Skip to content

Abruzzo 1 milione di m² di superficie incenerita. Chiesta una Tregua, WWF ‘Stop caccia per recupero’

In 7 giorni in Abruzzo sono andati in fumo 10 milioni di m² di superficie per questo il WWF chiede l’esclusione di un’apertura anticipata della caccia a qualsiasi specie, il divieto di attività venatoria a settembre per consentire agli habitat e alla fauna di recuperare condizioni fisiologiche soddisfacenti e, ad ottobre, una verifica per valutare la situazione non trascurando il contrasto al bracconaggio. 

Aggiornamento

Al ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, e ai presidenti delle Regioni italiane il WWF chiede di limitare l’attività venatoria nella stagione 2017-2018: “Com’è noto, l’Estate 2017 si sta caratterizzando per eccezionali ondate di calore e temperature medie molto elevate. Al caldo si somma una drammatica siccità, si stima che il deficit a luglio risulti del 45% rispetto alla media dello stesso mese del periodo 1970/2000). Per incendi sono andati distruttia luglio oltre 65 mila ettari di superficie, comprese molte aree protette, siti Natura 2000 e oasi. Al momento non pare che questa complessa situazione muterà favorevolmente – aggiunge l’associazione ambientalista – In Abruzzo nella sola settimana scorsa sono andati in fumo oltre 1000 ettari di boschi, macchie, prateria e tuttora il fuoco fa danno. L’allarme è stato lanciato anche degli agricoltori per gli allevamenti che a causa del caldo, della scarsità di acqua, di pascoli e di fieno sono in difficoltà”. Se va male per gli animali allevati dall’uomo figuriamoci per la fauna selvatica sottoposta a condizione di stress, tra incendi e siccità, che la rendono vulnerabile ad altre pressioni. Sarà ancora peggio per gli uccelli migratori che cominciano a migrare verso l’Africa. In molte delle loro tradizionali aree di sosta e ristoro del Centro Sud troveranno il nulla assoluto per i disboscamenti improvvisi causati dalla mano di uomini irresponsabili e amministratori ciechi per i boschi distrutti dagli incendi, troveranno fiumi in secca, siccità e inaridimento. “I numerosi incendi di questo anno, così come negli anni passati, comportano una riduzione degli spazi per la caccia perché le aree bruciate per legge sono sottratte all’attività venatoria così un numero più elevato di cacciatori si concentrerà nelle restanti aree di caccia – fa notare l’associazione ambientalista che chiede – un divieto dell’attività venatoria su tutto il territorio regionale qualora le condizioni di siccità e l’estensione degli incendi abbiano determinato un calo sensibile degli habitat e delle risorse trofiche a disposizione della fauna selvatica; limitazioni temporali e/o spaziali alla caccia a determinate specie, in particolare agli uccelli acquatici anche tramite il divieto di caccia da appostamento; il blocco dei ripopolamenti fino a data da destinarsi per non sottrarre importanti risorse trofiche alla fauna già presente e blocco di qualsiasi forma di addestramento cani da caccia e di gare cinofile che costituiscono ulteriori fattori di stress per le popolazioni selvatiche” come suggerito dall’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) anche in condizioni ben più lievi delle attuali.

mariatrozzi77@gmail.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: