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Incendi Abruzzo. Pro Natura sui roghi: ‘Non abbiamo paura, qui ci siamo noi’

Nella nota, Mauro Fulani, presidente federazione nazionale Pro Natura e Piera Lisa Di Felice, vice presidente federazione Nazionale e coordinatore organizzazione regionale Pro Natura Abruzzo, danno testimonianza dei primi momenti degli incendi sul monte ed invitano ad una profonda riflessione.

Copertina Maria Trozzi

I 3 focolai di Nicolò Sambenedetto Abruzzo Rotori ore 18.22 Report-age.com 20.8.2017

Incendi Morrone (Foto Sambenedetto ore 18.22  20.08.17)

“Era il 20 agosto ore 17.40, l’associazione Orsa Pro Natura Peligna, federata dell’organizzazione regionale Pro Natura Abruzzo e della federazione nazionale Pro Natura, segnala al 1515 un incendio di piccole proporzioni sul monte Morrone, in località Marane di Sulmona. Viene risposto che si era già a conoscenza della cosa. Alle 18.30 le prime sirene, ma l’incendio ha già acquisito forza e vigore: con l’arrivo delle tenebre la montagna è già avvolta dalle fiamme. Trascorrono 15 giorni il fronte continua ad avanzare implacabile dopo aver lambito l’eremo di Celestino V a 1379 metri di quota il fuoco ha aggredito la pineta sottostante e ha proseguito con la sua furia devastante nel Comune di Pratola Peligna (Aq) dove, divorando ettari ed ettari di bosco, ha minacciato il rifugio Colle delle Vacche. E così il rogo prosegue inarrestabile la sua corsa verso Roccacasale (Aq) arrivando a minacciare il centro abitato. Brucia il Morrone e il nero della distruzione fagocita alberi, animali, vita, bellezza e cultura. Il fuoco aggredisce la montagna eletta da Papa Celestino V per la sua vita eremitica, luogo di religione e storia, dopo aver lambito l’abbazia di Santo Spirito, il più grande monastero dei Celestini. Il rogo aggredisce anche la vegetazione sopra il tempio di Ercole Curino. Oltre 3 mila ettari di bosco inceneriti, animali arsi vivi e un grandissimo patrimonio di biodiversità irrimediabilmente distrutto nel cuore del Parco nazionale della Maiella. Intanto i fumi rendono l’aria irrespirabile e avvolgono i centri abitati, portando gravi danni alla salute pubblica. Per giorni il sole è oscurato da sottili polveri giallastre, figlie della distruzione e della morte. La mano dolosa umana, non paga del disastro ambientale causato sul monte Morrone, agisce anche in aree limitrofe posizionando inneschi che prontamente agiscono a Prezza (Aq), nella valle Subequana, nel parco regionale Sirente Velino, sul monte Genzana e a Cocullo (Aq). L’Abruzzo regione verde d’Europa, colpita al cuore da un assurdo disegno criminoso. Si è dimostrata tutta la debolezza della macchina di intervento: mancano mezzi, piani, uomini. In un rimpallo di responsabilità di enti e istituzioni, nel cuore dell’emergenza, ci si rende conto che non esiste un piano coordinato di prevenzione e gestione degli incendi, protocolli di prevenzione e qualsiasi strumento atto a fronteggiare una situazione di tal fatta. Dopo giorni di roghi e distruzione arrivano le forze armate a proteggere questi luoghi. Ormai l’inefficienza della macchina si è palesata. Il procuratore della Repubblica del tribunale di Sulmona, Giuseppe Bellelli ha rilevato che la soppressione del Corpo forestale è stato un grave errore che ha portato a gravi  inefficienze  sia nelle procedure antincendio che nella gestione diretta dei numerosi e vasti incendi boschivi che stanno dilaniando il nostro territorio. E così, il 29 agosto, il generale Tullio Del Sette, Comandante dell’Arma dei Carabinieri ed Angelo Borrelli, responsabile della Protezione civile, hanno firmato un accordo  che prevede il rientro in campo degli ex Forestali nell’emergenza incendi che devasta la Regione Abruzzo. Insomma contra factum non valet argumentum e davanti all’inadeguatezza della macchina che opera sugli incendi, si è stati costretti a fare un passo indietro. I veri eroi in questa tragedia sono i volontari: uomini e donne che, in spregio del pericolo e dimostrando un grande amore per il proprio territorio,  con le pale ed i picconi hanno scavato trincee a difesa dei centri abitati, hanno liberato le vie tagliafuoco dagli alberi caduti che ne impedivano l’accesso, hanno organizzato squadre di ronda per il controllo dei boschi. Anche noi abbiamo dato il nostro contributo in questo momento drammatico: le guardie faunistico –ambientali dell’organizzazione regionale Pro Natura Abruzzo, coordinate nelle loro azioni dal Corpo forestale dello Stato, hanno organizzato una serie di ronde di controllo in un vasto territorio nel cuore del parco nazionale della Maiella che va dal Comune di Caramanico (Pe) fino a Sulmona (Aq), senza trascurare importanti aree protette, quali la Riserva naturale guidata Sorgenti del Pescara. Recitavano gli antichi  <L’uomo che ha sempre paura è condannato ogni giorno> noi non abbiamo paura, difendiamo strenuamente la nostra terra contro le barbarie e gli attacchi che la colpiscono al cuore.  Qui ci sono le nostre radici identitarie: qui ci siamo noi”.

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