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Fauna selvatica, risarcimenti danni fermi dal 2010 in Regione: Altro Grido di Dolore tra fantomatiche soluzioni

L’Aquila. Risarcimento dei danni da fauna selvatica? Alcuni debiti della Regione, nei confronti degli agricoltori, risalirebbero al 2010,segnala il capogruppo in consiglio regionale, Gianluca Ranieri: “L’ammontare complessivo potrebbe superare i 4, 5 milionidi euro“. Si fa più fatica a non pagarli, con un contenzioso da 5 milioni di euro l’anno a fronte del debito complessivo che la Regione ha maturato nei confronti degli imprenditori agricoli, chiarisce il pentastellato.

Camoscio5 Parco Sirente Velino Report-age.com 2014

Volpe con resto di camoscio Parco Sirente Velino

Il condizionale però è d’obbligo perché la Regione non solo non paga “ma non provvede nemmeno a verificare l’ammontare dell’importo – spiega Ranieri – Succede così che la riunione,  sollecitata dal consigliere Berardinetti, per affrontare il problema sollevato dagli agricoltori sostenuti da Confagricoltura, a cui erano presenti anche gli assessori (Dino ndb) Pepe, (Donato ndb) Di Matteo e (Silvio ndb) Paolucci, si conclude ancora una volta con più interrogativi che soluzioni. Allo stato attuale, questo perlomeno è emerso dalla riunione, non esiste alcuna intenzione di risolvere il vero problema, ovvero la necessità di trovare metodi e mezzi per il pagamento dei debiti pregressi e questo nonostante sia molto più costoso per la Regione affrontare i contenziosi che, a detta dell’avvocatura regionale, costano circa 5 milioni di euro l’anno a fronte dei 4,5 milioni di euro del debito complessivo”. Perchè? “Mancherebbero i fondi, ma la realtà è un’altra – spiega il cpaogruppo pentastellato – Al governo della Regione i problemi degli agricoltori non interessano, o perlomeno non interessano abbastanza perché mentre si cerca di non pagare agli imprenditori agricoli il dovuto, si finanzia di nuovo Saga (Società abruzzese gestione aeroporto ndb) con 5 milioni di euro. Quello che viene spacciato come un risultato, ovvero la promessa da parte dell’assessore Paolucci, di trovare 220 mila euro dopo i riallineamenti contabili, per pagare almeno gli indennizzi agli agricoltori del parco (regionale ndb) Sirente – Velino, è in realtà solo l’ennesima presa in giro, che compensa a malapena le decurtazioni di fondi destinati al parco dal 2015 a oggi e che sicuramente non risolve il problema come non lo risolvono le rassicurazioni sul miglioramento dei piani di abbattimento dei cinghiali. La prova conclamata della malafede è evidente e arriva alcune ore dopo, quando in consiglio si approva un emendamento, al quale ci siamo associati, con il quale si assegnano sempre al parco Sirente – Velino, 215 mila euro provenienti dalle refluenze di Fira (Finanziaria regionale abruzzese ndb) – conclude Ranieri – L’inerzia della Regione fin qui dimostrata rischia di trasformare il problema in un disastro conducendo al fallimento delle aziende, creando conseguentemente disagi sociali e inasprendo lo scontro tra gli interessi legittimi degli agricoltori e quelli di un sistema faunistico e naturalistico per il quale la Regione non ha ancora individuato i corretti strumenti di tutela e conservazione”.

mariatrozzi77@gmail.com

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Emergenza Cinghiali, 10 mila abbattuti: il vero grido di dolore

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