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Sorgente di Farindola inquinata, l’Arta smaschera il giallo infondato sulle macerie di Rigopiano

Farindola (Pe). La contaminazione dell’acqua di Farindola è emersa, sempre prima della clorazione, anche in controlli precedenti al crollo dell’albergo di Rigopiano, osserva il direttore dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale, Francesco Chiavaroli. 

Spetta alla Asl di Pescara gestire i risultati delle analisi e fare sciacallaggio su una tragedia tanto grande disonora, per l’ennesima volta, una professione e una categoria. Ricordiamo, la valanga che il 18 gennaio ha travolto l’albergo di Rigopiano, ha provocato la morte di 29 persone,  11 sono state tratte in salvo, dalle macerie, grazie a dei valorosi soccorritori. Chiavaroli ipotizza che non ci sia alcuna correlazione tra la presenza delle macerie dell’albergo e l’inquinamento dell’acqua della sorgente Vitella d’Oro, perché analisi precedenti sulla stessa fonte facevano rilevare anomalie simili. “Non spetta ad Arta trarre conclusioni. Il nostro compito è fornire il necessario supporto tecnico-scientifico alle autorità competenti . Vorrei che Arta, proprio per la sua natura scientifica e sopra le parti, fosse lasciata fuori da vicende non legate alla sua attività, come la tragedia di Rigopiano e da gialli infondati utili solo a creare allarmismo e sfiducia nella popolazione”. Sulle acque della sorgente Vitella d’Oro di Farindola l’Arta, come sempre, ha effettuato le comunicazioni istituzionali di rito, in questo caso trasmettendo gli esiti alla direzione politiche della salute della Regione e alla Asl di Pescara. A seguito del crollo dell’hotel Rigopiano e del permanere nell’area delle macerie del complesso turistico, la Asl di Pescara ha ritenuto opportuno intensificare i controlli periodici che Arta già svolge annualmente sulle acque della Vitella d’Oro, stabilendo l’effettuazione di un controllo a settimana a partire dalla metà di maggio. Come in passato, anche le analisi degli ultimi mesi sono state svolte da Arta su campioni prelevati dalla stessa Asl prima e dopo il processo di clorazione. “Come in passato, l’Agenzia ha rilevato il superamento di alcuni parametri microbiologici solo nei campioni raccolti prima del trattamento di disinfezione e lo ha tempestivamente comunicato, a scopo informativo, agli enti competenti – conclude Chiavaroli – I campioni post-clorazione, è bene sottolinearlo, hanno sempre dato esito di conformità”.

In materia di acque destinate al consumo umano la disciplina è dettata dal decreto legislativo 31/2001 e dalle modifiche ed integrazioni successivamente intervenute. Per la regione Abruzzo vige inoltre la dgr 135/2004, contenente provvedimenti urgenti sulle acque potabili.

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