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“Sveltina elettorale” la Confesercenti bolla la Variante al Piano regolatore del Nucleo industriale

Sulmona (Aq). Bollata da Confesercenti come ‘sveltina elettorale’ la Variante alle Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore territoriale del Nucleo industriale di Sulmona. Adottata ieri in Provincia, fresca fresca di consiglio, la delibera non piace all’associazione di categoria che rappresenta le piccole e medie imprese.

“Troppo trionfalismo circola in queste ore per l’approvazione della Variante alle Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore territoriale del Nucleo industriale di Sulmona” chiarisce in una nota la Confesercenti che esprime il proprio disappunto sull’adozione dell’atto “Perchè sancisce la morte definitiva della Città e di tutto il commercio di vicinato e, quindi, anche del Centro. Trasformare un’Area industriale in area Commerciale o di servizi, significa rinunciare ad uno sviluppo armonico del territorio che, con le sue differenziazioni e specificità, può ancora sperare in risorse pubbliche per la ripresa dell’industria e dell’artigianato – spiega l’organizzazione di categoria – Invece, si è scelto di dare il via alla speculazione immobiliare creando un vero e proprio mercato dei capannoni vuoti. La Confesercenti è da sempre contraria all’apertura di negozi di vicinato in aree industriali, come è da sempre contraria all’avvio di nuove attività di Grandi centri commerciali, perché non è con questo che si rilancia l’economia locale. Così si possono suonare soltanto le campane a morto per l’intera economia del territorio – aggiunge l’organizzazione – Una oculata gestione delle aree produttive impone alle amministrazioni pubbliche di salvaguardare le piccole e medie attività commerciali, la qualità della vita della città, le occasioni di sviluppo turistico, le esigenze di mantenere intatto un tessuto produttivo e di servizi su tutto il territorio che non passano certo per l’insediamento di nuova Grande distribuzione. Oggi la grande distribuzione detiene quote di mercato pari al 40% nel settore del no-food e del 90% per il food, facendo dell’Abruzzo un caso nazionale. Nella nostra regione la Grande distribuzione sfiora il doppio della media nazionale. La Commissione europea ha ammesso che per ogni singolo posto di lavoro creato nella grande distribuzione se ne perdono 2,5 nelle piccole imprese. Questo significa che agevolando la speculazione in aree industriale, chiuderanno tutti i negozi che sono in centro e nell’immediata periferia – scrive ancora Confesercenti – sulla chiusura delle Piccole e medie imprese si esulta? C’è qualcosa che non quadra. Anche perché, non va dimenticato, che proprio per l’azione decisa della Confesercenti, la Regione Abruzzo si è dotata di uno strumento che ha imposto la moratoria sulle aperture della Grande distribuzione, fino al 31 dicembre 2018. Con la nuova Legge quadro regionale sul Commercio, probabilmente, speriamo, la moratoria verrà prorogata. La Confesercenti, vista la negatività della deliberazione provinciale, spera vivamente che la Regione approvi la Nuova legge sul commercio così come è stata concordata con tutte le associazioni di categoria che rappresentano la piccola, media e grande distribuzione, affinché si annullino gli effetti di questa sveltina elettorale approvata, restituendo dignità sia alla politica che al lavoro ed alle imprese del territorio abruzzese”.

mariatrozzi77@gmail.com

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