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Ben 6 focolai accesi sulla statale 17 tra Bussi e Sulmona. Le mani di un piromane sulla montagna

Sulmona/Popoli. Sono 6 focolai ben distinti tra Sulmona, Popoli e Bussi, sulla strada statale 17, non più larghi di 15 metri ciascuno, i roghi sono tutti sotto controllo grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco di Sulmona e Popoli, dei Carabinieri forestali e dei volontari della Protezione civile che al loro spegnimento stanno provvedendo dal tardo pomeriggio. Nell’insieme sembra l’opera ragionata di un piromane che potrebbe aver preso di mira i confini del Parco nazionale della Maiella. Da non prendere sotto gamba nemmeno il rischio emulazione, piuttosto diffuso in Abruzzo dopo grossi incendi come quello  sul Gran Sasso. 

Si ringrazia per il contributo Nicolò Sambenedetto di Abruzzo Rotori

Sul penultimo rogo verso Pescara, molto contenuto, le fiamme sono racchiuse in circa 7 m², degli encomiabili cittadini hanno tentato di spegnere le lingue di fuoco con dei rami secchi, la situazione di fatto non è migliorata. L’ultimo rogo verso Bussi è spento. Facciamo un passo indietro, le fiamme sono partite dalle sterpaglie del ciglio della statale 17, versante occidentale del monte Morrone, carreggiata destra da Sulmona verso Pescara. I focolai si sviluppano verso Popoli, all’altezza di Roccacasale c’è ancora qualcosa che arde dal bordo strada verso la montagna, al confine con il Parco nazionale della Maiella. Il tempestivo intervento dei pompieri impedisce che il fuoco delle sterpaglie tramuti in un colossale incendio in un’area più volte colpita dai piromani, sensibile anche per l’abbondante vegetazione ai piedi del monte. Il monte è al centro dell’attenzione, anche dei satelliti del programma Sentinel e dalle immagini gli istituti di ricerca studiano i movimenti della terra, proprio qui si allunga la doppia faglia del Morrone (2 linee parallele ai piedi e a monte del Morrone, da Pacentro a Popoli). Alri 5 roghi verso Popoli, in viaggio, si possono notare ai margini della strada che lasciata la provincia dell’Aquila introduce a quella di Pescara. Uno ad uno i roghi vengono spenti dalle squadre dei vigili, dai volontari della protezione civile e dai carabinieri forestali. Ad alimentare i piccoli incendi è anche il caldo torrido, le sterpaglie ai margini della statale, poco pulita, e il vento caldo verso il Parco della Maiella, area protetta dove i sentieri in alta quota sono, in molti casi, chiusi da tempo perché ostruiti da fusti e alberi caduti in questi anni per slavine, valanghe e noncuranza. Invano, il Club alpino italiano di Popoli ha chiesto all’ente Parco d’intervenire per sistemare il bosco. Bisogna salvaguardare migliaia di ettari di bosco a rischio. Per i 6 focolai oggi non è proprio da escludere la mano di un piromane che ha studiato attentamente la situazione e il luogo e forse ha atteso che il vento riprendesse per colpire e fare danno ai confini del Parco Maiella.

mariatrozzi77@gmail.com

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