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Bianchi: Subito una Commissione parlamentare d’inchiesta su incendi e su efficacia interventi

Sulmona (Aq). Sabato pomeriggio si è riacceso prepotentemente a mezza costa del monte Morrone un focolaio nel territorio di confine tra Pratola Peligna e Roccacasale, sempre nell’aquilano, altri 2 focolai erano visibili più in cima verso Sulmona (Aq). Sulla proposta di una Commissione parlamentare d’inchiesta, avanzata con un Ordine del giorno in consiglio comunale, documento approvato all’unanimità, preme l’acceleratore il capogruppo Forza Italia del consiglio comunale di Sulmona, Elisabetta Bianchi, perché sia possibile accertare al più presto ogni responsabilità.  

10 settembre ore 19.15 nonostante la copiosa pioggia pomeridiana i focolai su monte Morrone erano ancora visibili ieri sera

In una nota, Bianchi, consigliere comunale d’opposizipne sottolinea come il 20 agosto, secondo giorno d’incendi sul Morrone nella frazione Marane di Sulmona (il primo è divampato il 19 agosto sul fianco del monte nel territorio di Pacentro-Aq), il protocollo d’intervento per lo spegnimento sia stato evidentemente il medesimo impiegato ieri per l’incendio su Colle delle Vacche: 2 Canadair con frequenza di lancio ogni 20 minuti in orario di ufficio. “Continua a bruciare l’habitat prezioso composto da piante ad alto fusto di pregio che rappresenta, tra l’altro, un importante insediamento di fauna protetta come, per esempio, 2 coppie di aquile reali – aggiunge nel comunicato il capogruppo di Forza Italia che auspica un senso di responsabilità delle forze politiche alla riapertura dei lavori di Camera e Senato per “Approdare alla spedita costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti che hanno portato ai fenomeni incendiari, particolarmente rilevanti quest’anno in tutta Italia ed alla valutazione della idoneità ed efficacia delle modalità di intervento di tutti gli enti territoriali, specie nelle zone protette ad alto pregio monumentale ed ecologico. Premessa essenziale per la valutazione della necessità di interventi correttivi dell’attuale impianto normativo e per la verifica delle competenze di prevenzione ed intervento nell’ottica del raggiungimento di standard di maggior tutela ambientale. Ovviamente al netto delle verificate, ove dovessero essere accertate dalla magistratura, responsabilità individuali nella catena di prevenzione, controllo e comando”.

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