Skip to content

La Rete dei Cammini e Parchi religiosi d’Abruzzo, più strategia che anima

Sulmona (Aq). La necessità sarebbe quella di fare rete, la chiamano Rete dei cammini per dire basta alle cattedrali nel deserto. A fare rete, tempo fa ci provò Manoppello, con il volto Santo, nessun esito. 

I parchi d’Abruzzo come parchi dell’anima, questa è la visione per una gestione delle risorse da programmare, organizzare e coordinare. É il succo della conferenza tenuta, nel pomeriggio, nella sala convegni del centro pastorale diocesano dal titolo Una pastorale in … Cammino verso le terre Celestine. Luglio potrebbe essere il mese della stipula dell’atto formale, con la Conferenza episcopale italiana, per i cammini religiosi. Da 14 a 18 le adesioni delle Regioni che hanno unito 4 progetti: Paesaggi d’autore, borghi storici e borghi storici marinari, terre Malatesta e Montefeltro (progetto esclusivo per Marche ed Emilia Romagna, quest’ultima regione è capofila dell’intero progetto dei cammini religiosi). Dopo il sisma del 24 agosto, i terremoti di ottobre e del 18 gennaio si aggiungono i Borghi del cuore per i paesi nel cratere che stanno tornando pian piano a risplendere. Promozione è la parola d’ordine per i borghi diversi da quelli del Nord. A quanto pare i nostri non riescono a decollare nonostante le peculiari caratteristiche: un campanile, una rocca, una storia antica e affascinante e più di 400 dialetti che nei sobborghi metropolitani si estinguono. Questo patrimonio è il punto di forza, ma sarebbe anche di debolezza perché si tratta di località disperse, diffuse, poco coordinate, con una mentalità che sarebbe ferma ai tempi della guerra tra guelfi e ghibellini, afferma un relatore. Poi si passa all’elogio dell’errore: Sulmona, città d’arte, a quanto pare frequentata tutto l’anno da turisti, afferma senza sapere che siamo nel bel mezzo del Bimillenario ovidiano (2017-2018) che, dolente o nolente, chiama e richiama un po’ di gente in Patria. Comunque la città dei confetti è da inserire nei 300 km di esperienze dell’atlante dei cammini, confermano quelli della Destination managment company (Dmc) struttura che organizza l’offerta turista territoriale per conto della Regione Abruzzo. Si elabora una normativa per i cammini, con punti fermi e paletti. La città di Sulmona è stata eletta a luogo per discutere i rapporti tra gestione turismo della Regione e gestione turismo della Conferenza episcopale italiana. Da qui la Carta di Sulmona per regolare, ragionare insieme e per certificare eventuali novità, come ad esempio l’aggiunta di un cammino nuovo di un santo vecchio. Il cammino può avere una senso se è illustrato nel modo più giusto, ma dall’ultima fila si domandano da chi? Tutto quello che dovrà nascere intorno ad esso dovrà essere certificato, spiega un altro relatore “Non si può scimmiottare il Cammino di Santiago di Compostela e non c’è  bisogno che ce ne siano tantissimi di cammini, ma che siano di qualità” riferiscono dal palco. Tutto questo per definire una imprenditoria più etica dunque più presente e continua. Da qui si partirebbe per i parchi religiosi viste come oasi del silenzio. L’Abruzzo con il 34% del territorio vincolato a tutela dell’ambiente non è stata intaccata e ha una biodiversità unica, minacciata quotidianamente, e non è certo merito della ventennale politica regionale o delle gestioni dei parchi.

Inquieta poi il tentativo di spazzare via tutto il resto dell’associazionismo al di fuori delle 3 associazioni che valorizzano spesso a suon di moneta. Hanno schedato 1000 borghi, li hanno messi in rete descrivendoli, mostrandoli e lasciando alle località di riferimento poco o nulla da gestire. Spontaneo pensare: gli esclusi all’inferno.

mariatrozzi77@gmail.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: