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Piromane nell’Isola Felice. Scritte in Valle Subequana su un muro tra Castelvecchio e Molina

Valle Subequana (Aq). Potrebbe essere tutto o niente quella scritta, ma analizziamo il contesto. La sequenza degli incendi in valle Subequana sembra anticipare l’emergenza della valle Peligna, il monte Morrone per 15 giorni brucia. Incluso il territorio di Prezza/Raiano con monte Urano incenerito, per 2 focolai, accesi in un’area fuori mano il 27 agosto (domenica). Uno di questi focolai, racconta qualche volontario che filmava l’incendio dell’autostrada (A25), dava l’impressione di essere partito da un’esplosione. 

Stazione Molina/Castelvecchio, id fronte il distributore e un bosco per recente incendio Foto Maria Trozzi

Stazione Molina/Castelvecchio, di fronte il distributore e un bosco bruciato per recente incendio

Nulla di che quella scritta sul muro di cinta della stazione ferroviaria che Castelvecchio Subequo condivide con Molina Aterno. Potrebbe essere una banale coincidenza, la mano del solito ragazzaccio o l’opera di vandali. Appena dopo il bivio a destra il distributore, sullo sfondo della stazione vivide le ustioni di un incendio recente di un bosco e, ad una cinquantina di metri sulla strada, verso Molina, guardando a sinistra c’è la scritta in stampatello rosso: “Un piromane è una merda”. L’immagine è stata scattata il pomeriggio del 30 agosto  e il messaggio potrebbe riferirsi al principio d’incendio del 17 luglio (lunedì) che ha ridotto in fumo, dalle ore 9, ben 7 ettari di boscaglia dietro l’unico distributore di carburante della valle che un tempo sembra sia appartenuto alla famiglia Franzese. É una località sensibile questa. Nell’aprile 2007 con l’operazione Replay vennero arrestati diversi esponenti di un sodalizio criminale dedito al traffico di stupefacenti tra la Provincia dell’Aquila e l’area costiera. Sostanze come cocaina, hashish e marijuana venivano importate dall’area napoletana, in transitato nella valle Peligna e poi sulla costa adriatica. Tutte le operazioni si svolgevano in una mega villa di Castelvecchio, di proprietà dei Franzese, fortificata e munita di sistemi di sorveglianza, valutata circa un milione di euro. Oltre una ventina di chilogrammi di droga, ai tempi, furono nascosti proprio in alcuni fusti di benzina e poi interrati.

Una scritta che potrebbe allinearsi al rapporto del II semestre 2016 della Direzione investigativa antimafia, esposto al Parlamento il 21 agosto‘? Forse corriamo troppo. La relazione conferma una presenza delle cosche in Abruzzo e in Molise grazie alle evidenze investigative dell’operazione Isola felice, tessere del mosaico espansionistico della ‘ndrangheta verso regioni solo all’apparenza meno appetibili. Nell’inchiesta si sarebbe fatta “piena luce sull’operatività del gruppo Ferrazzo di Mesoraca (Crotone) in Abruzzo e Molise.. Il capo ‘ndrina non solo aveva scelto di stabilire ufficialmente la propria residenza in San Giacomo degli Schiavoni (provincia di Campobasso, in Molise ndb), ma si era di fatto reso promotore di una associazione criminale composta sia da calabresi che da siciliani (famiglia Marchese di Messina) che operava tra San Salvo, Campomarino e Termoli”. Un’isola felice per rinsaldare le proprie attività criminali a danno di chi?

Altri incendi nel Subequano

  • Un  incendio segnalato il 9 luglio, acceso forse verso il tardo pomeriggio e sarebbe stato subito spento.
  • Il 18 luglio bruciano, nel pomeriggio, dei prati verso Forca Caruso, nell’area piuttosto ampia dell’impianto eolico (sul versante Marsicano c’è anche un impianto fotovoltaico) raggiungibile dai paesi della comunità sirentina.
  • Il 17 agosto brucia la pineta tra Molina e Acciano, sempre nel subequano, è un giovedì mattina e il fuoco sarebbe stato appiccato dalla strada, ex statale 261. Tra i primi ad intervenire per spegnere le fiamme c’è il sindaco di Molina, Luigi Fasciani, che ricorda di aver visto 3 focolai. La prontezza dei volontari della Protezione civile sirentina evita il peggio. I ragazzi preparano anche delle cisterne d’acqua per agevolare le operazioni di spegnimento dell’elicottero atteso per l’intervento risolutorio.
  • Stessa area, ma il 29 agosto e prima delle ore 14, sono 2 i focolai che partono dalla provinciale 42 tra Secinaro e Goriano Valli, località Colle di Mora, sempre nell’aquilano
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