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Critiche e polemiche ancor prima di entrare. Riapre domani la sola biblioteca di Sulmona

Sulmona (Aq). Riapre domani alle ore 10 l’agenzia e la sola biblioteca sulmonese, uniche risorse culturali della città dei confetti. La nuova location, temporanea, è quella di via Gennaro Sardi, al civico 23, nella sede degli uffici locali dell’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) che rischiano di scomparire presto dalla valle Peligna. 

Ancor prima di aprire, come da costume locale, non mancano polemiche. Nella nuova sede della biblioteca l’impianto di riscaldamento farebbe un rumore infernale, annuncia qualcuno che non si riuscirebbe a leggere anche perché sono troppo piccoli gli spazi per garantire a tutti di fruire del servizio. Insomma, non bisogna dimenticare le comodità e la capienza dell’edificio di piazza Venezuela chiuso dal 16 maggio, sede originaria dell’Agenzia per l apromozione culturale, già Centro servizi culturali. L’immobile risale agli anni ’70 e  i parametri di vulnerabilità sarebbero troppo bassi per tenere aperta la struttura: 0,26. Intanto alla richiesta di accesso agli atti, presentata dal consigliere comunale di opposizione, Elisabetta Bianchi, per fare luce sugli indici e i controlli eseguiti forse a gennaio,  la Regione risponde picche. I sulmonesi la prendono a male, considerano la chiusura l’ennesima cattiveria della Regione matrigna nei loro confronti. Risultato? Petizione e sede alternativa, ma dei lavori per recuperare la sede del quartiere Cappuccini nemmeno l’ombra. Tante le domande da rivolgere domani al presidente della Regione Luciano D’Alfonso e all’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosolimo. L’intenzione di mettere a norma l’Agenzia di promozione culturale è seria? A quando i lavori e soprattutto chi si occupa del progetto? Per l’inaugurazione domani, oltre al sindaco Annamaria Casini, ci sarà Giancarlo Zappacosta, direttore generale del dipartimento regionale turismo, cultura e Paesaggio e non mancheranno i padroni di casa, i vertici Inps. Qualche intellettuale già si prepara a martellare la Regione, ma sempre con classe, per avere tempi certi e stretti affinché il centro servizi culturali, agenzia di promozione e biblioteca, tornino alla casa madre di piazza Venezuela dove un basso indice di vulnerabilità ha costretto alla chiusura, improvvisa, del più importante centro culturale del comprensorio Peligno Sangrino. É indispensabile che le sale di lettura siano un tutt’uno con i libri, sempre disponibili, per saziare davvero la voglia di sapere di questa città.

mariatrozzi77@gmail.com

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