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Gasdotto e centrale Snam lontano dai territori ad alto rischio sismico: in Regione Risoluzione su Tracciato Alternativo

L’Aquila. Contro il progetto del metanodotto Snam e della centrale di compressione del metano prevista a Sulmona, da costruire in località Case Pente, interviene il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci che annuncia la discussione, per il prossimo consiglio regionale, di un’altra Risoluzione. Il presidente della commissione ambiente e territorio si è fatto promotore di molti atti pubblici e istituzionali per fermare il progetto. 

Mutignano gasdotto esploso il 3.6.2015

“Sono arrivato a scrivere al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e 2 volte al presidente del consiglio, prima Matteo Renzi e poi Paolo Gentiloni, ho firmato una Risoluzione approvata dal consiglio regionale. Nel  corso della prossima seduta del Consiglio regionale si discuterà un’altra mia risoluzione che ho presentato mesi fa e che propone l’opportunità di studiare un tracciato alternativo in mare. La giunta regionale ha espresso ripetutamente il suo diniego al passaggio del metanodotto lungo la dorsale appenninica – chiarisce Pietrucci – Non sarebbe accettabile perciò qualsiasi via libera da parte del governo alla realizzazione del tracciato del metanodotto Sulmona-Foligno lungo l’Appennino, né l’assenso alla costruzione della centrale a compressione nella città peligna. I numeri parlano da soli”. Sono infatti 19 i Comuni su cui insiste il tracciato e che nello stesso tempo fanno parte dei crateri sismici dei terremoti sulle faglie attive dal 2009 a oggi. “Non esiste nessuna esigenza di approvvigionamento energetico né economica tanto impellente tale da giustificare un rischio del genere, anche alla luce dei dissensi espressi ufficialmente e istituzionalmente dai Comuni interessati dal tracciato – ribadisce con forza Pietrucci – Il governo e il Partito democratico non possono continuare a fare finta di nulla, a nascondere la testa sotto la sabbia. Dovranno scegliere se privilegiare le ragioni della convenienza economica e dei grandi operatori energetici oppure, al contrario, fare una scelta di pura e semplice prudenza, che apra la possibilità di una valutazione di un tracciato alternativo, lontano dai territori ad alto rischio sismico, dalla aree interne di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria che, oltre alla morte e alla distruzione degli ultimi anni, non possono e non devono sopportare la spada di Damocle di una infrastruttura che, l’ho detto più volte in passato, rischia di rivelarsi una vera e propria bomba a orologeria”.

mariatrozzi77@gmail.com

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