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Riina libero, finirà come Mallardo? Carcere duro?! Il 41 bis e le sue vittime

Sulmona (Aq). La Uil Pa Polizia penitenziaria, l’International Police association e l’Associazione Vittime del dovere in molte piazze abruzzesi incontreranno la gente e raccoglieranno poi, in un dossier, i pareri sul possibile ritorno in libertà del capo di Cosa nostra Totò Riina perché gravemente malato. La Corte di Cassazione ha spiegato che esiste un “diritto a morire dignitosamente” che va assicurato a qualsiasi detenuto anche se si chiama Totò Riina. 

Giusto, ma esiste l’altra faccia della medaglia, il dovere a non strumentalizzate le garanzie riferite ai detenuti malati. Domanda, i destinatari di queste garanzie sono davvero in grado di adempiere a questo dovere? Perché non accada quel che è successo a Sulmona (Aq) dove il boss della Camorra, Francesco Mallardo, libero perché malato, continuava a fumare nonostante i problemi cardiaci e coordinava le attività del clan liberamente strumentalizzando le patologie di cui è affetto. In un seminario dal titolo Carcere duro?! Il 41 bis e le sue vittime a novembre saranno comunicati gli esiti del sondaggio organizzato da Uil Pa Polizia penitenziaria L’Aquila, l’International Police association e l’Associazione di volontariato Vittime del dovere onlus. “Non vorremmo mai vestire i panni, in questo momento, di chi come il magistrato di sorveglianza di Bologna dovrà decidere sulle sorti del  pluri-ergastolano Salvatore Riina – ad affermarlo è Mauro Nardella segretario generale territoriale Uil Pa Polizia Penitenziaria – Alla notizia del suo possibile ritorno in libertà, che tanto clamore sta suscitando, si aggiunge la denuncia dell’Associazione di Volontariato Vittime del dovere onlus sulla possibile concessione di mezzi di telecomunicazione tecnologicamente avanzati, quali ad esempio Skype, ai suoi “pari grado”, detenuti sottoposti al 41 bis – Afferma il sindacalista Nardella in una nota – Non saremo certo noi ad eccepire sentenze della Consulta, ma dare voce all’opinione pubblica per capire l’orientamento in tal senso ci sembra giusto e quanto mai opportuno. Per questo è per tanti altri motivi stiamo lavorando ad un progetto che a novembre porterà a Sulmona un seminario della Uil Pa Polizia penitenziaria L’Aquila, in collaborazione con l’International Police association e l’Associazione di Volontariato Vittime del dovere onlus, che prenderà il titolo di Carcere duro?! Il 41 bis e le sue vittime. Raccoglieremo, in appoggio all’Associazione Vittime del dovere attivatasi per una petizione in merito che coinvolge i mass media, pareri nelle piazze abruzzesi e li riuniremo in un dossier che sarà reso noto proprio nel giorno del seminario – conclude il segretario generale territoriale Uil Pa Polizia penitenziaria – Ci sembra questo un modo democratico per meglio capire qual è la posizione della gente in ordine alla questione del 41bis (alias carcere duro) anche per l’orientamento che i nostri governanti dovrebbero dare alla materia”.

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