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Gamberale, la seggiovia nel cuore della Maiella: attivato ricorso al Tar

Gamberale (Ch). Salviamo l’Orso, WWF e Lipu incaricano l’avvocato Michele Pezone di predisporre il necessario per un ricorso al Tribunale amministrativo regionale per fermare la realizzazione della seggiovia: “Continuare a cementificare aree importanti per l’orso ignorando i cambiamenti climatici è un inutile spreco di soldi”. 

“Si vogliono ignorare i cambiamenti climatici in atto e perseguire scelte fallimentari già sperimentate in passato – affermano i rappresentanti delle 3 associazioni che si battono contro la realizzazione della nuova seggiovia da realizzare al posto dello skilift gestito da una società fallita 15 anni fa “A dispetto del minor periodo di innevamento e all’innalzamento della quota neve registrato in questi ultimi anni nell’Appennino” chiariscono gli ambientalisti. “Estremamente dannoso per l’ambiente e sostanzialmente inutile per l’economia locale- così bollano il progetto della seggiovia di Gamberale, Wwf, Lipu e Salviamo l’Orso chiariscono che l’intervento è stato approvato dal Comitato regionale di valutazione d’impatto ambientale che ha tuttavia imposto varie prescrizioni come quella di munirsi di un aggiornato parere del Parco nazionale della Maiella. Il progetto, come segnalato dalle associazioni anche in sede di osservazioni nell’ambito della procedura Via, crea danni potenziali a numerose specie faunistiche, in particolare a quelle di interesse comunitario inserite negli allegati II e IV della direttiva 92/43/Ce (direttiva habitat), tra cui l’aquila reale e l’orso bruno marsicano che in questi anni ha ricolonizzato l’area ed è specie non solo protetta, in sede europea, ma oggetto di un piano speciale di tutela, il Patom, rilanciato anche in tempi recenti dal ministero dell’ambiente e dalla Regione. “L’area in esame, situata all’interno del Parco nazionale della Maiella, è soggetta al vincolo paesaggistico – spiegano le associazioni ecologiste – ricade in una Zona di protezione speciale, fa parte dell’Iba, Important bird area Majella, monti Pizzi e monti Frentani,  è posta sul confine del Sito di interesse comunitario monti Pizzi-monte Secine; rientra nella core area del Patom e in una delle 2 Macrozone (A-B) designate dalla Regione Abruzzo per non compromettere l’habitat dell’orso – prosecuono le associazioni – Ciò nonostante il Parco della Maiella, con una scelta incomprensibile, non si è a suo tempo opposto. Ora, sulla base del parere del Comitato Via (n. 2788 del 30 maggio scorso) che appare viziato da vari profili d’illegittimità, l’ente gestore dell’area protetta dovrà esprimersi di nuovo concedendo o negando il proprio nulla-osta a una opera dannosa per l’ambiente, costosa per la finanza pubblica e peraltro ininfluente per l’economia del territorio”. L’iniziativa contro la realizzazione della seggiovia rientra all’interno di un forte impegno che Salviamo l’Orso, Wwf e Lipu che hanno intrapreso, da anni,  numerose iniziative ntaliste a favore di uno sviluppo diverso e credibile delle aree interne, basato su scelte alternative: “Abbiamo dato mandato all’avvocato Michele Pezone, che già segue da diverse settimane la questione di predisporre ricorso alla giustizia amministrativa contro il predetto parere del Comitato di Valutazione di impatto ambientale – affermano Salviamo l’Orso, Wwf e Lipu – Ci auguriamo che questa volta il Parco voglia tenere conto della reale situazione dei luoghi e della fauna presente, così come emersa in studi recenti confermati poi dallo stesso Direttore del Parco nell’ultima seduta del Comitato Via del 30 maggio”.

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