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Carrara a Nugnes: ‘Il territorio del Pnalm è piccolo: migliori condizioni di convivenza con l’orso anche fuori’

Scrive alla senatrice Paola Nugnes (M5S), il presidente del Parco  nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Antonio Carrara e lo fa dopo l’Interrogazione parlamentare sull’Orso bruno marsicano firmata anche da altri parlamentari e rivolta ai ministri dell’ambiente e della giustizia, Gian Luca Galletti e Andrea Orlando, inerente alle problematiche che interessano la conservazione del plantigrado in special modo quella degli orsi confidenti. Non è solo questo, il discorso è molto più complesso, spiega Carrara nella missiva. 

Antonio Carrara

“Pur non condividendo alcune delle considerazioni svolte nella stessa interrogazione, ritengo molto utile che alcuni senatori si interessino delle strategie di conservazione dell’orso bruno marsicano, un tema che normalmente viene lasciato al Parco e a pochi altri appassionati – scrive Carrara – Le problematiche legate alla conservazione dell’orso marsicano sono molte e sicuramente complesse, quella degli orsi confidenti è solo una di queste. L’orso marsicano è un animale unico che si è salvato fino ad oggi grazie all’istituzione del Parco, ma il numero esiguo di individui che ne compongono la popolazione ne mette ancora a rischio la sopravvivenza. Nonostante i segnali di vitalità che vengono dalla popolazione,  per quanto riguarda la riproduzione (dal 2006 al 2016 sono nati 83 cuccioli) e il tentativo di occupare stabilmente altri territori, rimane particolarmente difficoltoso ridurre la mortalità per cause antropiche e determinare le condizioni per  l’ampliamento dell’areale nel quale la popolazione possa vivere stabilmente in tranquillità. Il territorio del Parco è un territorio molto piccolo, solo 50 mila ettari, ed è quindi fondamentale realizzare le migliori condizioni di convivenza con l’orso anche e direi soprattutto, fuori dall’area protetta. I ministri interessati provvederanno sicuramente a fornire le risposte alla sua interrogazione, ma a me e ai dipendenti del Parco farebbe sicuramente molto piacere poterle esporre il lavoro che viene svolto per la tutela dell’orso e le problematiche connesse. Mi auguro che questo possa avvenire nel corso di una sua visita al Parco del quale sarebbe sicuramente ospite gradita. Fin da ora però, vorrei rassicurarla del fatto che l’Ente lavora, spesso in splendido isolamento, per la tutela dell’orso e che il personale si attiene a misure, azioni e protocolli concordati in sede tecnica e scientifica con chi si occupa professionalmente di conservazione di una specie rara e a rischio di estinzione. Non vorrei che semplificazioni mediatiche facessero apparire come maltrattanti coloro che quotidianamente lavorano con grande passione per la tutela dell’orso”.

Aggiornamento

Per mesi un cavo d’acciaio stretto al collo. Dopo lunghe lunghe ricerche l’Orsa è stata liberata dal laccio

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