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Torna a Sulmona il dipinto di Sant’Omobono, tutto sull’opera trafugata nel ’93

Sulmona (Aq). Il furto risale al 1993, nella notte tra il 3 e 4 agosto vengono trafugate 2 preziose tele, restaurate, esposte nella chiesa di Santa Maria della Tomba, più altri oggetti presenti nell’edificio di culto. L’autore del furto è qualcuno di fuori città, chiariscono oggi i Carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale di Ancona che hanno riportato in città uno dei 2 dipinti messo all’asta, un anno fa, completamente integro e in ottime condizione. Una fortuna, chiarisce il maggiore Carmelo Grasso dei Carabinieri del Comando Tpc di Ancona: “Spesso i dipinti di valore rubati vengono sezionati anche in 4 parti e questo prezioso dipinto si prestava”.

Immediata la denuncia di furto dell’allora parroco del Tomba, Don Enio Di Nino. La celerità nel segnalare la sottrazione è un altro punto a favore del recupero dell’opera in questa vicenda perché anche questo ha contribuito al ritrovamento. I militari dell’Arma dispongono dell’unica Banca dati italiana dei beni illecitamente sottratti che può garantire un passato alla nostra storia rubata e da ritrovare. Dopo la segnalazione del parroco, proprio nella banca, dati sono state inserite le schede relative ai 2 dipinti e alcune immagini, in bianco e nero, degli antichi e preziosi quadri. Dati immensamente utili alle ricerche. La schedature delle opere da parte della Soprintendenza è indispensabile per non perdere il prezioso patrimonio storico, culturale e artistico italiano troppo spesso nel mirino di collezionisti senza scrupoli e di ladri che operano anche su commissione. Dopo il terremoto del 2009, in Abruzzo sono cominciate le ricerche di opere e oggetti preziosi del patrimonio artistico scomparsi anche perché mal custoditi o rimasti tra le macerie del sisma. Quasi 25 anni di attesa per recuperare uno dei due dipinti e c’è qualche speranza di trovare il resto. Lo spartiacque è l’offerta di vendita lanciata da una Casa d’aste di Genova, un anno fa, per il dipinto che raffigura anche una Madonna in trono con bambini. I Carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale di Ancona, competente per Marche e Abruzzo, al comando del maggiore, Carmelo Grasso, in collaborazione con il nucleo di Genova e la Compagnia carabinieri di Sulmona, al comando del capitano, Fiorindo Basilico, hanno dedicato molte energie per il recupero del dipinto di Sant’Omobono, risalente al XVIII secolo, di autore ignoto, scuola piemontese. Attenti ad osservare tutto ciò che si muove nel mercato dell’antiquariato e delle opere d’arti, i militari della sezione elaborazione dati Tpc si sono subito attivati per una verifica del dipinto, messo all’asta, confrontandolo con quello trafugato 24 anni fa. Accertato che si trattasse dello stesso quadro, la magistratura ligure ha proceduto a disporne il sequestro. L’operazione di recupero è stata eseguita dal maresciallo Alberto Monfardino e dal brigadiere Giordano Novelli. Così Sulmona rientra in possesso di questa opera d’arte, in città c’era persino una chiesa dedicata al Santo patrono di Cremona e protettore di commercianti e sarti. In un momento così disperato per il commercio cittadino, un recupero del genere può infondere un tantino di speranza. In Autunno, la preziosa tela sarà riportata nella chiesa della Tomba.

Descrizione dell’opera. In alto a destra di chi osserva sono ritratti Sant’Antonio, San Lorenzo e Sant’Anna, la madre di Maria. A raccontare i personaggi del quadro è il vescovo della diocesi di Sulmona Valva, Angelo Spina. Poi la Madonna e il bambino, in alto a sinistra, mentre in basso Sant’Omobono che viene accolto, in Paradiso, per le sue tante opere di carità, pur non essendo che un semplice commerciante.

Sulmona il patrono di Cremona Omobono Tucenghi?  É nato a Cremona nella seconda metà del XII secolo, era commerciante di stoffe, ricco, ma caritatevole. Si racconta che tutti i soldi del suo commercio venivano offerti ai poveri e alle famiglie indigenti di Cremona. Durante una celebrazione eucaristica, muore il 13 novembre 1197 nella chiesa di Sant’Egidio di Cremona, poi a lui intitolata. Innocenzo III lo elevò agli onori degli altari. Fu uno dei primi laici ad essere canonizzato. “Non ho la borsa di Sant’Omobono” si dice ancora a Cremona. Protettore dei mercanti, tessuti e sarti, significativo il recupero del dipinto per una città che sta vivendo un momento di crisi economica che ha portato le attività commerciali ai minimi storici.

Il dipinto venne sottratto dalla chiesa di Santa Maria della Tomba nella notre tra il 3 e 4 agosto del 1993. “Furto sacrilego” dice monsignor Spina. Le sottrazioni di per sè sono inaccettabili e diventano riprovevoli se consumate in un luogo sacro. Il furto fu immediatamente denunciato ai Carabinieri e il maggiore Grasso sottolinea come sia importante che i furti siano denunciati tempestivamente. I carabinieri hanno così aggiornato la banca dati dei beni illecitamente sottratti del Comando Tutela patrimonio culturale di Roma pr poter procedere a confronti e accuratissime indagini. I militari della sezione elaborazione dati del Tpc hanno individuato il dipinto, circa un anno fa, perché  era stasto messo all’asta a Genova, la casa d’aste è risultata estranea ai fatti,  l’opera è  stata messa in vendita da un collezionista accusato di ricettazione, ma che possiede altre opere d’arte che non risultano rubate. Un vuoto di 24 anni per il dipinto, che si allunga per l’altro rubato assieme ad alcuni oggetti sacri, ancora tutta da ricostruire il caso per comprendere quale sia stata la strada che ha portato al furto del 1993. I pezzi potrebbero essere stati rubati su commissione da qualche collezionista, forse deceduto più di un anno e, al momento della lettura del testamento, il lascito ha spezzato l’asse ereditario, una ipotesi tra le tante. La funzionaria della Soprintendenza Anna Colangelo ha spiegato come mai il dipinto di Sant’omobono si trovarre a centinaia di chilometri di distanza dalla patria del commerciante, a Sulmona c’era una chiesa a lui dedicata, tempo fa. Monsignor Maurizio Nannarone, responsabile dei Beni culturali per la diocesi di Sulmona Valva esclude che il furto sia legato a sette e gruppi religiosi. Con l’uomo di chiesa abbiamo sottolineato una coincidenza che potrebbe portare ad un nulla di fatto o a qualcosa di interessante: il dipinto sia stato trafugato ad agosto, 7 giorni prima della notte di San Lorenzo che risulta tra i personaggi dipinti sulla tela, tra Sant’Anna e San’Antonio.

Avviate le procedure per verificare la corrispondenza tra il dipinto rubato e quello da vendere all’asta, il riconoscimento preliminare è stato fatto da Don Maurizio Nannarone, direttore dell’ufficio diocesano dei Beni culturali della diocesi. La procura di Genova, dopo la verifica, ha disposto il sequestro dell’opera. Il soggetto che si è rivolto alla casa d’aste è  stato denunciato per ricettazione. Sono alla ricerca della seconda tela. La schedatura dei beni è stata utile dopo il terremoto, in Abruzzo, per il recupero di molte opere d’arte, nelle Marche è più difficoltoso. Tutte le chiese parrocchiali sono monitorate a Sulmona.

mariatrozzi77@gmail.com

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