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Come funghi le Piste Tagliafuoco: spianate troppe strade sul Morrone, fuoco spento, brucia la speculazione

In tutto 10 i comunicati del Com, l’ultimo annuncia un’ora fa: l’incendio sul Morrone è spento. Dieci, cento, mille tagliafuoco ancora da costruire? Più di quello che si possa immaginare. Sino a ieri era in fase di realizzazione un’altra pista per fermare un incendio già domato da giorni. Spianano la strada alla deforestazione? Ecco un altro grosso affare del dopo incendio di cui approfittare, stile post terremoto. Per la gente per bene è da evitare, ma soprattutto è un grande rischio per il monte Morrone. Indifeso da ogni attacco, ieri abbiamo percorso una costola dell’altura ed è apparsa un’altra pista tagliafuoco. É la quarta visibile e accessibile realizzata sulla montagna Sacra. Questo è, da quando è partita la moda delle ‘tagliafuoco’ che dovrebbero fermare gli incendi. Più la spesa che l’impresa per rallentare le fiamme! Unica benedizione per un incendio tanto grande è la pioggia, nemmeno i Canadair, dicono i Direttori delle operazioni di spegnimento (Dos). Il fuoco dal bollettino Com è spento e stamane è rimasto appena un pennacchio dell’incendio che per 15 giorni ha abbrustolito monte Morrone. Allora, perché sino a ieri si spianava una strada?

Aggiornamento 1  e 2

Pista tagliafuoco Valle Silvana con pista Colle Rotondo

In rosso la tagliafuoco nuova di zecca, la freccia lilla indica la direzione verso l’alto, quella verde il secondo tragitto percorso ieri

Ieri. La colonnina di fumo si intravede sbiadita in alta quota, molto sopra Colle delle Vacche, anche per questo un Canadair, ogni 40 minuti, sorvola l’area e forse sgancia acqua nel vallone, là dove la vegetazione fitta e l’altura nasconde. Il bollettino di ieri, dal Centro operativo misto, informa che “sul fronte monte Morrone sono stati spenti gli ultimi focolai nella parte alta del Colle delle Vacche, dovuti alla spessa coltre di materiale combustibile ammassatosi a seguito della slavina, di qualche anno fa, che non ha reso del tutto efficace l’operato dei Canadair” e il vice prefetto, Natalino Benedetti, coordinatore del Com, segnala che procede l’azione di smassamento di detto materiale. Noi ci siamo inoltrati, proprio ieri, nell’area e con nostra sorpresa abbiamo beccato una nuova pista tagliafuoco, ma nuova di zecca. Nel frattempo una mega ruspa rientrava a valle. L’autostrada che ci troviamo dinanzi non è mappata in alcuna delle cartine geografiche del professor Giancarlo Cerchece (Cai) e nemmeno in quelle più recenti. In condizioni normali il Parco nazionale della Maiella non avrebbe mai autorizzato lo scempio in atto e non sembra che l’abbia fatto, almeno per ora. Temiamo che qualsiasi progettino con le paroline dolci e giuste possa funzionare: fare pulizia (per biomasse e pellet), tagliafuoco antincendio (per connettere eventuali punti d’attrazione turistica) mai autorizzate nel parco, tagliare alberi secchi o bruciacchiati (per ditte da risollevare) per dare un certo decoro? Il fuoco sembra lontano, non c’è nemmeno puzza di bruciato su questa giovane cicatrice del Morrone. Per decenni nessuno è riuscito a tagliare anche solo un ramoscello della montagna sacra, ma oggi è diverso ed è assurdo che accada proprio adesso che il monte ha più bisogno di attenzioni. Da un bivio, guardando la cima, prendiamo un mega stradone che si para innanzi puntandoci verso l’alto. Il tratto è davvero inquietante saliamo in verticale, il tracciato è interrotto a 2 passi da un enorme vallone (N 42.1243  E 13.9142, quota da 800 a 875 metri) che raccoglie di tutto: tronchi, grandi fusti, ghiaia, rami, radici, cespugli, pietre e terra. Parte proprio da qui lo scivolo tagliafuoco e punta dritto verso il basso come un cannone per l’Inverno. Poi torniamo di nuovo al bivio fresco fresco di ruspa per attraversare a metà un’area in cui sono ammassati i pini, stesi a terra, sradicati, abbattuti come se fosse passata una slavina. Di fatto è passata, abbiamo Colle delle Vacche ad Est e Colle Rotondo a Ovest. Qui il fuoco sembra lontano, ma è così tanto il legno a terra da riaccendere la fame di un intero settore: centrali biomasse, per fare un esempio. Speriamo che qualcuno legga perché su questa nuova strada potrebbe transitare comodamente un tir o i mezzi dei taglialegna, dei tagliabosco e capitozzatori di professione che forse sono già in partenza. Si continua a spianare la montagna e questa è la IV tagliafuoco che raggiungiamo e attraversiamo, in meno di una settimana. La spianata s’interrompe molto dopo, a circa 700 metri di quota. Sono trascorsi 18 giorni dal primo grave incendio su monte Morrone, si parla a sproposito di rimboschimenti, senza sapere che i vincoli di legge non lo consentono. Senza sapere che un albero a terra, in montagna, può fare tanto bene alla qualità dell’aria: garantisce aria, elimina l’inquinamento anche se morto, dà ossigeno e cibo per la terra mentre si deteriora. D’inverno qui di neve ne cade abbastanza.

mariatrozzi77@gmail.com

Tagliafuco verso l’alto

Tagliafuoco orizzontale verso Roccacasale

Comunicato n. 10 ed ultimo, salvo eccezionali imprevisti, di mercoledì 6 settembre 2017. Ore 19
Resoconto attività svolte nella giornata odierna. Il focolaio individuato in località Pozzacchio, Comune di Roccacasale, è stato spento grazie al lavoro a terra di circa 50 unità (squadre miste VV.F., E.I., Protezione civile regionale ed operai forestali). Sono anche intervenuti, alternativamente, 5 Canadair, che hanno effettuato in tale località e più in generale sul Monte Morrone in totale 57 lanci per 6.000 litri cadauno. Mezzi dell’Esercito Italiano hanno completato nel pomeriggio, nei pressi del poligono di tiro in località Marane di Sulmona, un sito di deposito ove verranno successivamente e temporaneamente allocati, a cura dei Volontari della Protezione Civile di Sulmona, i materiali di risulta della ripulitura della strada in località Mandorleto (zona Marane di Sulmona) al fine della loro definitiva eliminazione.
Le attività del COM cesseranno formalmente non appena verrà completata da parte dell’E.I. la fascia
tagliafuoco tra località Colle delle Vacche in territorio di Pratola Peligna ed il territorio di Roccacasale
Località Colle dei Preti. Il completamento di tale intervento è previsto per la mattinata di domani 7 settembre. Dalla data di apertura del Com (lunedì 28/08/2017) ad oggi, mercoledì 6 settembre, sono stati impiegati in totale nelle operazioni di spegnimento, tra gli altri, n. 783 volontari con n. 257 mezzi della Protezione civile regionale; n. 582 unità del 9° Reggimento Alpini Battaglione “Vicenza” con presenza di personale specializzato e numerosi mezzi tra i quali una terna ruotata di media capacità (ruspa) ed un cingolato apripista di rilevanti dimensioni. Inoltre hanno partecipato attivamente Carabinieri Forestali ed operai forestali. Il dati relativi al personale dei Vigili del Fuoco che è stato impiegato nella gestione della emergenza saranno resi noti direttamente dalla Direzione regionale”. Il responsabile del Com
Viceprefetto dott. Natalino Benedetti

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