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L’oro di San Rocco. Dov’è finita la statua? Castelvecchio: il parroco rottamatore colpisce ancora

Castelvecchio Subequo (Aq). Niente processione oggi in paese, la statua di San Rocco è sparita. In chiesa sono arrivati anche 4 Carabinieri della locale stazione, dicono, chiamati dal sacerdote che avrebbe spostato ‘il Santo’ per non farlo trovare ai parrocchiani. Padre Massimiliano si sarebbe barricato in chiesa con la scultura del santo. Monta la protesta, il malcontento è però nell’aria da diverso tempo. Così sono state raccolte 400 firme per chiedere di trasferire il padre guardiano del convento di San Francesco, Massimiliano Di Carlo. A guidare l’iniziativa è il consigliere comunale Fidio Bianchi e la famiglia Santilli che custodisce l’oro ex voto di San Rocco di cui è ricoperta la statua oggi nascosta agli occhi dei fedeli. 

Processione di San Rocco protesta a Castelvecchio Subequo Report-age.com 2017

Concluse le adesioni, la petizione sarà inviata al vescovo Angelo Spina e al ministro provinciale dei frati minori Conventuali Francescani. Dopo le polemiche per le feste patronali di Sant’Agata, Santa Barbara e il Corpus Domini, il padre guardiano non poteva perdere occasione per inasprire il rapporto con i fedeli approfittando dei festeggiamenti per San Rocco. Oggi la statua avrebbe dovuto sfilare in processione, ma è scomparsa. Il parroco resta in chiesa con l’immagine del Santo che non sarebbe più al proprio posto. Così esasperati i fedeli hanno costituito un comitato ed è scattata la protesta per l’impossibilità di festeggiare perché la statua del Santo, portata in spalla per il paese, avrebbe dovuto aprire la processione. “Inutile ricordare quanto accaduto in un anno di fallimentare conduzione pastorale da parte del Guardiano” scrivono i firmatari nel frontespizio della petizione.

Un frate recidivo. Massimiliano Di Carlopadre guardiano, non è nuovo al braccio di ferro tra tradizioni e regole religiose. “Frate recidivo” dicono nella località montana all’ingresso del parco regionale del Sirente perché 3 anni fa a Silvi (Te), mise in subbuglio la comunità della parrocchia Santa Maria Assunta. Anche per questo è stato soprannominato il parroco rottamatore con i fedeli che disertavano la messa chiedendo l’intervento della curia per i comportamenti del parroco che, insediatosi da pochi mesi, scatenò anche in provincia di Teramo malumori e proteste. Episodi discutibili hanno per protagonista proprio il frate. Durante la messa di Natale annunciò di voler rottamare tutto quello che avevano costruito i suoi predecessori, sempre a Santa Maria dell’Assunta chiuse una cappella costruita con le donazioni dei fedeli e sulla porta lasciò un messaggio: “Il luogo è stato chiuso per motivi di sicurezza accuso i miei predecessori di poca onestà”. Ancora durante la messa dell’Epifania, il sacerdote ironizzò contro i fedeli in protesta. Altro episodio singolare fu il rifiuto del frate a far leggere sull’altare un messaggio d’addio dei fedeli per l’anziano parroco 90enne improvvisamente trasferito e sostituito con il parroco rottamatore.

mariatrozzi77@gmail.com

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