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Raccolta porta a porta, altro rinvio e così le Tariffe non si abbassano

Sulmona (Aq). Altro rinvio per la raccolta differenziata dei rifiuti che si sarebbe dovuta estendere, in questi giorni, ad altri quartieri della città, ma che, notizia di queste ore, è stata di nuovo rimandata. Si preferisce attendere e di conseguenza  non sarà possibile sperare in una prossima riduzione del costo, le tariffe, a carico dei cittadini. 

Aggiornamento

Foto Maria Trozzi

L’assessore comunale alle politiche dell’ambiente, Alessandra Vella, dichiara all’emittente televisiva Ondatv che “è meglio partire più tardi facendoci trovare pronti anziché avviare il servizio immediatamente e poi subire subito degli intoppi”. Sicuri che è meglio? Nell’area artigianale e nel centro storico è già operativo il servizio di raccolta porta a porta insufficiente però a raggiungere il primo livello per attenuare il costo del servizio. Costa molto alla collettività questa singolare precauzione, questo ennesimo rinvio, questa insolita attesa di risposte dagli amministratori di condominio, questo completamento di non si sa quali procedure. Di fronte alla spesa che pesa sempre più sul cittadino non reggono le ragioni messe avanti dall’amministrazione comunale sulmonese per giustificare il ritardo nell’avvio della raccolta differenziata in altri quartieri della città. Ragioni insolite soprattutto alla luce della Convenzione del 2014 sull’esternalizzazione dei servizi ambientali, stipulata dal Comune di Sulmona con la società Cogesa. In 2 battute, la raccolta differenziata a Sulmona diventerà conveniente, si ridurrà la spesa affrontata dai cittadini per i servizi ambientali (spazzamento, raccolta e trattamento), solo nel momento in cui si raggiungerà almeno il 66% del totale della raccolta e il servizio sarà più vantaggioso per la comunità quando si arriverà all’80% del totale dei rifiuti e ancora poi sino al 100% di raccolta differenziata.

Di questo passo, quando ci arriveremo? Si sta magari temporeggiando a palazzo San Francesco in attesa di una pronuncia del Consiglio di stato sul ricorso dell’Unidis? Parliamo della società di raccolta rifiuti che a Prezza si occupa anche di spazzamento con un annunciato risparmio sul costo del servizio che non fa i conti però sul trattamento per lo smaltimento e lo smaltimento dei rifiuti, attività che è appannaggio del Cogesa. Tutto sommato, al Comune di Prezza affidare a gara parte del servizio costerà molto perché di fatto la società che si occupa di spazzamento e raccolta non può in alcun caso gestire la restante parte del ciclo integrato del rifiuto.

Il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani è disciplinato dal Decreto legislativo 152/2006 che prevede lo spazzamento, la raccolta e il trasporto, il trattamento per il recupero, il trattamento per lo smaltimento e lo smaltimento. Queste ultime 2 attività sono soggette alla Pianificazione impiantistica regionale di localizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti che solo il Cogesa può svolgere sulla base dei principi di sussidiarietà, prossimità e specializzazione dell’impiantistica. In breve, gli unici impianti autorizzati dalla regione al trattamento per lo smaltimento del rifiuto, riconosciuti dall’ente regionale ed esistenti nella provincia dell’Aquila, sono proprio il Cogesa di Sulmona e l’Aciam di Avezzano (Aq). Ergo, le altre aziende del settore che operano nel territorio non possono aprire proprie discariche né trattare lo smaltimento dei rifiuti a loro piacimento, ma devono comunque utilizzare i 2 impianti esistenti (Cogesa, Aiciam) o trasportare i rifiuti in altri impianti autorizzati e lontani, ma così lieviterebbe il costo di trasporto dei rifiuti. Dunque, se il Comune socio Cogesa delega l’intero servizio di spazzamento, raccolta e trattamento a questa società è un conto, ma se mette a gara una parte del servizio (spazzamento-raccolta, trasporto e trattamento per il recupero) affidandolo ad un’azienda diversa dal Cogesa è un altro. Di fatto, per le restanti attività di trattamento per lo smaltimento e di smaltimento del rifiuto, dovrà rivolgersi comunque ad un impianto autorizzato, il Cogesa per questo comprensorio. Così, i costi non potranno essere gli stessi applicati ai comuni soci che affidano l’intero servizio al Cogesa.

mariatrozzi77@gmail.com

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