Skip to content

La Legge della Natura sui 5 lupetti: prede di un carnivoro

Pescasseroli (Aq). Nemmeno un mese di vita, prede di un carnivoro, così indirizzerebbero gli esiti della necroscopia dell’Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise, un risultato che è sovrapponibile per tutti i lupetti e che porta ad ipotizzare, avevamo anticipato per i 5 cuccioli trovati morti il 20 giugno nel Parco nazionale d’Abruzzo, l’aggressione fatale da parte di un altro animale, affamato. ‘Un carnivoro di taglia medio-piccola che è venuto a contatto con loro in un momento in cui i piccoli erano soli, senza la protezione della madre e del branco’ così è scritto nel referto.

“Su 4 carcasse sono state rilevate minuscole ferite da morso intra-vitam per la presenza di un lieve sanguinamento esterno, localizzate sulla parte superiore e inferiore del collo e sul torace e su 2 era apprezzabile la frattura non esposta delle ossa craniche a livello occipitale-cervicale – così è scritto nella relazione che, punto per punto, ricostruisce gli ultimi attimi di vita dei cuccioli di lupo, seguendo anche i rilievi e l’esame esterno – internamente su tutte le carcasse sono state riscontrate gravi lesioni da morso intra-vitam, denotate dalla presenza di vasti ematomi e profonde lacerazioni muscolari e degli organi interni, localizzate soprattutto sulla regione laringo-tracheale e occipitale-cervicale, spesso con coinvolgimento delle strutture ossee e toraciche, con frattura di varie costole e gravi lacerazioni polmonari, tutte lesioni incompatibili con la vita. In tutte le carcasse non sono state evidenziate lesioni apparenti riconducibili a malattie infettive o alla presenza di sostanze estranee. Le ferite da morso riscontrate sui lupetti erano di forma ovale, del diametro sempre inferiore ai 0,5 cm e distanziate di circa 3 cm”. Era stato impossibile far luce sul tragico episodio della cucciolata senza vita, 3 maschi e 2 femmine, con l’esame superficiale dei corpi ad opera del veterinario Leonardo Gentile. I giorni successivi al ritrovamento i cani antiveleno del reparto Carabinieri del parco hanno perlustrato l’area. Il controllo ha escluso esche, bocconi o altri animali morti per avvelenamento. Oggi con il referto, parziale, della necroscopia effettuata dall’Izs che ha completato  gli accertamenti anatomopatologici e parzialmente quelli relativi alla ricerca di alcuni agenti patogeni e tossici che per un responso definitivo necessitano ancora di qualche settimana, è possibile trarre delle conclusioni. “A parere del servizio veterinario del Parco è emerso che i lupetti erano perfettamente nutriti con latte materno e alcuni anche con carne portata dalla madre nei pressi della tana. Il peso si aggirava intorno ai 2 kg, compatibile con l’età dei soggetti di circa 25-30 giorni. L’epoca della morte è possibile collocarla, in base al rigor mortis e alla presenza minima di larve, a non più di 10-12 ore dal rinvenimento, tra mezzanotte e le 2″. Per il presidente del Parco Antonio Carrara: “Il fatto di poter ulteriormente escludere una causa  delittuosa nella morte dei cuccioli di lupo ci rassicura e tranquillizza sulla convivenza con il lupo nel nostro territorio – conclude Carrara – Sarà nostro impegno, nel caso emergessero altri utili elementi dalle indagini in corso, tenere informati i cittadini”.

mariatrozzi77@gmail.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: