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Approvata la Legge Salvaborghi, ecco come cambierà il volto dei piccoli Comuni

Dopo 3 legislature, il Parlamento approva il disegno di legge che sostiene i piccoli comuni italiani con uno stanziamento di 100 milioni di euro, dal 2017 al 2023, per lo sviluppo di questi enti  territoriali. Non è tanto, ma è un inizio per gli oltre 5 mila comuni valorizzati dalla Salvaborghi, ciascuno potrà disporre di un finanziamento di circa 18 mila euro.

Aggiornamenti

Piccoli comuni Report-age.com 2017

Un tempo li chiamavano Comuni formica, pessima definizione! Oggi la Legge Salvaborghi è proprio per loro perché certe formiche, nel loro piccolo, s’innalzano. Al testo, che porta la firma del presidente della commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci, il Senato dà il via libera definitivo praticamente all’unanimità: 205 sì e 2 astenuti.

La legge Salva borghi. Queste nel particolare le misure del disegno di legge salva borghi che riguarda 5 mila 585 Comuni, diventato legge dopo l’approvazione definitiva in aula, al Senato. Scopo della legge è favorire e promuovere lo sviluppo sostenibile economico, sociale, ambientale e culturale, promuovere l’equilibrio demografico del Paese, favorendo la residenza nei piccoli comuni, incentivare la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, rurale, storico, culturale e architettonico. Il ddl punta anche all’adozione di misure a favore dei cittadini che vi risiedono e delle attività produttive, contro lo spopolamento e per incentivare l’arrivo dei turisti. Per piccoli comuni si intendono i centri con residenti fino a 5 mila abitanti, ma anche i comuni istituiti con la fusione tra centri che hanno, ognuno, popolazione fino a 5 mila abitanti. La legge definisce anche altri parametri per beneficiare dei finanziamenti destinati ai piccoli (collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico, comuni caratterizzati da marcata arretratezza economica o nei quali si è verificato un significativo decremento della popolazione residente rispetto al censimento generale della popolazione effettuato nel 1981. Ancora comuni caratterizzati da condizioni di disagio insediativo, sulla base di specifici parametri definiti in base all’indice di vecchiaia, alla percentuale di occupati rispetto alla popolazione residente e all’indice di ruralità, ad esempio).

Fondo per sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni. Ha una dotazione complessiva di 100 milioni di euro e serve a  finanziare investimenti, (10 milioni di euro per l’anno 2017, e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023). Per l’utilizzo delle risorse, è prevista la predisposizione di un piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni e un elenco di interventi prioritari assicurati dal Piano nazionale.

Il ddl prevede la possibilità di individuare, all’interno dei centri storici, le aree di particolare pregio dal punto di vista dei beni architettonici e culturali, da riqualificare con interventi, pubblici e privati, per riqualificare l’area urbana, rispettando le tipologie delle strutture originarie. La legge consente, fra l’altro, ai comuni in questione, di acquisire e  riqualificare immobili per contrastare l’abbandono di terreni e di edifici, di acquisire o stipulare intese per il recupero di case cantoniere e di stazioni ferroviarie non più utilizzate e attribuisce ai piccoli comuni la facoltà, anche in forma associata, di stipulare, con le diocesi della Chiesa cattolica e con le rappresentanze delle altre confessioni religiose che hanno concluso intese con lo Stato, convenzioni per la salvaguardia e il recupero dei beni culturali, storici, artistici e librari degli enti ecclesiastici o degli enti delle confessioni religiose civilmente riconosciuti.

Banda ultralarga.  Si stabilisce che le aree dei piccoli Comuni per le quali non vi e’ interesse da parte degli operatori a realizzare reti di connessione veloce e ultraveloce possono essere destinatarie delle risorse previste, in attuazione del piano per la banda ultralarga del 2015.

Tasse, tributi e tariffe per i servizi pubblici erogati. Nei piccoli comuni è consentito il ricorso alla rete telematica gestita dai concessionari della Agenzia delle dogane e dei monopoli per favorire il pagamento di imposte e tributi. Si riconosce anche ai piccoli Comuni la facoltà di stipulare convenzioni, di intesa con le organizzazioni di categoria e con la società Poste Italiane Spa, perché pagamenti di imposte comunali e vaglia postali possano essere effettuati presso gli esercizi commerciali di comuni o frazioni non serviti dal servizio postale.

Servizi. La legge prevede la facoltà d’istituire, anche in forma associata, centri multifunzionali per fornire servizi anche in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica e postale.

Stampa quotidiana.  La legge prevede che si promuova l’intesa tra Governo, Associazione nazionale dei comuni italiani (l’Anci), Federazione italiana editori giornali e i rappresentanti delle agenzie di distribuzione della stampa quotidiana perché la vendita dei quotidiani sia assicurata anche nei piccoli comuni.

I piccoli Comuni potranno promuovere il consumo e la commercializzazione dei prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta o a chilometro utile. Questi ultimi sono quelli il cui luogo di produzione, di coltivazione o di allevamento della materia prima sia situato entro 70 Km da quello di vendita e per i quali é dimostrato un limitato apporto delle emissioni inquinanti derivanti dal trasporto. Il testo prevede anche che i piccoli Comuni destinino specifiche aree per la realizzazione dei mercati agricoli per la vendita diretta.

Promozione cinematografica. Si prevede che ogni anno il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, d’intesa con l’associazione nazionale dei Comuni italiani, le Regioni e le Film Commissions regionali, predisponga iniziative per la promozione cinematografica anche come mezzo per una valorizzazione turistica e culturale.

Trasporti e istruzione nelle aree rurali e montane.  La legge indica il piano per l’istruzione destinato alle aree rurali e montane che viene predisposto dal presidente del consiglio, di concerto con il ministro dell’economia e previa intesa in  Conferenza unificata. Il piano guarda in particolare al collegamento delle scuole poste in tali aree, all’informatizzazione e alla progressiva digitalizzazione delle attività didattiche e amministrative. Nell’ambito del piano generale dei trasporti e della logistica e dei documenti pluriennali di pianificazione, vanno individuate apposite azioni per le aree rurali e montane.

mariatrozzi77@gmail.com

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