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Misteri su Pacentro. Elicottero in volo prima dell’incendio e luci nelle notti a Colle Ardinghi

Fumo sulla valle Peligna da Pacentro Foto Trozzi Report-age.com 31.8.2017

Fumo sulla valle Peligna da Pacentro Foto Trozzi

Pacentro (Aq). Due misteri in paese infittiscono l’ingarbugliata trama degli incendi dolosi che soffocano da 12 giorni Sulmona, Prezza, Secinaro e Pacentro dove ora, come in altre località che la fiamma ha trasformato in gironi infernali, si cerca una ragione e un responsabile. Sappiamo quasi tutto del misterioso elicottero grigio metalizzato visto volare più volte in paese 2 giorni prima del rogo a monte Mileto. Molti credono che il mezzo sia legato al fuoco, sarebbe opportuno avere rassicurazioni anche dall’Enac (Ente nazionale aviazione civile) sui voli nell’area in quei giorni e sui motivi di quel transito aereo. Abbiamo cercato di chiarire e fare luce su storie che girano in paese. Ci preoccupano di più le lucette notturne su colle Ardinghi avvistate da parecchi pacentrani. Proprio lì si correrà a piedi nudi i primi di settembre per la 567esima edizione della Corsa degli Zingr’. La situazione migliora, l’aria si fa meno pesante e in via ufficiosa l’incendio del 19 agosto è quasi spento, rimangono dei piccoli focolai monitorati dai volontari e da volenterosi amministratori locali che vigilano all’ingresso alla cosiddetta ‘zona rossa’ area interdetta al traffico veicolare prima dei blocchi che chiudono da 3 anni la provinciale 487. Chiusura che insiste sotto la pressione di pesanti polemiche e gravi responsabilità. Il tratto conduce a Passo San Leonardo. Paese in ginocchio e turismo con il contagocce anche per un’altra ragione: da tempo è chiusa la Morronese dove il costone del monte ha ceduto sulla strada che collega Sulmona a Pacentro, in più tratti.

Colle Ardinghi Foto Trozzi Report-age.com 2017

Colle Ardinghi Foto Trozzi

Per 2 notti di seguito i ragazzi che vigilano su Colle Ardinghi (o Ardingo), si staglia verdone di fronte al fianco bruciato del Morrone, hanno visto delle luci ad intermittenza tra la boscaglia. Parliamo del colle da cui si caleranno a piedi nudi, il 3 settembre, i temerari della Corsa degli zingari. La squadra di giovani volontari, circa 5 persone, ha notato delle luci sul colle per 2 notti consecutive e ieri dopo l’avvistamento di Mezzanotte, sul versante della Comosciara, di fronte, il fuoco ha ripreso vigore alle 2 del mattino. É forse una coincidenza, un ritorno di fiamma nell’area ustionata dall’incendio, probabilmente di origine dolosa, dove fasce di pini e ginestre bruciati si alternano a stringhe di sempreverdi integri. Proprio di ritorno di fiamma si parla per il misterioso elicottero grigio argento senza etichette che avrebbe sorvolato Pacentro, più volte, nei giorni precedenti l’incendio divampato il 19 agosto. L’elicottero non aveva il cestello per raccogliere acqua in quei pasaggi, raccontano in paese: “È passato 7/8 volte a poche centinaia di metri dai tetti di Pacentro” area parco che sarebbe interdetta al volo. Qualcuno dice che passava di lì per le operazioni di spegnimento di un incendio che, verso ferragosto, si sarebbe sviluppato a Caramanico Terme (Pe). L’incendio è confermato da un residente della località montana della provincia di Pescara, ma ci spiega anche che i 2 elicotteri impiegati per le operazioni di spegnimento avevano le insegne dei Vigili del fuoco. Approfondendo la questione, il velivolo misterioso sarebbe decollato a Sulmona. Nell’area industriale di fronte alla Magneti Marelli c’è l’unica pista un tempo autorizzata per gli elicotteri, gestita da un’azienda in cattive acque finita anche nei fascicoli di una inchiesta giudiziaria. Il deposito della H elicotteri (ex Elisem/Esair) è stato acquistato da un meccanico che custodisce lì le auto, di recente.

Luci intermittenti su colle Ardinghi 30-31 agosto 2017 Foto Franca Pacentro Report-age.com 2017

Luci su colle Ardinghi 30-31 agosto

Per le luci è un altro conto, sono state viste per 2 notti di seguito dai volontari che vigilano sui colli attorno al paese. Mentre tuona sulla valle Peligna ci domandiamo se non sia il caso di approfondire questi aspetti e fare dei controlli accurati. I ragazzi che erano di controllo sono affidabili. Perchè a colle Ardinghi proprio queste notti? Chi c’era? Forze dell’ordine, pastori, cacciatori, singolari escursionisti? Un altro tuono e su mezza città di Sulmona piove, sull’altra niente. Il direttore delle operazioni di spegnimento, Roberto Rapagna, si trova dopo il primo vallone nel territorio di Pratola Peligna (Aq), in un bosco verso Roccacasale. Niente gocce di pioggia lì. Le pendici del monte sono in sicurezza, l’ultimo sgancio d’acqua del Canadair è avvenuto pochi minuti fa (19.30 circa). In alta quota il monte Morrone continua a bruciare ormai da 12 giorni. Nella fitta boscaglia con il dos Rapagna ci sono i Vigili del fuoco, i volontari, la Protezione civile, i Super Alpini e le Forze dell’ordine in presidio.

Il primo focolaio a Pacentro si sarebbe sviluppato da un punto d’alta quota, difficilmente visibile dal paese, raggiungibile da 2 sentieri, ci spiega un pastore del posto, esperto di montagna: “Uno è quello dalla casa Catoniera che è pure marcato, ma è impraticabile perché il Parco Maiella non l’ha mai pulito. L’altro sentiero parte dal Girone, da dove si vede Pacentro, per i primi 200 metri bisogna però arrampicarsi tra le rocce. É molto sconnesso ma ci si può arrivare”. A questo punto domandiamo all’uomo se un ultra 70enne potrebbe passare di là e lui risponde perentorio: “No, mai!”.

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