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Ancora Canadair, il sindaco spiega perché: “Brace nel sottobosco a 200°C”. Fatta chiarezza sull’unica Tagliafuoco di Sulmona

Sulmona (Aq). Un momento di estrema urgenza e preoccupazione per questo la pista tagliafuoco realizzata a pochi metri dal trasandato campetto di calcio, retrostante la chiesetta di Santa Maria degli Angeli. Appena fuori dall’area del Parco nazionale della Maiella, taglia le pendici del monte Morrone, sul territorio del Comune di Sulmona. É la settima da noi censita delle strade che non si sarebbero mai potute costruire fuori dall’emergenza. L’ultima è stata completata ieri in una sola giornata e qualche ora prima della chiusura ufficiale del Centro operativo misto (Com) per l’emergenza incendi. Spianate che vanno monitorate perché su di esse non si speculi in futuro e non diventino discariche abusive o luoghi per il transito di persone, rifiuti pericolosi e speciali, soprattutto perché le stesse non creino nuova emergenza incanalando a valle detriti e residui dell’incendio. La montagna Sacra, un girone infernale per 15 giorni, da ora va protetta. E se i Canadair sorvolano ancora i cieli Peligni non è per sperperare di denaro pubblico, ma per il sottobosco in alta quota, su Colle delle vacche. Se l’emergenza è finita non è detto che il fuoco sia completamente spento, al di sopra del colle cova tra strati di brace e carboni ardenti. Da lì di pennacchi di fumo ne osserverete ancora per giorni.

Aggiornamento 1   2  e 3 

Incendi Morrone foto Trozzi report-age.com 8.9.2017

Costruita il 28 agosto quando, in tarda serata, via Caprareccia stava per essere raggiunta dalle fiamme che spinte dal vento hanno fatto temere il peggio per i residenti dell’area ad un centinaio di metri dal fronte del fuoco della Badia Morronese. Scena drammatica e il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, ha tentato di frenare l’avanzata dell’inferno con una tagliafuoco. Con lei il prefetto e l’Esercito, gli Alpini del Battaglione Vicenza IX Reggimento dell’Aquila e tanti uomini di buona volontà, attrezzati e muniti di trattore,  all’opera per liberare da rovi e sterpaglie un sentiero da tempo trasformato in discarica abusiva, per un tratto di circa 70 metri.

Incendi Morrone foto Trozzi report-age.com 8.9.2017

Strano solco sulla tagliafuoco sulmonese (Foto Trozzi)

Per mettere in salvo il centro abitato vicino al fronte incandescente si è scelta la linea tagliafuoco. Il giorno successivo, con una ditta privata, la pista è stata allungata per altri 200 metri raggiungendo così un sentiero oggi presidiato dalle forze dell’ordine. Sul posto, abbiamo individuato un singolare solco, quasi fosse un canale per una futura strada, dell’unica tagliafuoco sulmonese, immortalato in questa immagine (Foto Maria Trozzi). Al sindaco abbiamo chiesto del futuro dello stradone largo 20 metri: “Disporrò per fissare un cancello come per il campetto. Le chiavi saranno consegnate a Carabinieri forestali ed ente parco per evitare che possano passarvi mezzi e quant’altro”.

Oggi, nel corso di un sopralluogo con un elicottero dei Carabinieri, il procuratore capo del tribunale di Sulmona, Giuseppe Bellelli, il prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, il comandante provinciale dei Carabinieri dell’Aquila, il colonnello Antonio Servedio e il sindaco di Sulmona hanno potuto constatare il danno enorme al territorio e quanta violenza sia stata inflitta alla comunità Peligna. Insieme per organizzare il necessario a riparare ai danni e per comprendere meglio la situazione. “Per come sono andate le cose siamo stati fortunati, nessuna vittima, ma si è sfiorata la tragedia  –  Casini fa riferimento al volontario della Protezione civile di Pettorano sul Gizio (Aq) ferito gravemente durante le operazioni di spegnimento del 29 agosto, colpito a monte Mileto da un grosso sasso che si sarebbe staccato da un albero andato distrutto dalle fiamme. Il sindaco manda i migliori auguri di una serena guarigione al giovane Michele Iacobacci le cui condizioni di salute migliorano. Abbiamo approfittato anche per chiedere alla prima cittadina perché si vedono ancora Canadair in volo sul versante occidentale del Morrone, bruciato e devastato, e Casini ci ha confermato che anche se il fuoco è domato,  in alta quota, su Colle delle Vacche, interi strati di sottobosco sono in realtà un enorme bracere. La temperatura dello strato incandescente raggiunge sino a 200 gradi centigradi ed è proprio per questo che si procede allo smassamento. Lo strato viene fratturato, spesso a mano, e con degli sganci d’acqua, dai Canadair sui carboni ardenti, si riduce la temperatura. Ecco perché sono ancora in volo.

mariatrozzi77@gmail.com

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“Sono Michele” il volontario ferito sul Morrone si sveglia, migliora e riprende a parlare

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