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Aria Sporca sui cieli d’Abruzzo. Oltre 500 mila vittime d’inquinamento in Europa

Il cielo è sempre più blu e il cantautore Rino Gaetano (1975) non la canterebbe più se avesse visto, con i suoi occhi, ciò che spezza in 2 il panorama. L’inquinamento sullo sfondo tra il massiccio del Gran Sasso e le incantevoli valli nel Parco nazionale della Maiella. Per accorgersene l’Unione europea ha dovuto tirare le somme: muoiono oltre 500 mila persone a causa dell’aria sporca, per capirci. Le cifre ormai insegnano meno di un’immagine così, alle falde della montagna madre, la testimonianza è affidata all’occhio che e ad uno scatto che rende l’idea del male.

Non ci si a accorge di nulla guardando l’immagine? Troppo distratti o forse abituati, ma guardiamo con attenzione, ancora un attimo nella foto, la line marcata sospesa tra cielo e terra.

Sullo sfondo Caramanico Terme (Pe) e l'aria che si respira a Pescara foto 3 Maria Trozzi Report-age.com 14.10.2017

Foto Maria Trozzi dal Parco Maiella

Tra le valli del fiume Orta e del suo affluente Orfento spunta Caramanico Terme. Silenziosa e lontana, alle spalle di questa graziosa località del benessere, qualcosa inquieta. Una pennellata scura di sfondo, sul panorama. Nei 50 km che dividono il comune delle terme da Pescara, in linea d’area, si stende una fascia che altera persino l’azzurro del cielo, ingannando. Non è l’illusione ottica, ma solo inquinamento. Polveri che l’assenza di vento, domenica scorsa, ha concentrato in corpose quantità e reso ancora più minacciose del solito nell’area costiera. Di solito si vede il mare, nonostante il sereno, domenica una nube silenziosa nasconde il mare Adriatico. Una pennellata ben distinta dal cielo che soffoca ogni cosa. Lì sotto migliaia di persone respirano, parlano, sorridono, piangono, non si accorgono del male, soprattutto che non c’è ricambio d’aria. In lontananza, dal parco della Maiella, l’aria sporca si è finalmente dichiarata e ha disvelato la sua forma, la sua entità. Se qualcuno ancora osa mettere in dubbio la sua esistenza aggiungiamo qualche altra immagine e dati poco rassicuranti. In 41 paesi europei, 534 mila 471 decessi prematuri possono essere collegati all’inquinamento atmosferico, così ha riferito l’Agenzia europea dell’ambiente (Eea). Nei 28 paesi dell’Unione Europea i morti sono 502 mila 351 per questa ragione nel 2014. In paesi popolati come la Germania i decessi attribuibili all’inquinamento atmosferico sono stati 80 mila 767, nel Regno Unito 64 mila 351 e in Francia 63 mila 798. L’investimento in un trasporto più pulito e funzionale, nell’energia e nell’agricoltura sostenibile possono contribuire a mitigare il problema. 

Fonte immagine dw.com

La Commissione europea si è impegnata ad affrontare il problema e ad aiutare gli stati membri per assicurarsi che la qualità dell’aria dei cittadini europei sia di altissimo livello” ha dichiarato Karmenu Vella, commissario Ue per l’ambiente. Jürgen Resch, responsabile dell’amministrazione ambientale Germania (Deutsche Umwelthilfe), ha puntato il dito sull’industria automobilistica e i politici: “La elevata percentuale di morti premature attraverso emissioni di gasolio velenoso è il risultato della pratica criminale dei produttori di auto” ha dichiarato Resch riferendosi allo scandalo Dieselgate. La Germania ha rinnovato il suo impegno a vietare i veicoli diesel. Il rapporto See ha inoltre posto particolare rilievo sui gas a effetto serra, sottolineando che l’agricoltura è una principale fonte di questo e di altri inquinanti atmosferici.

Come cominciare a migliorare le cose. Ripartiamo con le domeniche a piedi, con i week end all’insegna della salute per chi può camminare e ritorniamo alle targhe alterne.

mariatrozzi77@gmail.com

Air Quality 2017

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