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Sicurezza Acqua del Gran Sasso: verso la Grande Manifestazione dell’11 novembre

TeramoQuesta mattina si è svolta nel Centro di documentazione ambientale La Gramigna, una conferenza stampa dell’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso.

 

I rappresentanti dell’Osservatorio sono preoccupati della gestione dell’acquifero del Gran Sasso e ritengono assurdo che del presunto trasporto di materiale radioattivo verso i Laboratori di Fisica nucleare del Gran Sasso si venga acsapere da una testata giornalistica on-line. “Come Osservatorio non siamo interessati a partecipare a questo balletto di mezze notizie e mezze smentite, né siamo interessati a calcolare il grado di pericolosità dei quantitativi di materiale in gioco. Se esiste una situazione di interferenza tra l’acquifero e le gallerie autostradali e i Laboratori, è impensabile continuare ad aumentare il carico di materiale pericoloso o anche solo potenzialmente pericoloso fatto transitare, stoccato e utilizzato sotto il Gran Sasso – scrivono dal gruppo, anche se il direttore del Laboratorio Ragazzi ha rassicurato che il trasporto era una semplice simulazione per eventualità future –  Si deve agire per ridurre il rischio e non per aumentarlo, adottando tutte le misure necessarie insistono dall’ Osservatorio che chi fa altro uso delle risorse del Gran Sasso deve adeguarsi alle esigenze dell’acquifero e non viceversa. “È impensabile che la Regione, che gestisce un tavolo tecnico sulla sicurezza dell’acquifero e ha promosso un protocollo sulla trasparenza della gestione degli interventi sotto la montagna, dichiari di non essere stata messa a conoscenza di attività nei Laboratori che riguardano materiale radioattivo. Non è pensabile che i soggetti chiamati a garantire la sicurezza e la corretta informazione della cittadinanza non siano a conoscenza di tali situazioni. E se invece queste informazioni sono state effettivamente comunicate alla Regione è grave che non si sia fatto nulla e che si sia atteso che la notizia venisse fatta circolare dalle associazioni di volontariato, prima di prendere una posizione. Non è accettabile che, dal grave episodio dell’8 maggio (quando fu interrotta la distribuzione di acqua a metà della provincia di Teramo) ad oggi, l’unico passo avanti compiuto in termini di messa in sicurezza sia stata la redazione di un Protocollo che alla prima prova reale ha mostrato di non essere efficace. Come Osservatorio abbiamo giudicato positivamente la firma del Protocollo, ritenendo incredibile che si sia dovuto attendere l’ennesimo incidente prima di predisporlo, ma ci chiediamo quale sia la sua utilità se non riesce a risolvere neppure una situazione come quella che si è dovuto affrontare in questi giorni.

Trascorsi 6 mesi, la situazione è ancora la stessa. Secondo la relazione finale del Commissario Balducci (che l’Osservatorio ha potuto acquisire dall’Istituto nazionale di fisica nucleare con un accesso agli atti), i lavori effettuati, costati oltre 80 milioni di euro, hanno riguardato solo una minima parte dei problemi di sicurezza. Basti pensare che sono stati impermeabilizzati solo 1,2 Km di galleria contro circa 20 km esistenti e che nella stessa relazione si legge che le verifiche sull’efficacia degli interventi effettuati è stata possibile solo in parte a causa delle difficoltà di svolgerle per la complessità delle condizioni.

Non si ha notizia di cosa si stia effettivamente facendo per procedere versa una messa in sicurezza definitiva dell’acquifero. Informare preventivamente i cittadini e non costringerli a rincorrere le notizie sui social media e sui giornali è un atto dovuto, non è una concessione.” L’Osservatorio intende chiamare i cittadini, a partire dai consiglieri comunali di tutti i Comuni teramani e non solo, ad una presa di posizione netta che faccia capire a chi sta compiendo le scelte sul nostro territorio che non intendiamo essere semplici spettatori di quanto sta avvenendo. Per questo chiederemo ai Sindaci, a partire dall’incontro organizzato dalla Regione mercoledì prossimo a Isola del Gran Sasso, di farsi carico di questa vicenda direttamente coinvolgendo i consigli comunali in una discussione aperta e adottando delle delibere in difesa dell’acquifero del Gran Sasso, così come fu fatto all’epoca della battaglia contro il III traforo. Chiederemo ai cittadini di far sentire la propria voce anche direttamente in una grande manifestazione da organizzarsi l’ 11 novembre a Teramo per l’acqua trasparente così come deve essere l’acqua che arriva nelle nostre case e l’agire di chi è chiamato a gestire un bene così prezioso”.


mariatrozzi77@gmail.com 

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