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Droni antincendio sulla Maiella: altre risorse in fumo per chiudere la stalla quando i buoi sono scappati

Alberi sul sentiero la fossa Report-age.com 2016Sulmona (Aq). Per il presidente del Parco nazionale della Maiella, Franco Iezzi, i droni antincendio sarebbero utili, ma finora lo stop dai vigili del fuoco ne ha evitato l’impiego. Una situazione piuttosto imbarazzante anche perché il volo dei droni è severamente vietato dal Parco e proprio sull’area protetta della Maiella per non disturbare la fauna selvatica. Inoltre, le limitate risorse a disposizione dell’ente andrebbero destinate alla pulizia di decine di sentieri che in alcuni tratti, forse troppi, da anni sono praticamente chiusi da quintali di legna. A settembre 2016, non è un caso isolato, il Cai Popoli (Pe) segnalava il problema chiedendo al Parco Maiella la manutenzione straordinaria per La Fossa, località in cui gli alberi abbattuti dalle intemperie erano finiti sul sentiero per i cedimenti invernali del costone del monte, rendendo impossibile il transito. 

Aggiornamento

Soprattutto, la normativa Enac fissa un limite massimo di 500 metri di distanza, dal punto di partenza del drone, e 150 metri di quota oltre i quali è vietato il volo del mezzo a pilotaggio remoto.  Drone sempre a vista del pilota, è il primo comandamento. I limiti massimi di volo dei droni, fissati dall’Ente nazionale aviazione civile (Enac), farebbero spendere una fortuna al Parco Maiella che ha intenzione di mantenere questi aggeggi perché, nei limiti di legge  su una superficie di 74 mila 95 ettari (questa è l’estensione totale del Parco nazionale della Maiella) ne occorrerebbero decine di migliaia. La realtà supera la fantasia per realizzare la proposta del presidente Iezzi e coprire tutta l’area protetta occorrerebbe spendere circa 7 mila euro a drone, senza contare il costo della termo camera che richiede una spesa minima di 1500 euro. Tirate le somme, quante altre rosorse andrebbero in fumo per chiudere la stalla quando i buoi sono scappati? 

Nonostante questo arrivano i droni antincendio nel Parco nazionale della Maiella. “Il progetto è realizzato in collaborazione con Sky drone ed è stato presentato stamane nel corso di una conferenza stampa dal presidente del Parco nazionale della Maiella, Franco Iezzi, il quale ha spiegato che con il volo dei droni possono essere controllati il territorio, le fonti di calore, le presenze e i movimenti di persone e animali: “Abbiamo a disposizione anche droni dotati di telecamere termiche che possono percepire il calore e quindi la presenza di persone e animali, come nel caso di escursionisti in difficoltà, orsi e tanto più l’innalzamento termico dovuto a principi d’incendio o ad incendi già divampati – ha spiegato – Per questo negli ultimi giorni abbiamo messo a disposizione questi mezzi per l’attuale emergenza incendi che sta devastando il territorio del Parco – ha polemizzato Iezzi verso i vigili del fuoco che coordinano le operazioni di spegnimento del fuoco – Anche sabato mattina, quando abbiamo offerto la nostra collaborazione, il comando provinciale dei vigili del fuoco l’ha rifiutata perché l’area del Morrone è interdetta al volo” ma il presidente del parco è convinto che in questa occasione andrebbero attivati interventi attraverso una rete tra Parco, Regione, Vigili del fuoco, Protezione civile “Mentre siamo stati finora esclusi sistematicamente da ogni tavolo se si esclude la riunione di ieri a Prezza” convocata sull’altro versante della valle Peligna dal sindaco di prezza Marianna Scoccia.

mariatrozzi77@gmail.com

Sui Parchi il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri. “Non è possibile tacere di fronte a tale disastro e compito della politica è aprire la vertenza parco individuando le risorse necessarie per affrontare subito l’emergenza, tagliando tutto il superfluo oggi incluso nel Masterplan e dirottando quei fondi nella tutela del territorio, e sul tema prepareremo atti tipici da portare in Consiglio regionale” ha ufficializzato il consigliere regionale Sospiri commentando quanto sta accadendo sul Morrone alle prese con l’emergenza incendi ormai da 9 giorni. “Se i Parchi Nazionali non riescono più neanche a difendere se stessi, è evidente che abbiamo un problema e che occorre aprire una riflessione seria sul ruolo e le capacità delle Istituzioni. Il fuoco che da dieci giorni sta continuando a devastare il Morrone, e non solo, minacciando paesi e abitazioni è una ferita che difficilmente riusciremo a sanare, una ferita che ha distrutto ettari di verde, mettendo peraltro a rischio decine di vite umane, quelle dei Vigili del Fuoco, soli ad affrontare il dramma dopo la scellerata chiusura del Corpo Forestale dello Stato, e quelle di coloro che abitano in quello che, fino a poche ore fa, era il paradiso d’Abruzzo”, dice Sospiri. L’esponente di Forza Italia conclude: “Se oggi non riusciamo più neanche a proteggere un Parco Nazionale dai criminali, forse chi governa il territorio regionale dovrebbe porsi più di una domanda sulle proprie capacità amministrative, oltre che sulla propria utilità. Ovviamente non finisce qui: apriremo una riflessione pubblica su quanto sta accadendo in Abruzzo e sulle nostre montagne, sui fondi messi a disposizione in bilancio per fronteggiare l’emergenza che va prevista in una regione che conta diversi Parchi Nazionali, sulle capacità della Regione Abruzzo di svolgere il proprio compito di vigilanza, e su quanto andrà fatto da qui a fine anno per salvare ciò che resta dei nostri Parchi, tagliando quanto di superfluo è contenuto del Masterplan del Governatore D’Alfonso e dirottando tutti i fondi per la tutela del nostro ambiente, monti, mare”.

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