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Raccolta rifiuti a gara, Prezza preoccupa Cgil e Uil. É in gioco molto più di ciò che sembra

Sulmona (Aq). Chiedono che sia convocata l’assemblea dei sindaci soci del Cogesa. Funzione pubblica Cgil e Uil trasporti sono preoccupate dalla scelta del Comune di Prezza di mettere a gara il servizio della raccolta dei rifiuti col metodo porta a porta e il trasporto degli stessi fuori dal Cogesa, società che per i 26 comuni soci garantisce i servizi per l’ambiente, dalla raccolta allo smaltimento sino alla pulizia delle strade. É in gioco molto più di quanto sembra.

É a rischio il controllo diretto sulla società perché quando è un soggetto pubblico a gestire il servizio, il Cogesa in questo caso, i comuni soci possono monitorare nell’impresa i flussi dei rifiuti, provenienza e qualità (tossici e nocivi), così come per analogia è possibile controllare le attività dei loro uffici. É questo il frutto dell’affidamento in house e della convenzione stipulata nel 2014 tra Comune di Sulmona e Cogesa che ha garantito un controllo analogo dell’attività della società pubblica e che insieme ad altri significativi aspetti consente alla valle Peligna di stare fuori dalle discariche dell’illegalità e dai guadagni sporchi che non pesano sulla coscienza di alcune società del settore quando, mancando i controlli, aprono le porte alla malavita organizzata per raccogliere e trattare di tutto. Ambienti e cittadini sono i più a rischio se nel comprensorio il servizio fosse affidato ad un’azienda che non è tenuta a dare conto di come gestisce l’attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Il servizio del ciclo dei rifiuti finora è stato svolto dal Cogesa, azienda pubblica peligna,  di cui l’amministrazione prezzana è socia, precisano in una nota il segretario generale Fp Cgil, Francesco Marrelli, e Primo Cipriani, della Uil trasporti, accennando anche al fatto che il fenomeno delle gare: “a fronte di un paventato risparmio di natura economica potrebbe avere ripercussioni sui livelli occupazionali sempre più a rischio in ogni cambio di gestione”. Le organizzazioni sindacali “schierandosi a difesa del servizio pubblico, dei lavoratori e dei cittadini ad avere un servizio efficiente ed efficace, chiedono una tempestiva convocazione al fine di analizzare ed arginare immediatamente il fenomeno delle gare. La richiesta di un incontro sindacale urgente è finalizzata, altresì, a tutelare un patrimonio pubblico che esiste e resiste in un territorio che da troppi anni è attraversato da una pesante crisi industriale e occupazionale. Siamo perfettamente a conoscenza che è nell’autonomia delle amministrazioni decidere di affidare tramite gara il servizio della raccolta, ma una riflessione in tal senso è dovuta”. Col passare degli anni la scelta dei comuni della valle Peligna si è orientata verso l’adesione alla società Cogesa per creare sinergia nel territorio sulle modalità di raccolta e smaltimento dei rifiuti e per garantire equità di tariffe fra i comuni soci. “La scelta di mandare a gara il servizio d’igiene urbana, seppure legittima, doveva essere un atto successivo ad interventi incentrati al corretto funzionamento della società pubblica che lo stesso statuto del Cogesa riconosce ai comuni proprio nel loro diritto, in qualità di soci, di esercitare il controllo analogo. L’articolo 5 dello statuto, infatti, nel pieno rispetto delle norme comunitarie, prevede testualmente che “i comuni… omissis… esercitano sulla base dei principi indicati nel presente statuto, il controllo analogo sulla società che si sostanzia in un controllo simile a quello che essi esercitano sui propri uffici – conclude la nota – Ed ancora nello stesso statuto viene esplicitamente riportata la capacità d’intervento tramite il Contratto di servizio relativamente alle modalità di determinazione di eventuali tariffe e le modalità di determinazione del canone da corrispondere a fronte del servizio erogato”.

mariatrozzi77@gmail.com

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