Skip to content

Dubbi sul bando per la tutela degli Habitat seminaturali

Ci vorrebbe ben altro per assicurare la conservazione della biodiversità. Incentivi agli agricoltori per non sfalciare, per non bruciare, per non usare pesticidi ed erbicidi, questo occorrerebbe. L’impressione è che la tutela della biodiversità potrebbe essere un pretesto per assegnare fondi agli agricoltori amici e il dubbio resta anche per l’avviso di attivazione della Misura 10 del Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014/2020 ‘Tutela degli habitat seminaturali per la conservazione della biodiversità’. 

“L’attivazione della misura incoraggia la diffusione di processi produttivi sostenibili dal punto di vista ambientale che favoriscono la tutela delle risorse naturali, suolo e acqua, della biodiversità ed in particolare dell’agrobiodiversità – ne è convinto l’assessore alle Politiche agricole Dino Pepe, ma per avere contezza sul contenuto del bando Psr per aiuti agli agricoltori che tutelino gli habitat seminaturali abbiamo contattato l’Associazione Appennino Ecosistema (AE) che, grazie ai suoi esperti, ci ha chiarito qualcosa in più del bando e sui modi opportuni di impegnare, i terreni agricoli, nella semina di essenze vegetali che garantiscano il massimo prolungamento della vegetazione e della fioritura, al fine di favorire la funzione di rifugio della fauna e avifauna selvatica e l’attività dell’entomofauna utile alla fecondazione gamica delle specie vegetali. “É un intervento che favorisce anche il settore apistico” aggiunge soddisfatto Pepe, ma leggendo in dettaglio e tra le righe del bando, per l’associazione “si scopre che i sacrifici che gli agricoltori dovrebbero sopportare, in nome della tutela dell’ambiente, sono soltanto l’obbligo di seminare varietà autoctone sulle loro terre già coltivate e sfalciare poi a fine stagione quello che sarà cresciuto (?). Si indica poi che nelle aree della Rete Natura 2000 (cioè Sito d’interesse comunitario e Zona di protezione speciale) occorre comunque attenersi a quanto previsto dai Piani di Gestione che, peccato, non sono ancora adottati dalla Regione e quindi non sono vigenti” concludono dall’associazione. Per l’assessore regionale all’agricoltura “L’aiuto verrà corrisposto annualmente sulla base degli ettari oggetti ad impegno ed ammonta a 250 €/ha” ossia 250 euro l’ettaro, ogni anno e per 5 anni, per un totale di 1.250 euro l’ettaro). “L’intervento è abbinabile a livello aziendale, con l’intervento 10.1.1 Produzione integrata e la Mis. 11 Agricoltura biologica – conclude Pepe – La dotazione finanziaria da assegnare complessivamente all’intervento 10.1.5 Tutela degli habitat seminaturali per la conservazione della biodiversità ammonta a 500 mila euro. L’avviso pubblicato ora permetterà agli agricoltori di predisporre per tempo le colture e rispettare gli impegni previsti dal bando. Le domande di adesione si faranno nel 2018 con scadenza 15 maggio”. Qualcosa sfugge e per una corretta e sana informazione inseriamo anche il testo della Misura 10.5.1 Tutela habitat consultabile in formato Pdf.

mariatrozzi77@gmail.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: