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Orso di Casa in Abruzzo. A Villavallelonga irrompe in abitazione. Tutto bene!

Villavallelonga (Aq). Quando si dice, l’orso in Abruzzo è di casa, non si sbaglia pensando ai fatti di questa notte con l’orso Mario rimasto intrappolato in un pollaio e poi entrato, attorno alle ore 2, in un appartamento con una famiglia, genitori e 2 bambini a ninna. Tutto si è risolto per il meglio, senza che nessuno si sia fatto male, è comprensibile lo spavento. L’orso sedato e catturato è stato poi rilasciato in montagna.

Uscita dell’Orso Mario

Sull’episodio interviene il WWF che apprezza le modalità con cui l’emergenza è stata gestita: “L’intervento dei tecnici e delle guardie del Parco ha salvaguardato l’incolumità dell’animale, nonostante si sia dovuta affrontare in piena notte una situazione anomala che non ha precedenti”. L’Orso bruno marsicano sarebbe entrato da una finestra della cantina per uscire, con l’allarme in funzione e tanta fatica, da quella del soggiorno unica via di fuga per il plantigrado. “La salvaguardia di una specie così importante in un’area fortemente antropizzata pone continuamente di fronte a sfide impegnative che vanno affrontate con rigore e metodo scientifico, senza farsi condizionare dalla pur legittima emotività del momento” il WWF aggiunge che è necessario attivare un protocollo di gestione dell’animale che garantisca la sicurezza dei cittadini e di uno dei pochi orsi marsicani ancora in vita, una cinquantina di individui ne evitano l’estinzione.

Nella consapevolezza che gli orsi confidenti frequentano i centri abitati perché la presenza di fonti alimentari, facilmente accessibili, è un’ attrazione irresistibile per il plantigrado, abituato ormai a procurarsi il cibo in questo modo, può essere davvero utile l’esempio di una località montana che, anni fa, presentava gli stessi problemi. Si potrebbe prendere spunto proprio dal territorio di Pettorano sul Gizio, sempre nell’aquilano, comunità diventata banco di prova per l’Orso. La drammatica vicenda dell’orso Biagio insegna. Trovato agonizzante e morto in località San Biagio, dopo essere stato impallinato alle spalle per le continue visite nei pollai del paese, a settembre 2014, l’associazione Dalla Parte dell’Orso ha fornito un provvidenziale contributo: procurare e montare dei recinti elettrificati attorno ai pollai domestici presi di mira dall’animale e poi per tutti i siti frequentati dall’orso. Non solo, con poche risorse a disposizione è stata messa in piedi una massiccia campagna informativa e per la popolazione una serie di incontri sulle buone pratiche per convivere pacificamente con questo maestoso animale, unico negli Appennini.

Finestra d’ingresso per l’orso Mario

Questa notte l’orso confidente Mario è rimasto intrappolato in un’abitazione di Villavallelonga, mentre in casa una famiglia dormiva. L’orso da novembre 2016 frequenta i pollai che si trovano all’interno di alcuni centri abitati della Marsica. Mentre si aggirava tra le strade del paese, Mario è finito in un vicolo cieco. Nel cercare una via di fuga, l’orso ha scavalcato un muretto e si è trovato in uno spazio chiuso dal quale non è riuscito ad uscire, se non attraverso la finestra della cantina dell’abitazione. Dalla cantina, sempre cercando una via di fuga, l’orso si è trovato all’interno dell’abitazione facendo scattare l’allarme e svegliando i proprietari. Il personale del Parco che lo segue da diversi mesi, di turno sul posto, è intervenuto aiutando la famiglia ad uscire e cercando di aprire una via di fuga all’orso. Contestualmente sono stati allertati il veterinario del Parco e i Carabinieri Forestali, per la cattura dell’animale, vista la complessità del momento e l’impossibilità di farlo uscire spontaneamente. Con l’intervento del veterinario l’animale è stato sedato e rilasciato in montagna, lontano dal paese. Il monitoraggio dell’orso, nei prossimi giorni sarà ancora più serrato e continuativo. Il Presidente del Parco, Antonio Carrara, recatosi questa notte immediatamente a Villavallelonga ha dichiarato: “Siamo molto vicini alla famiglia che è stata vittima di una situazione incresciosa che nessuno vorrebbe vivere. Lavoriamo quotidianamente per favorire la convivenza tra uomini e orsi, ma quello che è accaduto questa notte è difficile da accettare, per cui ho contattato immediatamente il Ministero dell’Ambiente che ha convocato una riunione urgente per lunedì mattina, nel corso della quale sarà affrontato il problema della gestione di un orso confidente che opera, da mesi, prevalentemente nella zona di protezione esterna e fuori dal Parco per trovare una soluzione, sia nell’interesse della conservazione dell’orso, sia della tranquillità delle persone. L’evento di questa notte ripropone la necessità, per la conservazione dell’orso, di mettere in campo azioni che coinvolgano tutte le Amministrazioni che operano sul territorio, evitando di lasciare solo al Parco la soluzione di problemi che implicano altre competenze e altre responsabilità”.

Salviamo l’Orso. Sulla destinazione di risorse alle politiche di conservazione dell’orso e alla conservazione della Natura in Abruzzo, interviene Stefano Orlandini dell’associazione Salviamo l’orso: “Qui casca l’asino – scrive in una nota il presidente – Una giunta regionale che assegna fondi pubblici (500 mila euro)  per una seggiovia a Gamberale (Ch) fallita già in partenza o addirittura prevede interventi per circa 20 milioni di Euro a Passo Lanciano, in pieno Parco nazionale della Maiella di cui 10 milioni per un’impianto di innevamento artificiale ( con la penuria d’acqua che stiamo tutti soffrendo…) e invece assegna solo qualche migliaio di Euro alla Legge Berardinetti come può essere credibile? Lo sanno i politici abruzzesi, quelli che si riempiono la bocca con espressioni tipo Abruzzo regione verde d’Europa quanti pollai, orti, stalle, si potrebbero bonificare e mettere in sicurezza con un decimo di quello che si pianifica di spendere  a Passo Lanciano per far sciare i turisti per 2 mesi scarsi? Quanti campi a perdere lontani dai paesi, si potrebbero coltivare? Quanta gente si potrebbe impiegare in questa generale opera di bonifica che potrebbe estendersi anche alla bonifica di decine e decine di microdiscariche che ammorbano e imbruttiscono tutta la Marsica ed anche alcuni paesi del parco ? Noi di Salviamo l’Orso abbiamo la coscienza a posto , sono tre anni che con fondi nostri facciamo il possibile in piccole aree fuori dei parchi, da quest’anno in collaborazione con il PNALM anche a Scanno, ma è necessario un drastico cambio di passo della politica regionale e magari uno stanziamento di risorse anche da parte del ministero dell’ambiente”.

Tutto o quasi.. sull’Orso Bruno

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