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L’Ambiente è musica con Andamarosa e Tradizione Trádita. Brani per Amare la Terra d’Abruzzo

Il primo album Tradizione Trádita di Andamarosa è un sigillo d’oro sui tesori nel patrimonio musicale abruzzese. Canzoni, tracce e canti sono piacevolmente rivisitati da un gruppo giovane di artisti maturi.

Concerto a Pescara 16 dicembre 2017

Andamarosa Report-age.com 2017

Andamarosa Report-age.com 2017Piacevoli, amabili, alcuni pezzi si potrebbero ascoltare per ore e non stancherebbero mai in questa versione moderna così come proposta dagli artisti. Sono 12 preziose armonie nell’album e il richiamo di strumenti e note ha il suono di un’antica ninna nanna che una madre, tanto grande, ha custodito per cantare ai figli di ogni tempo. Di questi artisti dell’entroterra abruzzese piace lo stile, il modo in cui si arrampicano, tra le note, sulla Majella e scalano il Gran Sasso, suonando il racconto dei monti, dei pascoli e dei pastori. E dai loro strumenti armoniosamente insieme riprendono vita la storia e le tradizioni. Una voce deliziosa e inconfondibile quella di Rosanna Di Lisio che acquista di valore e d’intensità con gli arrangiamenti della band, Antonio Franciosa (batteria e percussioni) Danilo Avolio, al basso, e Massimo Domenicano, piano elettrico e sinth. Esprimono in  dolcezza di note la musica tradizionale abruzzese, il suono è nelle nostre corde, corde con radici che questi musicisti riescono a farci sentire, riscoprire oltre i confini del tempo e dello spazio. In alto e ancora più su per raccontare, al meglio, l’abruzzesità del lamento della vedova di Mare maje e del saluto triste e malinconico di Addije amore, brano che in passato fama e notorietà di qualcuno hanno lasciato rubare alla Terra d’Abruzzo. Andamarosa incanta e incarna le tradizioni e la sua modernità punta al futuro artistico della Regione verde dei Parchi e dei Pascoli, un successo. La maestria della band nell’interpretare musicalMente il pezzo J’Abbruzzu potrebbe dare persino volto e nome al pastore del canto che pare lu Dije della Maiella: “So salitu aju Gran Sassu, so rimasto ammutulitu, me parea che passu passu se sajesse all’infinitu“. E ascoltando anche i brani composti da Massimo Domenicano siamo al settimo cielo e, nonostante le vertigini, non vorremmo più scendere.

mariatrozzi77@gmail.com

 

 

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