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Cogesa nel mirino, da salvaguardare per l’ex assessore Goti: ‘Porta a Porta per tutti. Che aspettiamo!’

Sulmona (Aq). Cambio al vertice del Cogesa, i comuni soci dell’azienda pubblica dei servizi ambientali sono quasi vostretti al rinnovo della massima carica, quella di presidente, sino ad oggi ricoperta da Giuseppe Quaglia che, riconoscono in molti, ha ottenuto soddisfacenti risultati nella gestione del servizio ambientale del Cogesa: Verifiche sui flussi dei rifiuti, ma anche di tipo tecnico e amministrativo sulla gestione, questo è  possibile garantire nella società pubblica. Polemica e confusione per tariffe e servizi impongono però di  fare chiarezza anche sui controlli che gli uffici comunali hanno la possibilità di eseguire nella società pubblica grazie all’affidamento in house deciso nel 2014. #portaaportaxtutti   #portaaportapertutti 

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L’obiettivo dell’esternalizzazione ad un soggetto di diritto pubblico, il Cogesa, era di contenere i costi e tirare fuori dalle secche dell’opportunismo il servizio di raccolta e smaltimento che per 10 anni è finito col pesare solo sulle spalle dei cittadini con un costo esorbitante e benefici zero. Con l’affidamento in house, per la raccolta, lo smaltimento dei rifiuti e la pulizia sono stati garantiti, in primis, i cittadini e poi sono stati assicurati i livelli occupazionali dell’azienda. Insomma, si è data la possibilità del monitoraggio del servizio evitando spiacevoli sorprese come i rifiuti tossici, grazie alla convenzione 2014 stipulata con Cogesa che così può essere controllata dai comuni non solo sotto l’aspetto della politica industriale, ma della conduzione tecnica e amministrativa.

Perché esternalizzare il servizio? A rispondere è Stefano Goti, già assessore comunale che 3 anni fa curò la stipula della convenzione con l’ex consorzio: “Sarebbe stato difficile altrimenti garantire la comunità sotto diversi aspetti. Con un’azienda privata a gestire il servizio sarebbe stato impossibile un diretto controllo sulle complesse attività previste dal decreto legislativo 152/2006  cioè lo spazzamento, la raccolta e il trasporto, il trattamento per il recupero, il trattamento per lo smaltimento e lo smaltimento” non è un dettaglio per le comunità dei 63 comuni gestiti dal Cogesa. In valle Peligna, valle Subequana e Alto Sangro, Alto Pescara e l’Aquilano, le popolazioni sono garantite proprio dai controlli previsti nella convenzione 2014, sono messe al sicuro da brutte sorprese come rifiuti tossici, ad esempio, carichi e scarichi incontrollati o di provenienza illecita, pericolosi e nocivi che attraggono spesso molte aziende del settore per i grandi e facili guadagni a scapito però della salute dei cittadini.

La convenzione del 2014 dispone una programmazione industriale garante del contenimento delle tariffe e del controllo di gestione della azienda, quindi le variazioni di collocamento nel mercato, il corretto uso della discarica, il supporto territoriale ai comuni con difficoltà economica di autogestione, la gestione delle piattaforme ecologiche e dei centri del riuso, gli impianti per il trattamento di separazione dei rifiuti, la produzione di Css, Combustibile solido secondario, l’alta percentuale di raccolta differenziata, lo spazzamento e tutte quelle attività accessorie e straordinarie per l’autogestione totale del ciclo integrato. In fase di esecuzione del servizio di raccolta e spazzamento è possibile intervenire per migliorare il metodo in base alle esigenze, alle pecche e alle difficoltà riscontrate nella esecuzione – continua Goti – Ben sapendo che la società è conosciuta, ben impostata e con ottimo personale, opera da decenni nel comprensorio con ottimi risultati, una ottima direzione ed è affidabile. Per questo è stata offerta anche la possibilità di utilizzare impianti comunali e aziendali, in collaborazione e per contenere gli oneri”.

Stefano Goti CentroAbruzzoNews

Molti si lamentano dei costi di smaltimento anche a Sulmona. “Purtroppo se non si è abbassato il costo è perché l’offerta sarà davvero economica solo nel momento in cui il sistema di raccolta differenziata raggiungerà il 66% del totale della raccolta – spiega il già assessore ai servizi e ai lavori pubblici di Sulmona – É improrogabile conseguire questo risultato. Cosa aspettiamo? Abbiamo ottenuto dalla Regione Abruzzo il finanziamento necessario per effettuare questo passo importante ed è a disposizione dal novembre 2015 sono passati 18 mesi e tutto tace in attesa di che? Tutto questo è reso possibile dall’affidamento in house  di cui il Comune di Sulmona è socio per 1/6 – aggiunge Goti – La società Cogesa è inserita nella pianificazione regionale del ciclo di rifiuti. È una società affidabile, specializzata, valida tecnologicamente, professionale, in linea con il sistema di gestione unica integrata disposto dalla Regione che importa fasi di innovazione e specializzazione per i soggetti operanti nei sub ambiti provinciali e territoriali”.

Cogesa, unica società interamente pubblica, ha tutte le specialità per una programmazione industriale calzante alle necessità del territorio asservito. “É una azienda da rafforzare e salvaguardare dalle ingerenze esterne, organizzate per minacciarne i modelli applicativi imprenditoriali, e dalle ingerenze politiche connesse ad una sua conduzione propagandistica. Sento, in questi giorni, voci di un possibile cambio dell’amministratore delegato, adesso che in Regione si dovrà procedere proprio alla Riforma d’autorità d’ambito (Agir). Sarà da difendere la posizione regionale conquistata in anni di duro lavoro. Un cambio al buio sarebbe deleterio.

L’ultima parola sull’affidamento in house al Cogesa, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, spetta al Consiglio di Stato. Chiamata per un parere, la Corte di giustizia europea si è orientata su criteri interpretativi perché il caso, sollevato dalla Undis servizi srl, è senza precedenti: “Nell’ambito dell’applicazione della giurisprudenza della Corte in materia di affidamenti diretti degli appalti pubblici detti in house, al fine di stabilire se l’ente affidatario svolga l’attività prevalente per l’amministrazione aggiudicatrice, segnatamente per gli enti territoriali che siano suoi soci e che lo controllino, non si deve ricomprendere l’attività imposta a detto ente da un’amministrazione pubblica, non sua socia, a favore di enti territoriali a loro volta non soci di detto ente e che non esercitino su di esso alcun controllo. L’ultima attività deve essere considerata come un’attività svolta a favore di terzi”. Il Tribunale amministrativo regionale ha dato ragione all’affidamento diretto per l’impianto di Sulmona inserito nella pianificazione regionale.

L’esternalizzazione del servizio senza gara, per effetto della convenzione tra Comune di Sulmona e Cogesa, per l’Undis metterebbe fuori mercato le altre società, eppure proprio l’Undis dal comune di Prezza ha da poco in carico il servizio gestibile cioè spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti. Un piccolo segmento, appena il 20%, dell’attività complessiva del ciclo integrato dei rifiuti, la restante parte non può che essere svolta dal Cogesa, società pubblica incaricata dalla Regione per la gestione della discarica di noce mattei. Ciò che viene messo in dubbio, nel ricorso dell’Undis, è il requisito dell’attività prevalente. Sarebbe gravissimo, chiarisce Stefano Goti, mettere in dubbio le garanzie della convenzione del 2014, saldate a favore della comunità, in ordine all’economicità e alla sicurezza del servizio ambientale. Garanzie che non possono essere indebolite perché l’unica vera tutela è affidare i servizi ambientali a enti pubblici, cioè controllabili, per evitare inquinamento e speculazioni. É tutto un altro discorso quello che dalla tutela dell’Ambiente porta alla difesa del diritto alla salute che la convenzione del 2014 ha garantito.

mariatrozzi77@gmail.com

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