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Una sala per Spezzare il Silenzio e Dare occhi a chi non ne ha. L’appello dei Donatori di Voce

Sulmona (Aq). Sono già 140 gli audiolibri prodotti dai Donatori di voce attraverso il progetto Io do quel che leggo la mia voce mentre leggo, ma per continuare il lavoro, sin qui svolto a casa, è necessaria una saletta insonorizzata e servono anche tanti altri volontari. Non chiedono molto, non chiedono per loro, ma per dare luce, con la voce, a chi non può leggere. Tanti complimenti per il lavoro sin qui svolto e troppe promesse disattese hanno trasformato la speranza in chimera e così l’obiettivo di tradurre in voce anche i versi di Ovidio, nell’anno del Bimillenario della morte del poeta latino, si traduce in un silenzio insopportabile. 

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Donatori di voce Report-age.com 2017L’iniziativa, partita qualche anno fa, ha già consentito la donazione di 140 audiolibri all’Unione italiana Ciechi e ipovedenti ed è frutto di una particolare forma di volontariato. Non si tratta di donare denaro, ma semplicemente di prestare la propria voce impegnando un po’ del proprio tempo libero nella lettura di un libro. I volontari sono pronti a produrre altri audiolibri da donare ancora all’associazione, l’Uici è piacevolmente sorpresa del lavoro svolto con straordinaria e costante umanità dai volontari e che sfrutta un canale, davvero singolare, per fare beneficenza. I Donatori di voce si rendono utili a chi  non ha più la fortuna di percepire la straordinarietà della vita con l’utilizzo pieno dei 5 sensi. Così i volontari leggono per chi non può farlo rendendogli accessibile lo straordinario mondo di conoscenze ed emozioni racchiuse in un testo. Questi sensazionali volontari provano a supplire ad un limite fisico e si rendono utili, gratificati dal gesto autentico che compiono. Com’è nata questa idea? Remo Lucantoni, nonno lettore volontario con Enea Di Ianni e Ugo Evangelista hanno dato vita al gruppo di Donatori di voce. “Dopo la pubblicazione di un libro di poesie scritto da Ugo si è deciso di devolvere il ricavato della vendita all’Unione italiana ciechi e, successivamente, si è pensato di fare qualcosa di diverso e forse di più del semplice donare denaro –  spiega Lucantoni – Così, parlando tra amici e conoscenti è nato il gruppo di lettori di cui fanno parte anche Alessia Bucci, Antonella Carluccio di Peschiera del Garda, Andrea D’Aurelio, Diletta De Deo, Piero Di Cioccio,  Fabrizia Di Placido, Maria Di Rocco, Roberto Domenichini di Novara, Giulia Donatelli, Francesca Marinucci, Chiara Pantano, Fiorella Tarulli, Serena Tavani e Barbara Zarrillo insieme a Lucantoni ed Evangelista”. Il lavoro di lettura e registrazione è stato svolto in casa e necessita di un locale con almeno 2 cabine insonorizzate. “Ci sono state promesse, in tal senso, da più esponenti del mondo politico locale di ieri e di oggi e tutte sembravano essere davvero sincere e sentite – continua Lucantoni – Ad oggi regna sovrano il silenzio. Noi continuiamo ad andare avanti nonostante i problemi logistici e senza aspettarci tanto. Nel bimillenario ovidiano, dato che l’arte di Ovidio è di natura letteraria, come Donatori di Voce vorremmo realizzare il sogno di avere uno spazio attrezzato, sarebbe un gesto di grande valore e potrebbe impegnare i donatori proprio nel tradurre in audiolibri i versi ovidiani. Chi non vede, ma sente, potrebbe incontrare il vate peligno e capire, ascoltandolo, che la cosa più bella nella vita è l’Amore in tutte le sue sfumature. Così per sentirsi più amato”. Il nonno lettore conclude con un appello: “Chiunque volesse contribuire donando la propria voce, offrendo una sede o magari una strumentazione migliore, è ben accetto e può contattare il numero 347 62 500 78”. Sarebbe un bel gesto. Amministrazione comunale e altri enti territoriali potrebbero fare almeno uno sforzo, questa volta, e recuperare lo spazio promesso a chi cerca di Dare occhi a chi non ne ha”.

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