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Discarica Bussi. Marcozzi: ‘Restituite i fondi alla Bonifica che destinate alla Rete viaria’

Pescara. Con la delibera di giunta regionale 565 dell’11 ottobre scorso, l’esecutivo regionale ha ritenuto di sottrarre i fondi destinati alla bonifica della discarica Tremonti di Bussi (18 milioni di euro sui 60 programmati) per destinarli alla rete viaria regionale. 

Sara Marcozzi Report-age.com 2016

Sara Marcozzi

Un atto inaccettabile che toglie le speranze di bonifica a Bussi e ai territori dell’intera Val Pescara” interviene la Consigliera M5S, Sara Marcozzi – Il governo Renzi, con il Disegno di legge Del Rio, toglie risorse e struttura alle Province sulle quali però continua a gravare l’onere della manutenzione delle strade provinciali. Le mai-abolite province, dunque, non hanno più fondi per colpa del governo Pd e la rete viaria abruzzese si riduce a un colabrodo. Qual è la risposta a tutto ciò del presidente di Regione D’Alfonso? Togliere soldi alla bonifica di Bussi e alle piste ciclabili costiere in favore della manutenzione delle strade. Nei numerosi incontri-passerella con ministri, segretari e sottosegretari, tra una allegra pedalata sul ponte e un selfie in stazione, il presidente Luciano D’Alfonso non ha avuto cura di far valere le ragioni dell’Abruzzo e chiedere i fondi che ci spettano sia per le strade che per le bonifiche? Dopo 3 anni e mezzo, riuscirà a concludere qualcosa che non sia mera propaganda? – Continua Marcozzi – Dal contenuto delle sue delibere di giunta e dal fatto che si riduca la questione Bussi contro Viabilità ad una mera partita di giro, ci sembra di capire che il presidente D’Alfonso non abbia la minima contezza della complessità della questione bonifiche”. É scritto nella citata delibera che le risorse attribuite a titolo di Fsc 2014-2020 all’intervento codice Psra 43, per un importo pari a 18 milioni 500 mila euro, si realizzano attraverso la copertura economica del privato titolare del dovere contrattuale Edison spa, poiché con propria programmazione di fondi privati procede alle attività di bonifica previste nell’intervento in argomento. Si tratta di un’affermazione che sembrerebbe non corrispondere ai fatti che stanno emergendo in sede processuale perché, spiega Marcozzi: “Edison spa non ha mai riconosciuto, ha invece contestato, la propria responsabilità in merito alla procurata contaminazione del sito di Bussi. Dunque, a oggi, non intende farsi carico della bonifica di Tremonti. Il progetto che la Edison spa ha presentato per la discarica Tremonti, in discussione dinanzi al Tavolo tecnico (e non in Conferenza dei Servizi!) indetto dal MISE per il 31 ottobre, non è un progetto di “bonifica” ma solo una “ipotesi di intervento” che sembrerebbe essere invece una messa in sicurezza d’emergenza e/o permanente. Nel documento Edison è scritto, infatti, che: “è stata selezionata una serie di interventi finalizzati all’isolamento sia dei rifiuti sia delle matrici ambientali (suoli e acque sotterranee) e al loro prevalente trattamento in sito, in accordo ai più moderni approcci alla bonifica dei siti contaminati”. La Edison, a quanto si evince dai documenti, non avrebbe nessuna intenzione di rimuovere i suoli contaminati e sugli interventi proposti dichiara chiaramente che “si intende verificare l’effettiva fattibilità con ulteriori indagini, prove di laboratorio e di campo per la progettazione”. Quindi, come detto, siamo ancora nel campo delle ipotesi progettuali, lontanissimi da un vero e proprio “Progetto di Bonifica”. I 60 milioni di euro previsti originariamente dal Masterplan per la bonifica della discarica Tremonti sono la somma che occorre per realizzare detta bonifica in sostituzione e in danno di Edison e, dunque, l’aver sottratto 18 milioni di euro comporterà non avere fondi sufficienti per effettuare la bonifica.

“Altro aspetto da non sottovalutare, che dimostra il pressappochismo di questa giunta regionale, è la mancata considerazione della bonifica delle aree pubbliche, per legge a carico della pubblica amministrazione. Se, per ipotesi (molto poco realistica), tutti i privati dovessero diligentemente assumersi pro quota l’onere della bonifica, resterebbero comunque da bonificare le aree pubbliche. Con quali fondi si procederà? – domanda Sara Marcozzi  – Qualora i privati non intendessero procedere alle bonifiche, la legge impone che sia il pubblico ad intervenire in sostituzione e in danno. Con quali risorse lo farà?. Un altro dato emerge in modo lampante: nel Masterplan non sono previsti fondi per la bonifica delle aree pubbliche, né i fondi per intervenire in sostituzione e in danno per le aree private. La stessa Solvey sembrerebbe non avere intenzione di accollarsi i costi della bonifica e tanti altri privati coinvolti potrebbero seguire questo esempio –  conclude Marcozzi – Chiediamo al presidente D’Alfonso di fare immediata retromarcia sulla delibera, annullandone immediatamente gli effetti. Numerose sono le opere inutili finanziate con il Masterplan, una su tutte quella delle costosissime e inefficaci “Vasche di Laminazione” sul fiume Pescara: 54 milioni di Euro. Si destinino alle strade quei fondi. La bonifica del Sito di interesse nazionale per la bonifica di Bussi e il successivo rilancio dell’intera Val Pescara dipenderanno dall’attenzione e dalla sensibilità che la politica dimostrerà. 10 anni di centro destra e centro-sinistra ci hanno portato all’immobilità e l’Abruzzo non ha più tempo di aspettare”.

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