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Discarica Abusiva sul Fiume Tordino, Sequestrata 18 mesi fa e Tutto Tace

Mosciano Sant’Angelo (Te). Zona industriale, un anno e mezzo dal sequestro della discarica di via del Fiume e non si è saputo più nulla dei Bidoni blu, dell’eternit frantumato e dei rifiuti che sembrano scarti di presidi sanitari che giacciono ai margini del fiume Tordino. 

Il WWF Teramo torna sulla vicenda: “Purtroppo niente di nuovo, visto che i nostri lungofiumi sono pieni di aree con rifiuti abbandonati come quella individuata a Mosciano Sant’Angelo. La cosa preoccupante, però, è che la stessa discarica abusiva era già stata segnalata da alcuni ciclisti alla Polizia ecologica provinciale che aveva sottoposto a sequestro l’area nel febbraio del 2016. Sono quindi passati 18 mesi senza che di fatto sia successo nulla. Anzi, sicuramente, la situazione è peggiorata, considerato che i rifiuti sono rimasti abbandonati per un lungo periodo e che, nelle vicinanze, sembra siano stati scaricati nel frattempo rifiuti edili pericolosi, interrati nelle adiacenze. Il WWF chiede che si attivi immediatamente la bonifica dell’area e che si adottino misure atte a evitare il ripetersi dell’abbandono di rifiuti nel sito. Il WWF sillecita alla riflessione: “La presenza di microdiscariche abusive è una costante dei nostri lungofiume, ma è particolarmente grave che un’area sottoposta a sequestro venga poi dimenticata – prosegue l’associazione ambientalista – L’accesso a scarpate e corsi d’acqua attraverso strade carrabili aperte rende semplicissimo l’abbandono dei rifiuti in aree frequentate da veri e propri delinquenti che, invece di conferire i rifiuti nei centri autorizzati, li abbandonano all’aperto così da non dover pagare i costi di smaltimento e non dover giustificare la provenienza dei rifiuti stessi – aggiunge il WWF Teramo – L’incapacità di arginare fenomeni come l’abbandono dei rifiuti dei piccoli delinquenti apre la strada alle organizzazioni criminali che fanno grandi affari sul traffico e sullo smaltimento illegali di rifiuti. Il mancato controllo e la mancata repressione dell’abbandono dei rifiuti rende il nostro territorio appetibile a quanti sono intenzionati a determinare situazioni ben più gravi. Alla repressione dei reati deve accompagnarsi anche un’azione di prevenzione. Da questo punto di vista rendere fruibile il lungofiume può essere una soluzione – conclude il WWF Teramo – L’ipotesi di un grande Parco fluviale lungo il fiume Tordino con la rinaturalizzazione del corso d’acqua nei tratti più compromessi, la chiusura delle strade abusive sul lungofiume di quelle e la creazione di una pista ciclabile rispettosa dell’ecosistema fluviale che da Teramo arrivi fino alla costa aumenterebbe la corretta fruizione di questi luoghi e renderebbe più difficile l’azione di quanti hanno bisogno di agire lontano da testimoni”.

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