella di sospensione del consiglio della Bianchi (FI) che va votata per prima. Si sospende per 10 ipotetici minuti che diventano infiniti.

mariatrozzi77@gmail.com

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