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I Geologi: sul Morrone con l’incendio il rischio non è aumentato. Comuni a Secco di Piani Emergenza

Sulmona (Aq). La relazione dei geologi è chiara. In sostanza il monte Morrone è sempre quello. Con l’incendio il rischio per le comunità non è aumentato e nemmeno con le piste tagliafuoco fatte male che, in alcuni casi, puntano in verticale. Alcuni sindaci contavano sulla possibilità di recuperare qualche fondo, ma non ce ne sono se il rischio è sempre quello. Resta valida la proposta dei sindaci di Sulmona e Pratola, Annamaria Casini e Antonella Di Nino, di investire nel recupero del territorio proprio partendo dai fondi che la Regione avrebbe impegnato, a detta del governatore Lucian D’Alfonso, per il rimboschimento.

Casini (sinistra) e Belmaggio

Resta valida la proposta dei sindaci di Sulmona e Pratola, Annamaria Casini e Antonella Di Nino, di investire nel recupero del territorio proprio partendo dai fondi che la Regione avrebbe impegnato, a detta del governatore Lucian D’Alfonso, per il rimboschimento. Argomento che nella riunione di metà ottobre, in Regione, è stato sospeso, rinviato. In aula consiliare anche un funzionario della Regione, Sabatino Belmaggio, prova a rinfrescare la memoria ai primi cittadini. Alla sua domanda fa eco un’assordante silenzio. Nessuno ha provveduto a redigere i Piani di emergenza. E per quanto riguarda le segnalazione di valanghe  e cedimenti, Anversa degli Abruzzi e Scanno sono le uniche realtà in cui l’aggiornamento è costretto dalle aree attive sul costone di roccia della ex strada regionale 479. In Abruzzo, da un’indagine del Movimento 5 stelle, risultano solo 3 su 365 i  Comuni in regola con il Piano emergenza appron tato e aggiornato e nel numero perfetto, naturalmente, non rientrano le comunità peligne. “I comuni devono fare i piani d’emergenza” sottolineano dalla Regione. Inoltre, nonostante siano trascorsi 2 mesi, la perimetrazione del monte Morrone non sarebbe ancora del tutto conclusa. Alla richiesta di aiuto della Casini per organizzare l’attività di prevenzione e controllo nel comprensorio, la Regione può mettere a disposizione poco, meglio di niente: un geologo e poco altro, ma sempre in modalità d’emergenza. Per il monitoraggio della montagna è necessario che i Comuni si avvalgano di volontari e uniscano le forze. Un Protocollo d’intesa con il Parco nazionale della Maiella potrebbe fare al caso della comunità Peligna. Il direttore del parco, Oremo di Nino, si mette a disposizione per consentire di avviare il lavoro di monitoraggio dell’intero costone del monte, da Pacentro a  Roccacasale. Attivando anche i Carabinieri forestali e la macchina della solidarietà si potrebbe spendere poco e raggiungere molto. Il funzionario della Regione, Belmaggio, consiglia ai sindaci di chiudere i sentieri delle aree incendiate, nei casi di allarme meteo e si scopre che i primi cittadini hanno ancora in vigore le ordinanze d’interdizione d’agosto per la montagna sacra e i sentieri devastati dalle fiamme. Giusto per intendersi, nell’ultimo bollettino il Centro funzionale d’Abruzzo, vista la previsione di temporali sparsi che potrebbero essere localmente intensi, consiglia i Comuni in cui sono presenti movimenti franosi, in atto, a presentare particolare attenzione soprattutto nelle aree  che sono state percorse da incendi e a mettere in atto le azioni previste dal Pino di emergenza comunale.

mariatrozzi77@gmail.com

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