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Dati su pesca sportiva e ricreativa per conoscere l’impatto sul mar Adriatico

Per difendere i mari da inquinamento e impoverimento della biodiversità in Europa è stato approvato un Rapporto legislativo sulla raccolta dei dati relativi alla pesca che mette a disposizione dati scientifici sull’impatto prodotto dalla piccola pesca, sportiva e ricreativa. Questo per conoscere lo stato di salute del mare anche in relazione alla fauna ittica e così fissare limiti efficaci alle attività dell’uomo

L’iniziativa arriva in Abruzzo grazie ai 5 stelle,al consigliere regionale Domenico Pettinari e al capogruppo del Comune di Chieti, Ottavio Argenio, che dal Rapporto legislativo europeo osservano: “É assolutamente necessario procedere affinché siano studiati con rigore scientifico i dati relativi alla pesca ricreativa in mare soprattutto alla luce del fatto che il governo, già negli anni passati, ha avviato un censimento dei pescatori sportivi che praticano questa disciplina. É infatti doveroso comprendere innanzitutto entro quali limiti questa attività può incidere sulla biodiversità e più in generale sulla quantità di popolazione ittica presente. Allo stesso modo va considerato l’indotto economico che questa attività produce e può produrre a vantaggio delle comunità locali. É un dato di fatto che la pesca ricreativa generi rilevanti profitti economici per gli operatori del settore ed abbia un ridotto impatto ambientale, soprattutto se praticata attuando corrette tecniche di Catch & release (caccia e rilascio) che contraddistinguono i pescatori sportivi. Riteniamo pertanto che si tratti di una disciplina che laddove venisse ritenuta compatibile con le esigenze di tutela dell’ambiente, attraverso l’analisi dei dati scientifici, debba essere incoraggiata. Dati alla mano, i consiglieri Pettinari e Argenio affermano che “In Abruzzo risultano circa 30 mila i pescatori che svolgono attività di pesca sportiva nel litorale adriatico pertanto riteniamo che sia necessario procedere ad uno studio sulla gestione sostenibile della pesca in generale e della pesca ricreativa marittima. L’Abruzzo potrebbe così avere a disposizione uno strumento dotato di validità scientifica sulla base del quale costruire una accorta politica in grado di fornire un duplice e contemporaneo beneficio: tutelare il mare e la biodiversità e al tempo stesso, un’attività socio economica dalla quale proprio le comunità locali possono trarre benefici legati, per esempio, all’incremento dei flussi turistici. Per questo intendiamo avviare anche una fase di consultazione con le tantissime associazioni di pescatori sportivi ed esperti del settore per recepire le proposte da porre poi in correlazione con i risultati degli studi scientifici che la Regione  dovrà eseguire. “Già dalle prime informazioni sappiamo che la comunità dei pescatori sportivi chiede che siano aumentati i limiti di distanza dalla costa per la pesca con le reti che siano istituite delle aree temporanee di riserva marina per consentire il naturale ripopolamento e che siano individuate risorse economiche per incentivi al turismo alieutico – concludono i consiglieri del M5S – nonostante ci siano voluti moltissimi anni affinché l’Europa si accorgesse della pesca ricreativa, questo è un settore che crea un elevato tasso di occupazione ed un notevole giro di affari con un ridotto impatto ambientale. Ci sono più di 1 milione di praticanti solo in Italia e un indotto economico calcolato tra gli 8 e 10 miliardi di euro in Europa. Il lavoro che vogliamo svolgere in Regione Abruzzo si pone quale base fondante per un futuro che veda le attività economiche svolgersi nella massima compatibilità con l’ambiente che ci circonda.”

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