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Ore contate per l’Eremo di Santa Croce al Morrone, il fuoco avanza dal bosco a Sud

Sulmona (Aq). L’eremo di Santa Croce, chiesetta di San Pietro, sembra avere le ore contate. Il bosco a Sud sulla cima brucia e ieri è stato trascurato dal Canadair. Dicono che per il mezzo in volo non è possibile raggiungere i roghi per il fumo denso sull’area. L’eremo è minacciato dalle fiamme del devastante incendio del Morrone che dal pomeriggio di domenica divampa. Il Canadair che opera alle pendici, su costa dei cani, sembra abbia finalmente soffocato il fuoco che sino all’altro ieri ha impegnato un elicottero dei Vigili del fuoco, ma nel solo pomeriggio, rifornendosi dalla vasca del depuratore, sotto poche centinaia di metri. Il Canadair dell’altro ieri, ma solo nel tardo pomeriggio, ha raggiunto l’area quando ormai ai pennacchi si sono sostituiti funghi enormi di fumo.

Aggiornamento 1 e 2 

Il bosco sulla vetta è stato trascurato dal dispositivo e le fiamme hanno divorato la metà degli alberi in cima e avanzano verso la punta pelata del monte, al centro c’è l’eremo del taumaturgo. Nessun Canadair a lanciare acqua su quel punto ieri con le fiamme che si avvicinano, ora dopo ora, pericolosamente al sito conosciuto anche come chiesetta San Pietro. Proprio lì l’eremita Pietro Angelerio in solitudine e umiltà combatteva i mali del mondo, parliamo del frate domenicano che fondò l’ordine dei Celestini prima di salire al soglio pontificio con il nome di Celestino V. In questi giorni è in corso nel capoluogo la Perdonanza aquilana. Sarebbe a rischio anche colle delle Vacche, dal comune di Pratola Peligna (Aq) il sindaco, Antonella Di Nino, in una nota informa di aver chiesto al direttore del Parco della Maiella, Oremo Di Nino,  di poter ripulire l’intera area del rifugio in queste ore. Per il prefetto, Bruno Frattasi: “Ci sono diciamo ragionevoli elementi per dire che il dispositivo per ora è sufficiente. É quello che è necessario per fronteggiare la situazione in atto”così dichiara Frattasi, capo dipartimento Vigili del fuoco, dal Centro operativo comunale dell’area industriale di Sulmona dopo un vertice per fare il punto sulla situazione incendio del Morrone che divampa ormai dalla scorsa domenica. Se non si corre ai ripari e il vento soffierà verso Nord domani perderemo la chiesetta dell’eremo di Santa Croce, quella sulla cima, non l’eremo incastonato sulla roccia. Il dos di Scafa dice di essere responsabile solo delle operazioni a valle sul canalone che divide dall’eremo di Celestino V. Il direttore delle operazioni spegnimento a monte, per salvare animali, vegetazione e chiesetta di San Pietro, non sappiamo chi sia. Un altro dos coordina per contenere il fuoco del Morrone a Sud verso Pacentro (Aq).

mariatrozzi77@gmail.com

 

Frattasi dichiara al Coc: “Abbiamo adesso, attualmente in attività 2 Canadais sui fronti che più impegnano in questo momento il dispositivo. E sto parlando delle 2 aree boschive incendiate sul versante, adesso.. ve lo dico subito.. di Pacentro e su quello di Marane. E abbiamo qui complessivamente 4 squadre con dei nostri Vigili del fuoco che stanno operando. Vi sono 3 direttori delle operazioni di spegnimento, 3 Dos che sono naturalmente e lì rimarranno finchè le operazioni non verranno completate. Il significato e l’intendo della riunione d oggi era anche quella che è stata estesa ai rappresentanti delle comunità territoriali, i sindaci, i presidenti della Provincia, era quello anche di dare un segnale di rassicurazione al territorio che l’operatività c’è, è intenza e forte e naturalmente rimarrà se non anche verrà addirittura rinforzata. Adesso vedremo anche sulla base dei bollettini di suscettività, come diciamo noi cioè se le condizioni climatiche restano stazionarie o possono presentare fattori di criticità che possono eventualmente, noi speriamo di no, presentare un pericolo di alimentazione del fuoco dovuto a irraggiamento o ventilazione. Comunque in questo momento la situazione è pienamente sotto controllo. Noi anche abbiamo stabilito, qui c’è il Prefetto Linardi che ringrazio e che coordinerà tutti i dispositivi,  rafforzerà anche la vigilanza preventiva perché naturalmente noi stiamo fronteggiando una situazione complessa e vorremmo che in questa situazione complessa non venisse ad essere ancor più complessa da altri eventi che speriamo che non accadano, per governare meglio e controllare questi incendi che ci stanno impegnando e anche naturalmente verificheremo, se necessario, rinforzare il dispositivo aereo con ulteriori mezzi, ma ci sono, modestamente, delle riflessioni tecniche che abbiamo fatto anche con il comandante provinciale che è qui affianco a me che ringrazio. Ci sono diciamo ragionevoli elementi per dire che il dispositivo per ora è sufficiente. É quello che è necessario per fronteggiare la situazione in atto” ossia 4 squadre, 20 uomini, più i dos e più naturalmente la componente volontaria. Noi abbiamo avuto anche un proficuo rapporto in occasione di questa riunione con l’Arma dei Carabinieri, che ormai è Arma dei Carabinieri trattino forestale. C’è il responsabile generale e il comandante provinciale ma c’era anche il responsabile dei Carabinieri forestali,il gruppo, quindi con i quali abbiamo anche concertato, sulla base degli accordi nazionali che abbiamo sottoscritto ad aprile con il comandante Del Sette, una linea d’azione che ci possa portare al più efficace coordinamento possibile di uomini e di tute le risorse che abbiamo a disposizione..”.

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