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Morrone: area dei primi focolai immagini inedite sul posto. Prime colonne di fumo viste dagli organizzatori della Sagra

Marane di Sulmona (Aq). Nuovi particolari confermano la matrice dolosa dell’incendio partito dalla frazione Marane, domenica pomeriggio, che ancora brucia una vasta area del monte Morrone nel Parco nazionale della Maiella. “Un volontario della Protezione Civile impegnato sul campo ha visto un uomo appiccare il fuoco – così segnala l’agenzia Ansa che prosegue – Il volontario ha riferito l’episodio ai Carabinieri fornendo elementi, secondo quanto si è appreso, utili all’identikit del presunto piromane”. Siamo stati sulle aree dei possibili focolai iniziali.

Le indagini partono dalle origini dell’incendio che ha ridotto in cenere gran parte del Morrone. Sul posto, questa mattina, anche il Procuratore capo della Repubblica del tribunale di Sulmona, Giuseppe Bellelli con il Comandante del gruppo Carabinieri forestali dell’Aquila, Colonnello Nevio Savini e il Comandante dei Carabinieri della Compagnia di Sulmona, Capitano Fiorindo Basilico. Dal sopralluogo degli investigatori, stamane sul monte, sono emersi altri indizi e alcuni oggetti sospetti, trovati dai Carabinieri forestali forse nell’area dei primi focolai, saranno al più presto analizzati. Sarebbe stato sentito anche qualcuno del posto che riferisce di aver visto accendere un solo rogo. Diverse invece le indicazioni che arrivano dagli organizzatori della Sagra della Zampanella che dopo la prima parte della festa, svolta sabato nella frazione, stavano organizzando la seconda, programmata domenica sera, poi sospesa. S. D. A., organizzatore storico dell’evento, a Marane nuove domenica pomeriggio sistemava dei tavoli e, alzato lo sguardo verso il monte attorno alle ore 17.20, ha visto una colonnina di fumo, non più alta di 2 metri, comparire all’altezza di 2 massi di fronte a lui sul monte. Appena dopo una decina di secondi ne è comparsa un’altra, spiega l’uomo, ad una decina di metri di distanza dalla prima, un po’ più in basso e verso Nord. Da un’altra postazione delle Marane un giovane del Comitato feste racconta anche di una terza colonnina, appena dopo le prime due, che si sarebbe sollevata ad una decina di metri di distanza dalle altre, verso Nord. Sono 3 i fuochi immortalati da Nicolò Sambenedetto di Abruzzo Rotori, alle ore 18.4. Abbiamo recuperato le immagini, non solo. Trascorsa circa un’ora, S. D. A. ha seguito il volo di un Canadair che dall’alto andava in direzione del fuoco divampato, ma non si è accorto del lancio d’acqua dell’aeromobile, il primo

 

Foto Nicolò Sambenedetto Abruzzo Rotori ore 18.22 del 20.8.2017

Fig.2  Sambenedetto documenta alle ore 18.20 il primo lancio d’acqua

Il Canadair con la cisterna carica di 6 mila litri d’acqua alle ore 18.20 spaccate, verso località Villaneto, ha scaricato il liquido. L’immagine di Nicolò Sambenedetto (Fig 2) documenta il primo lancio sul rogo del Morrone dello stesso aeromobile avvistato dallo storico organizzatore della sagra così come per i 3 focolai. Unico mezzo in volo a quell’ora, l’amministratore della pagina Facebook Abruzzo Rotori ha immortalato un altro lancio del Canadair alle ore 19.25 sempre da Sulmona. Per appiccare il fuoco in quelle modalità, riferiscono dei residenti della frazione di Sulmona, si deve avere conoscenza del monte e delle ore di luce e del vento che dal mattino alla sera cambia direzione anche in questa stagione. Un incendio pianificato, per fare il maggior danno possibile, un disastro elaborato nei dettagli, dicono alle Marane, perché l’azione si consuma un’ora e mezza prima del tramonto e così con il buio i lanci d’acqua si sono fermati e il fuoco ha preso il sopravvento sulla montagna Sacra, minacciando centri abitati e distruggendo tutto attorno a sé. Notte tragica, insonne per gli abitanti dei villaggi alle pendici del Morrone, minacciati più volte dalle fiamme, ma scampati al pericolo grazie alletrincee che sarebbero state scavate nel tardo pomeriggio del secondo giorno di fuoco per proteggere i villini.

I 3 focolai di Nicolò Sambenedetto Abruzzo Rotori ore 18.22 Report-age.com 20.8.2017

I Sambenedetto alle ore 18.4 vede 3 colonne  enormi  di fumo, 3 sono i focolai segnalati dagli organizzatori della Sagra alle ore 17.20 circa

Nell’era della tecnologia ci domandiamo se un controllo particolare sia possibile, con l’aiuto della Polizia postale, per monitorare il punto iniziale del rogo, se individuato con sicurezza, e accertare segnali di eventuali telefonini proprio sul posto in cui sarebbero stati recuperati degli inneschi che, se di tipo tradizionale o telecomandati, non lascerebbero scampo al colpevole o ai colpevoli muniti di telefonino. Il cellulare, in pratica, funge da ricetrasmettitore che si collega alla rete telefonica attraverso stazioni ricetrasmittenti (Base transceiver station), dotate di più celle. Ogni cella è un piccolo ricetrasmettitore che ha un raggio di azione sino a oltre 30 km e permette la connessione a diversi telefoni cellulari contemporaneamente. Inoltre ciascuna cella è in genere orientata verso una determinata area.

Auto recuperata a colle delle vacche foto Trozzi Report-age.com 22.8.2017

Auto recuperata a colle delle vacche

Inoltre, dall’area delle 3 colonnine di fumo segnalate dagli organizzatori della Sagra della Zampanella se qualcuno volesse fuggire per non farsi individuare, dopo aver acceso i focolai, avrebbe 3 vie di fuga. La prima diretta e veloce che per una sterrata ripida scende e porterebbe proprio nei pressi della chiesa Santa Maria Immacolata in mezzo agli organizzatori della Sagra che stavano allestendo l’area per la sera. Un’altra è il sentiero per colle delle Vacche dove, con l’avanzare del fuoco, sono state lasciate alcune vetture, recuperate stamane dalle forze dell’ordine. L’ultima via di fuga condurrebbe alla sterrata che sbuca dietro la chiesa di San Giuseppe Artigiano.

Sulla valle Peligna nel tardo pomeriggio del 22.8.2017 Foto L.L.

Valle Peligna tardo pomeriggio 22.8.2017 L. L.

Vincoli contro speculazione sui terreni arrostiti. Vista la celerità con cui è stato attivato il Centro operativo comunale (Coc) domenica a tarda sera (ore 23),  ricordiamo che le aree incendiate vanno inserite, su iniziativa del sindaco di Sulmona (Annamaria Casini), in una lista di zone d’interdizione per evitare che sui terreni bruciati dai roghi si speculi. Per inserirli occorrerà censire tutte le particelle ridotte in cenere in questi giorni di fuoco, lavoro un tempo affidato agli agenti del Corpo forestale dello Stato, competenze forse riferite ai Carabinieri forestali che con l’accorpamento all’Arma dei Carabinieri si stanno riorganizzando. Una volta nella lista, i terreni spellati dalle fiamme sono soggetti a vincoli rigidissimi, in media decennali. Sulle aree abbrustolite, finite nell’elenco, per un lungo periodo non sarà possibile nemmeno la forestazione perché anche questa potrebbe essere in mano agli speculatori, sono vietati insediamenti industriali, attività edilizia e persino gli usi civici: legnatico e pascolo, incluso molto altro. Consente così d’infliggere un duro colpo a personaggi senza scrupoli, che appiccano fuochi per loschi affari, la Legge  353/2000 finalizzata alla conservazione e alla difesa dagli incendi del patrimonio boschivo nazionale quale bene insostituibile per la qualità della vita.

mariatrozzi77@gmail.com

Galleria foto Maria Trozzi

 

Nota dall’ufficio di Gabinetto del sindaco di Sulmona: “Chiederò che venga subito fatta un’ analisi geomorfologica delle aree a ridosso delle abitazioni per scongiurare il rischio di smottamenti. Un provvedimento analogo, in materia di prevenzione, è stato attivato per analizzare la qualità dell’aria. L’Amministrazione comunale ha, infatti, provveduto subito a richiedere all’Arta che venisse fatta un’analisi specifica. Prontamente l’Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale ha installato apparecchiature per i rilievi strumentali finalizzati a verificare le condizioni di salubrità dell’aria, in diversi punti nelle zone maggiormente colpite dal vasto incendio che sta bruciando il nostro Morrone – ha dichiarato il sindaco Annamaria Casini – Ho voluto visitare oggi alcune case che sono state in pericolo per rendermi conto di persona della situazione. Ora dobbiamo chiudere questa fase di emergenza per poi pensare a interventi di bonifica”. Restano attivi i presidi di Protezione Civile,  Croce Rossa e Vigili del Fuoco, che continuano a lavorare  alacremente di concerto con le forze dell’ordine e le associazioni di volontariato. “Si continua a monitorare costantemente la situazione, che attualmente si presenta in via di miglioramento”. Diversi focolai  ardono ancora nel versante nord e soprattutto nelle zone retrostanti la montagna. Resta operativa giorno e notte la sede del Coc

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