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Armati di pala e piccone spengono l’incendio. I cittadini hanno preso l’iniziativa

Sulmona (Aq). Trenta volontari, perlopiù residenti nelle frazioni pedemontane di Sulmona, armati di pale, picconi ed estintori stanno lavorando da due giorni sul fronte del fuoco che sta distruggendo il monte Morrone. E gli effetti si sono già visti: molti focolai sono stati spenti, limitando i danni di una tragedia che sta assumendo proporzioni gigantesche. Da due giorni scavano anche di notte presidiando l’area delle Vicenne per creare una barriera a difesa dell’eremo di Celstino V. Il vescovo, Angelo Spina, è intervenuto: “Lacera il cuore vedere il Morrone, la montagna di San Pietro Celestino, andare in fumo, tanti alberi in cenere, animali in fuga e uccisi dal fuoco, un ecosistema rovinato, un vero disastro, con l’apprensione di tante persone che vedono in pericolo le loro case e i loro beni”.

Sulmona Bene in comune scrive: “Interveniamo con spirito realmente civico e non legato a miserrime lotte fra partiti: in mezzo ai ritardi e alle inefficienze noi vogliamo che, appena spenta l’ultima lingua di fuoco, le Istituzioni si mettano all’opera. Se le Istituzioni tutte riuscissero a intercettare l’amore per il territorio e lo facessero lievitare in cura e pulizia del sottobosco, allora sì, farebbero bene il loro mestiere. Al momento sembra che ci sia solo la mobilitazione attorno a progetti che muovono molti soldi, ma chi organizza la manutenzione? chi guarda da terra, giorno per giorno la vita del bosco, chi favorisce una nuova azione di riconquista dello spazio agricolo dove il bosco ha occupato territorio? Noi siamo convinti che l’azione diretta dei cittadini sia la chiave di volta per la cura del territorio. La resilienza che abbiamo visto alle Marane deve essere colta, abbiamo bisogno di Sindaci, Assessori regionali e presidenti di Parchi che ascoltino i cittadini e che non si facciano bloccare dalla burocrazia. Dalla burocrazia e dagli interessi legati alle grandi opere. Se si investe male, poi ci si scopre incapaci anche di spegnere un incendio: abbiamo talpe private che fremono di desiderio di sventrare montagne e non abbiamo un sistema degno per prevenire la propagazione incontrollabile degli incendi. Si scelga cos’è più importante: i cittadini e il territorio che abitano o i grandi interessi. Le due cose non stanno più insieme”.

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