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‘Correggere errori causati dall’assorbimento della Forestale’ Vacca (M5S) sugli incendi del Morrone interpella il governo

Roma. Il deputato del Movimento 5 stelle, Gianluca Vacca, ha presentato oggi una interpellanza parlamentare per chiedere al governo e, nello specifico, al presidente del consiglio dei Ministri, al ministro per la semplificazione e la pubblica Amministrazione, al ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al ministro dell’interno, se non si ritengano urgente e necessario correggere gli errori causati dall’assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ripristinando un comparto o un corpo con le funzioni, i mezzi e il personale che erano propri della Forestale con il fine di raggiungere almeno i livelli di operatività precedenti allo scioglimento.

Incendio Morrone 29 agosto Foto Maria Trozzi Report-age.com 2017

Incendio Morrone 29 agosto Foto Maria Trozzi , tutti i diritti riservati Report-age.com 2017

L’onorevole pentastellato sottolinea la necessità di finanziare adeguatamente i Parchi nazionali per la gestione, la manutenzione, la cura delle aree protette e le iniziative che a tal uopo l’esecutivo nazionale intende promuovere per la prevenzione degli incendi boschivi e per il presidio del territorio.

“Nel corso dell’estate 2017 in Italia si sono verificati numerosi incendi che, spesso, hanno raggiunto notevoli dimensioni fino a distruggere migliaia di ettari di boschi con conseguente danno anche alla fauna sia direttamente che indirettamente. Uno degli incendi più imponenti si è sviluppato in Abruzzo a partire dal 19 agosto 2017 nel Parco nazionale della Majella, su monte Morrone, distruggendo oltre  2000 ettari di area protetta. Gli incendi sono stati innescati dolosamente e ripetutamente in aree inaccessibili apparentemente con un preciso intento criminale, ma sono stati favoriti anche dalla siccità, dalle condizioni climatiche, dalla scarsa manutenzione delle aree e dalla inefficienza degli interventi. É apparsa subito grave la inadeguatezza e l’inefficienza degli interventi di spegnimenti degli incendi, tant’è che le fiamme si sono protratte per oltre 2 settimane. In particolare, come evidenziato da numerosi organi di informazione locale e nazionale, è stata del tutto inadeguata la regia e il coordinamento degli interventi di emergenza, nonché degli operatori sul campo. Sono stati diversi gli interventi che hanno, inoltre, evidenziato responsabilità indirette del Governo e della cosiddetta riforma Madia e del decreto legislativo n. 177 del 2016 che ha disposto il riassorbimento e la riorganizzazione del Corpo Forestale dello Stato. Secondo notizie di stampa, ad esempio, sembra che 28 dei 32 elicotteri antincendio che erano in dotazione alla Forestale sono rimasti inutilizzati durante le emergenze a causa della riforma Madia. È evidente che, di fatto, sono stati ridimensionati gli strumenti e le competenze, se non addirittura mal gestiti evidenziando la totale assenza di una cabina di regia adeguata a gestire tali emergenze. A giudizio degli interroganti lo smembramento del Corpo Forestale dello Stato è stato un atto dannoso ed evitabile che denota la scarsa capacità politica della maggioranza parlamentare e, in fase di attuazione ha evidenziato l’inadeguatezza del Governo di attuare le riforme che la stessa maggioranza ha fortemente voluto. In particolare la fusione a freddo con l’Arma dei Carabinieri ha fatto disperdere la grande esperienza e specializzazione sul piano della prevenzione, del monitoraggio e del contrasto delle emergenze ambientali e degli incendi, nonché ha depotenziato mezzi e strumenti. Appare critico anche il passaggio delle funzioni del Corpo forestale dello Stato in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e spegnimento ai Vigili del fuoco, in quanto non preparati a contrastare e gestire queste situazioni del tutto specifiche. Quanti sono gli attuali mezzi operativi e a disposizione per gestire le emergenze incendi e quanti erano prima del decreto legislativo n. 177 del 2016. Se corrisponde al vero che molti mezzi che erano a disposizione del Corpo Forestale dello Stato sono rimasti inutilizzati durante la fase di emergenza e, in caso affermativo, quanti e per quale motivo:

  • a quanto corrisponde il personale attualmente a disposizione dello Stato con la qualifica e la funzione di direttore delle operazioni di spegnimento attribuite nel recente passato alla Forestale;
  • a quanto corrispondono attualmente le unità di personale antincendio boschivo e quanti erano precedentemente alla riforma Madia;
  • quali sono state le fasi d’intervento sull’emergenza incendi del Morrone ed in particolare chi ha diretto la cabina di regia, con quali tempi, con quali mezzi a disposizione, quanto personale è stato utilizzato, con quali competenze, da quali organi e corpi dello Stato;
  • quanti sono stati gli interventi in volo dei Canadair e con quali spese extra rispetto a quanto previsto dall’attuale contratto di gestione ed operatività della flotta, sia nello specifico per l’emergenza del Morrone che sul totale delle emergenze incendi boschivi;
  • quanti sono stati gli interventi in elicottero sia sul Morrone che nel totale degli interventi di emergenza incendi boschivi della stagione estiva 2017, a quale corpo o arma erano attribuiti i mezzi utilizzati e se sono stati utilizzati mezzi privati.

Se il Governo non ritenga urgente e necessario correggere gli evidenti errori causati dall’assorbimento  del Corpo forestale dello Stato, ripristinando un comparto o un corpo con le funzioni, le competenze, i mezzi, gli strumenti e il personale che erano propri della Forestale, con il fine di raggiungere almeno i livelli di operatività precedenti allo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato.

Se il Governo non ritenga necessario finanziare adeguatamente i Parchi nazionali con il fine di creare sufficiente ed adeguato personale per la gestione, la manutenzione, la cura delle aree del parco.

Se e quali sono le azioni che il Governo intende promuovere per la prevenzione degli incendi boschivi e per il presidio del territorio.

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