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Condanna in primo grado per i fumi del Sansificio e delle biomasse di Treglio

Treglio (Ch). Il processo sul sansificio e la centrale a biomasse di Treglio si chiude, in primo grado al tribunale di Lanciano, con una sentenza di condanna per gli imprenditori titolari degli impianti. Sono 8 mesi di reclusione per l’imprenditore Antonio Vecere e 6 mesi per Enrico Vecere, rispettivamente amministratore della Gestione calore Treglio (GcT) e della Sansifici vecere srl. A darne notizia è il Comitato Nuovo senso civico che ha portato avanti questa dura battaglia per riaffermare il diritto alla salute di tutti i tregliesi. 

A sorpresa, il giudice di primo grado riconosce un risarcimento anche a Nuovo senso civico, il movimento di è costituito parte civile. L’ammontare della somma sarà stabilita in sede civile. “Sono stati individuati ulteriori reati di cui conosceremo i dettagli quando la sentenza verrà depositata, fra 90 giorni – è scritto in una nota del movimento ambientalista.

Sansificio e centrale biomasse vennero sequestrate, gennaio 2015, dal giudice per le indagini preliminari, Francesco Marino. Il procedimento è partito il 16 novembre 2015. Le accuse contro gli imputati, difesi dall’avvocato Roberto Diano, erano la violazione delle norme ambientali con inquinamento atmosferico, attraverso l’emissione di monossido di carbonio, circa il triplo del previsto, dunque oltre i limiti e illecito smaltimento delle ceneri dei 2 impianti di cui gli imprenditori hanno più volte chiesto il dissequestro, ma invano. In prima linea, per garantire qualità dell’aria, il sindaco di Treglio Massimiliano Berghella di nuovo in allarme con la riaccensione di 1 dei camini del sansificio i primi di novembre 2015. A rassicurare è il procuratore del tribunale di Lanciano (Ch), Francesco Menditto: “Resta fermo il sequestro del sansificio e quello della centrale termica – la nota della Procura fa riferimento anche al rigetto di 3 istanze di dissequestro – il 19 ottobre è stato richiesto il dissequestro di 1 solo dei 3 impianti di essiccazione previa realizzazione di opere dirette ad assicurare il rispetto dei limiti previsti. Il tribunale ha dunque autorizzato i lavori diretti a rendere 1 dei 3 impianti di essiccazione conforme ai limiti di emissione di monossido di Carbonio previsti dalla legislazione vigente secondo l’interpretazione della Procura, fino ad ora avvalorata dalle decisioni del gip di Lanciano e del tribunale del Riesame di Chieti, che sarà vagliata nel corso del processo che a breve inizierà davanti al tribunale di Lanciano. Sono state inoltre autorizzate le analisi da effettuarsi dopo l’esecuzione dei lavori, cui presenzieranno i consulenti della Procura per verificare il rispetto dei limiti indicati. Solo all’esito dei lavori e delle analisi sarà esaminata l’eventuale revoca dell’impianto sansificio con riferimento alle parti necessarie per l’operatività dell’essiccatore regolarizzato».

“É un risultato che sottolinea la fondatezza delle nostre accuse e delle nostre denunce e va ben oltre le nostre aspettative e che ci ripaga di anni di lavoro. Quando 7 anni fa sollevammo il caso  anche con una manifestazione nel 2011 a cui parteciparono un migliaio di cittadini del comprensorio frentano, fummo tacciati di propaganda, sensazionalismo ed ecoterrorismo. Per il solo fatto che il sansificio fosse attivo da più di 40 anni per alcuni era normale che continuasse a sputare fumi velenosi, per alcuni solo  innocuo vapore acqueo. Poi la guerra di denunce, ricorsi e carte bollate fino alla sentenza di oggi. Durante questi anni ci siamo spesso chiesti a che servono le istituzioni dalla Regione alla Provincia passando per l’Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale ndb), quando eravamo soli, insieme ai cittadini inermi, a denunciare la gravità di quelle emissioni. Ci si sentiva dire che i valori erano tutti nella norma, che non c’erano irregolarità, che non c’era nessuna conseguenza per la salute dei tregliesi e dei cittadini dei comuni vicini. Abbiamo sfidato lo scetticismo,  la miopia e l’indifferenza di alcune istituzioni, fiduciosi del fatto che per tutte le questioni, dallo stoccaggio di San Martino al gasdotto Larino Chieti, dalla raffineria di Paglieta ai pozzi di Bomba, è cominciata una stagione nuova. Il cancro, fatto di coperture e di favori, ha i giorni contati perché la gente ha cominciato a capire che i poteri cosiddetti forti diventano assai deboli quando competenza e fame di giustizia si mettono insieme al servizio della collettività. Abbiamo sostituito le istituzioni, come fossimo commissari straordinari. Eppure c’è chi viene pagato per fare quello che abbiamo fatto noi gratuitamente. Un plauso particolare ad Alessandro Lanci, il nostro presidente, pronto a rischiare in prima persona, più volte minacciato, ma mai intimorito, sempre convinto delle ragioni che sono alla base dei nostri principi. Ebbene quelle ragioni oggi hanno vinto, alla faccia dei detrattori dalla lingua facile, pronti ad accusare tutto il movimento di esagerazioni o peggio di mistificazioni. A quei cittadini diciamo che anche loro respireranno un’aria più sana, non solo quelli come noi che hanno combattuto, non solo i cittadini tutti di Treglio, ma soprattutto i bambini, gli anziani, le persone con problemi di salute costretti per anni a sopportare l’insopportabile. Ancora diciamo loro che d’ora in poi il mercato immobiliare del comprensorio potrà conoscere uno sviluppo finora bloccato da quei fumi insalubri. La salute è il bene supremo sul quale non deve più avere il sopravvento l’interesse economico di una piccola parte a danno di tutti gli altri – conclude il movimento ecologista – Gioiamo esclusivamente per il riacquisito diritto alla giustizia di tutti i cittadini che hanno subito per anni il fumo dannoso del sansificio”.

mariatrozzi77@gmail.com

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