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Pista tagliafuoco o per fuoristrada? L’immagine è zero la sete è tutto!

Roccacasale (Aq). Realizzano a mani nude e con le zappe una pista tagliafuoco sul Morrone verso il paese di Roccacasale (Aq) che per 14 giorno è bruciato a causa di un incendio di natura dolosa (Aggiornamento).

Rettifica chiesta da Soa  

I paladini dell’ambiente sono quelli della Soa, Società ornitologica abruzzese, il loro portavoce è puntualmente in Tv per ogni emergenza e per ogni situazione. Ieri quando è stata postata la foto nella sua pagina Facebook, era piovuto e l’incendio era ufficiosamente spento. Durante i lavori i ragazzi hanno sete e con 2 fuoristrada, senza targa, si provvede a recuperare delle bottiglie d’acqua, c’è persino chi sorride al loro passaggio. Immancabilmente l’immagine finisce come copertina del gruppetto per far vedere come sono bravi. Su di un sentiero di montagna le moto sono vietate, in area protetta (ormai si fa per dire) 2 moto da cross di quel genere non dovrebbero proprio starci. Eppure sono lì!

Spesso alla buona volontà manca il buonsenso e il monte Morrone, mentre bruciava, è stato vittima di questo. Così vulnerabile in questi giorni, è sensibile ad ogni genere di aggressione, è stato considerato alla stregua di un malato terminale al quale si dà un bel pizzicotto o si propone una cura alternativa non per tentare di salvarlo, ma per interessi, stile cavia da laboratorio. Non hanno pensato a tante cose certi volontari. Non si sono fermati a ragionare, a guardare, a rendersi utili senza fare danni, non si sono registrati al Centro operativo comunale (poi misto) quando era stato ribadito da ogni parte, non si sono resi conto che andare a spegnere le fiamme su un albero non è eroico senza attrezzature, allenamento e intralciando la macchina dei soccorsi. In questo caso specifico il problema è l’acqua, elemento indispensabile per la sopravvivenza. Durante i concitati preparativi per realizzare la linea si pensa ad altro, non all’acqua, così la taglia fuoco è diventata un alibi per abusi a danno dell’Ambiente.

È anche questo genere di approssimazione ad aver creato molti problemi durante le operazioni di spegnimento dei roghi che hanno devastato il monte Morrone per 14 giorni. Un Canadair ha dovuto sospendere persino 2 sganci d’acqua, con il Direttore operazione spegnimento Giuseppe Rapagna che per radio parlava con il pilota, perché nel punto stabilito per il lancio c’era gente non autorizzata che cercava di fermare le fiamme in qualche modo. Abbiamo assistito alla scena con Andrea D’Aurelio dell’emittente Onda Tv che ha documentato quel momento. Bene i volontari, ma a ragion veduta, con preparazione e cognizione di causa. Sarà forse per questo che i volontari della Protezione civile seguono corsi, aggiornamenti e partecipano ad operazioni d’emergenza simulata per essere davvero efficaci negli interventi? Bisogna essere d’aiuto nelle emergenze e non di intralcio. Occorre mettersi a disposizione delle forze organizzate se sono già presenti e non ostacolarle. Dunque, alla buona volontà non fa bene il pressapochismo.

Rettifica chiesta da Soa

Augusto De Sanctis, presidente SOA Onlus, chiede rettifica sul pezzo Pista tagliafuoco o per fuoristrada? L’immagine è zero la sete è tutto e per dovere di cronaca pubblichiamo: “Quanto riportato nell’articolo non corrisponde alla realtà dei fatti ed è qui di doverosa una rettifica in quanto:
A)l’associazione scrivente, assieme ad altre, ha risposto ad un appello dell’amministrazione comunale di Roccacasale diffuso pubblicamente a decisione già presa di realizzare la pista tagliafuoco, come d’altro lato evidente nella nostra comunicazione al pubblico in cui è stato ampliamente citato il ruolo dell’amministrazione comunale;
B) tutti i volontari, sia della nostra associazione sia singoli cittadini che avevano risposto all’appello, venivano registrati con tanto di controllo del documento di riconoscimento da parte del Vigile comunale presso il municipio di Roccacasale al loro arrivo;
C) come comunicatoci dal Comune di Roccacasale il percorso della pista tagliafuoco è stato prima concordato con gli altri enti, a partire dall’Ente parco nazionale, e poi condiviso presso il COM. Basterà chiamare l’amministrazione comunale nella persona del sindaco per verificare questo aspetto che, ovviamente, attiene alle competenze degli enti pubblici e non certo delle associazioni che rispondono ad un appello di un’istituzione;
D) le moto da trial non sono di nostri soci e/o delle altre associazioni ma erano state mobilitate anch’esse nell’ambito dell’iniziativa comunale a supporto logistico dei volontari giunti sul posto a seguito degli appelli. Sono state utilissime per rifornire le decine e decine di volontari impegnati in un duro lavoro visto il dislivello del sentiero e la distanza dai punti delle operazioni, non raggiungibili con altri mezzi terrestri;
E) come è evidente dalle immagini video fornite alla stampa, oltre ai volontari con strumenti come zappe, picconi, roncole ecc erano presenti anche alcuni professionisti per le attività più delicate come il taglio degli alberi più grandi con le motoseghe, anch’essi destinati, da quanto riferitoci, a tale attività dal comune di Roccacasale.
La preghiamo quindi di pubblicare immediatamente e con medesimo risalto dell’articolo di cui sopra una rettifica nei termini di legge, tenuto conto degli obblighi relativi alla verifica delle informazioni prima della diffusione di articoli di stampa.
Certo di un immediato riscontro ci riserviamo ogni altro atto utile affinché quanto svolto dai volontari sia adeguatamente valutato dal pubblico”. Augusto De Sanctis, Presidente SOA Onlus
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