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Bruciano 7 ettari di bosco nel Parco Sirente Velino, dietro la stazione di Molina

Molina Aterno (Aq). Ore 15 l’incendio stava riprendendo vigore, ma è stato domato definitivamente grazie al lavoro dei Vigili del Fuoco di Sulmona, della Protezione civile, dei giovani volontari della comunità Sirentina che si sono messi subito a disposizione per contenere il disastro e che il sindaco di Molina Aterno ha voluto ringraziare sin dalle prime battute. Si fa la conta dei danni: in fumo 7 ettari di bosco e non sono mancati rischi per la stazione ferroviaria. É in corso un sopralluogo dei Carabinieri forestali, sono partite le indagini per accertare se l’incendio sia di origine dolosa. 

Incendio Molina Aterno Report-age.com 17.7.2017

Ore 13, Il vento non perdona e spinge le fiamme verso le Gole di San Venanzio, pini, faggi, querce stanno andando in fumo. Non mancano dei getti d’acqua dall’alto, da un elicottero dei vigili del Fuoco, un tempo gestito dal Corpo forestale dello Stato. La situazione è sotto controllo e gli oltre 400 abitanti di Molina sono al sicuro.

Dopo le ore 9. Le lingue di fuoco erano già visibili dopo le ore 9. Nero fumo e cenere sul monte che ad Ovest, bivio tra Molina e Castelvecchio Subequo, sta dietro il distributore di carburante della valle Subequana. Dopo aver contattato il 115 anche il sindaco di Molina, Luigi Fasciani, con altre persone ha cercato di spegnere le fiamme con dei rami, stamane sul limitare del bosco, ma l’intervento non è bastato. La strada chiusa, per realizzare la terza galleria paramassi, non ha agevolato le operazioni di soccorso perché il tragitto obbligato è stato quello più lungo, sulla Provinciale 9, da Raiano verso Goriano Sicoli, Castel di Ieri e poi Castelvecchio, sempre nell’aquilano. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Sulmona (Aq), la Protezione civile, ma soprattutto i giovani volontari della comunità sirentina di Molina, Fontecchio e Pratola Peligna arrivati per rendersi utili durante le operazioni di spegnimento. Il primo cittadino di Molina ringrazia di cuore soprattutto i ragazzi che in queste ore sono stati  impegnati a spegnere le giamme e il ringraziamento è rivolto anche agli altri soccorritori. Carabinieri e protezione civile, sul posto,  appena possibile accerteranno le cause dell’incendio, probabilmente doloso. Opera di un piromane o qualche invidioso? Tempo qualche settimana e si saprà. Di sicuro  i danni sono vasti anche perché intervenire con questi chiari di luna non è semplice. Il fiume Aterno è in secca, la Spending review ha tagliato tutto compresi i fondi ai comuni montani, ha cancellato anche i servizi fondamentali nelle piccole comunità, la Forestale è stata accorpata ai Carabinieri, la Comunità sirentina smantellata nonostante disponesse di una squadra d’intervento ben organizzata contro gli incendi. E ancora, i tentativi di riperimetrazione regionali per il Parco regionale Sirente Velino che hanno spinto alcuni ambientalisti a proporre di nazionalizzare l’area protetta. Insomma, se non fosse per gli uomini di buona volontà che quotidianamente si spendono e impegnano per della valle Subequana, la vita in queste comunità sarebbe un inferno.  Tra poco aggiornamenti

mariatrozzi77@gmail.com

 

 


Incendi, Prc: «Errore sciogliere Corpo Forestale, competenze e mezzi oggi inutilizzati mentre l’Italia brucia

«Mentre proliferano gli incendi si conferma che avevamo ragione a criticare ed opporci alla scelta politica del Governo Renzi di sciogliere nel 2016 il Corpo Forestale dello Stato e far confluire gli addetti – circa 7.000 – nell’arma dei Carabinieri. Con lo scioglimento di un corpo di polizia a ordinamento civile in un corpo militare come l’Arma sono andati persi non solo i diritti dei lavoratori, ma anche un grande patrimonio di competenze e professionalità negli interventi per la salvaguardia del patrimonio boschivo e faunistico. Ora che varie Regioni sono devastate dagli incendi solo i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile vengono impiegati per cercare di spegnere questi enormi fuochi, ma ambedue non sono  sufficientemente addestrati  e attrezzati per questi tipi di eventi. I Vigili di solito intervengono nelle aree urbane mentre erano i forestali a conoscere bene le zone montane scarsamente urbanizzate. L’Arma dei Carabinieri ha assorbito gli organici del Corpo Forestale e li ha destinati a svolgere compiti completamente diversi da quelli per cui, all’atto del reclutamento, erano stati addestrati  e formati. Le stesse attrezzature del Corpo Forestale, come gli elicotteri o le autobotti, sono stati destinati a mezzi per l’uso militare o giacciono inutilizzati mentre si affittano mezzi privati. Questa scelta folle che ha reso inutilizzabili nella lotta agli incendi è confermata dalla disposizione del 7 lugliodel Comando generale dei carabinieri con cui il generale Antonio Riccardi specifica che gli ex-forestali debbono limitarsi a chiamare i Vigili del Fuoco e al massimo a intervenire per non meglio precisati “piccoli fuochi”. Va notato che anche in questo caso però gli ex-forestali sono impossibilitati a intervenire in quanto non possono indossare le vecchie tenute anti-incendio ma non ne hanno ricevute di nuove. Tra l’altro andare con le pistole in mezzo alle fiamme non è particolarmente indicato. Grandi e gravi sono le responsabilità dei Governi Renzi e Gentiloni per queste sbagliate scelte politiche. Pensando di risparmiare qualche migliaio di euro (ma i costi per il personale sono aumentati e non diminuiti) si è scelta una soluzione che comporta e comporterà maggiori spese di prima con in più un danno ambientale enorme e irrecuperabile. Le autobotti sono ferme ma in compenso si sono dotati i dipendenti civili ex-forestali di pistole d’ordinanza. Per Rifondazione Comunista-Sinistra Europea va ripristinato il Corpo Forestale dello Stato cancellando questa come tante altre psudo-riforme del PD». Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-Se Enzo Jorfida, responsabile nazionale forze di polizia e forze armate PRC-Se

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