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Css nel cementificio di Cagnano, difficile salvaguardare salute, produzione e occupazione. Prossima l’Interrogazione alla giunta regionale

L’Aquila. “Stiamo approfondendo gli aspetti di carattere ambientale per garantire sicurezza e salute dei cittadini e tutela dei diritti dei lavoratori” dichiara il presidente della commissione regionale territorio, Pierpaolo Pietrucci, a margine della riunione tenuta oggi sulla situazione del cementificio di Cagnano  Amiterno (Aq). Si annuncia una Interrogazione all’esecutivo regionale per capire, dall’Agenzia regionale per la tutela ambientale, se trattare e bruciare il derivato dalla lavorazione dei rifiuti urbani (Css) in sostituzione dei combustibili tradizionali, possa compromettere salute e ambiente. 

Aggiornamento

“É ferma e condivisa la volontà di salvaguardare la natura del sito produttivo e l’occupazione – dichiara il consigliere regionale Pietrucci – La strada intrapresa è quella di un confronto e di un monitoraggio costanti. É stata concordata la predisposizione di una interrogazione alla giunta regionale, da parte mia, per capire dagli uffici tecnici e dall’Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale ndb), nella massima trasparenza,  se sussistono le condizioni e le garanzie ambientali e di salute in caso di lavorazione del Css (Combustibile solido secondario ndb) e quali sarebbero la frequenza e la qualità dei monitoraggi. Buon punto di partenza è l’assicurazione, esplicitata dai dirigenti, che il sito non verrà mai trasformato in un inceneritore, viste anche le disposizioni normative contrarie” è indispensabile però cristallizzare nel tempo questo importante passaggio che rassicurerebbe non poco la popolazione. “Il modus operandi di questo esecutivo regionale è rigorosamente improntato a criteri di sostenibilità – interviene il sottosegretario regionale Mazzocca – il tema in questione va coniugato sotto diversi profili: quello ambientale, ovviamente, il sociale e l’istituzionale (con enti locali e comunità quali soggetti attivi delle dinamiche di sviluppo dei propri territori) e, infine, quello economico, ovvero gli investimenti produttivi intimamente connessi al tema della tutela dei livelli occupazionali”.

mariatrozzi77@gmail.com


Il termine Css sostituisce il termine Cdr (Combustibile serivato dai rifiuti, noto anche come Rdf, Refuse derived fuel). É stato introdotto dal dlgs. 205/2010 che modifica la parte IV del dlgs.152/2006. Lettera cc) dell’art.183 indica la nuova definizione di combustibile solido secondario (Css): il combustibile solido prodotto da rifiuti che rispetta le caratteristiche di classificazione e di specificazione individuate delle norme tecniche UNI CeN/TS 15359 e successive modifiche ed integrazioni. Il combustibile solido secondario è classificato come rifiuto speciale. La norma tecnica di derivazione europea che definisce le caratteristiche di classificazione e specificazione dei Css è la Uni en 15359:2011. Le frazioni comunemente utilizzate per produrre combustibile da rifiuti sono i Rui determinati con Codice Cer 200301

Classificazione La classificazione dei Css si basa sulla valutazione di 3 proprietà del combustibile, di cui una legata al potere calorifico e 2 alla concentrazione di specifici inquinanti. Per ciascuno dei parametri è prevista la separata attribuzione di un punteggio (da 1 a 5) sulla base di valori soglia indicati nella norma, per individuarne le diverse classi. Di seguito è riportata la tabella, estratta dalla Uni en 15359, che indica i parametri e i valori soglia utilizzati per la classificazione dei css.

Caratteristica

Misura statistica

Unità di misura

Valori limite per classe

1

2

3

4

5

PCI

Media

MJ/kg t.q.

≥ 25

≥ 20

≥ 15

≥ 10

≥ 3

Cl

Media

% s.s.

≤ 0,2

≤ 0,6

≤ 1,0

≤ 1,5

≤ 3

Hg

Mediana

mg/MJ t.q.

≤ 0,02

≤ 0,03

≤ 0,08

≤ 0,15

≤ 0,50

80° percentile

mg/MJ t.q.

≤ 0,04

≤ 0,06

≤ 0,16

≤ 0,30

≤ 1,0

Nella pratica ogni css è classificato tramite un codice di prodotto, costituito da una terna di numeri corrispondenti alle classi in cui cadono:
– La media del valore del PCI di almeno 10 misurazioni, espresso come MJ/kg t.q.;
– La media del valore del contenuto di cloro di almeno 10 misurazioni, espresso come % s.s.;
– Il più alto tra la mediana e l’80° percentile del valore del contenuto di mercurio di almeno 10 misurazioni, espresso come mg/MJ t.q.

Ognuna delle suddette 10 misurazioni corrisponde ad un lotto di produzione, così come definito nel seguito della procedura. Pertanto ogni classificazione si basa sull’elaborazione statistica dei valori misurati in gruppi di 10 lotti consecutivi.
Ai fini della classificazione, il materiale viene caratterizzato su base annuale. Se i lotti prodotti in un anno sono superiori a 10, ogni gruppo di 10 lotti viene utilizzato per ottenere una classificazione separata. Su base annuale, la classificazione finale del css prodotto corrisponde alla peggiore delle classificazioni effettuate nel corso quell’anno. Il processo di ottenimento del css prevede varie fasi, distinte a seconda della qualità del combustibile da ottenere e del materiale di partenza. Le principali operazioni sono:

  1. triturazione e riduzione dimensionale del materiale;
  2. deferrizzazione, attraverso separatori elettromagnetici;
  3. eventuale deumidificazione e stabilizzazione della frazione organica;
  4. asportazione di metalli non ferrosi;
  5. asportazione di materiali inerti (vetro, ceramiche, sassi, sabbia, inerti…);
  6. eventuale triturazione ulteriore per adattare la pezzatura in funzione della tecnologia di termoutilizzazione;
  7. eventuali essiccamento, addensamento o pellettizzazione, in base alla modalità di alimentazione degli impianti
  8. classificazione realizzata secondo UNI EN 15359

La produzione di Css permette da una parte l’eliminazione delle sostanze pericolose, dall’altra l’ottenimento di un combustibile con buon potere calorifico.Ai fini della continua tracciabilità dei flussi, ogni singola balla di css all’atto della sua produzione viene contrassegnata con un codice riportante il lotto di appartenenza. In questo modo in tutte le fasi di processo, dalla produzione allo stoccaggio sotto tettoia all’avvio presso l’impianto utilizzatore, ogni lotto può essere facilmente identificato e isolato all’occorrenza.


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Combustibile Css nel cementificio di Cagnano, Rischio inceneritore. Pietrucci dice No

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