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Italica. Di Giandomenico: l’incendio del Morrone e le fandonie dei governanti

Sulmona (Aq). Il Boeing ch-47 Chinook fa la  sua comparsa nel tardo pomeriggio del 21 agosto. Il giorno successivo per 12 ore di voli attinge acqua dalle vasche di raccolta di via Ancinale a Sulmona e  lancia verso il fuoco del Morrone che, incendiato dal 20 agosto, oggi ancora brucia. La senatrice Stefania Pezzopane (Pd) riferisce che con il presidente Luciano D’Alfonso (Pd?) ha ottenuto dal premier Gentiloni, un mezzo militare e 30 uomini dell’esercito per spegnere l’incendio che da giorni divampa su monte Morrone. “Mentire ai Peligni in una circostanza tanto tragica prova una volta di troppo l’incapacità dei vertici della Regione e dello Stato di gestire una corretta informazione e garantire alla popolazione trasparenza e chiarezza sulle situazioni di emergenza – interviene Alberto di Giandomenico, Coordinatore del Movimento Italica – Non si può approfittare della tragica occasione per fare, ancora passarella in valle Peligna e rimpinzare i poveri allocchi che ancora ci credono di frasette di circostanza. Il Morrone brucia da giorni, ancora, nel Parco nazionale della Maiella. Fortuna che doveva essere un’area protetta! Nessun rispetto per gli animali e le aree protette in questa Regione e per i cittadini dell’entroterra solo menzogne. D’Alfonso e Pezzopane, secondo una nota diramata dalla senatrice del Pd l’altro ieri, avrebbero chiesto aiuto al premier Gentiloni e, probabilmente, non avendo ottenuto nulla, hanno annunciato l’arrivo del settimo cavalleggeri. Chi se ne sarebbe accorto della presenza di 30 militari dell’Esercito in mezzo al caos, 30 uomini dell’Esercito che sarebbero stati promessi dagli alti ranghi della Repubblica, ma che da più di un giorno nessuno in valle Peligna è riuscito ancora ad individuare. Dove si saranno cacciati? Oggi non c’è nemmeno il Ch47f aeromobile dell’esercito che con i suoi viaggi, ieri, ha impedito la riattivazione di diversi focolai verso Nord e a Sud, sul versante occidentale del monte Morrone. Ai due rappresentanti delle istituzioni chiedo se non era meglio prendere contatti con la Prefettura dell’Aquila per domandare l’invio di aiuti, di elicotteri per spegnere le fiamme, di uomini per scavare trincee e per il necessario utile a contenere il fronte del fuoco che oramai, in vetta, incombe sul versante Orientale della montagna sacra a Celestino V” conclude Giandomenico.

mariatrozzi77@gmail.com

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