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Petizione per Riaprire la Biblioteca e le Regole del Gregge 

Sulmona (Aq). Consultare libri nell’edificio di piazza Venezuela non è una grande idea se si dispone di spazi più sicuri in città e nel circondario.

Davvero si vorrebbe far studiare per ore delle giovani vite, dei figli, in un posto tanto vulnerabile? A quanto pare qualcuno è disposto a rischiare chiedendo persino, con una petizione on line, l’immediato ripristino del servizio e dei luoghi dell’Agenzia di promozione culturale, chiusa per un basso indice di vulnerabilità (0,26) che interessa l’unica biblioteca del comprensorio con ampie sale di lettura. La Regione ha investito molto per il centro culturale e lo ha chiuso da 10 giorni per sicurezza, dimostrando di puntare su questa struttura e di tenere a chi fruisce del servizio. Per altri edifici pubblici non è stata riservata la stessa attenzione. Per le scuole ad esempio, ma la prevenzione del rischio sismico non segue le regole del gregge. Dunque, se certi istituti restano aperti, a metà e proprio al primo piano, nonostante un indice di vulnerabilità sotto l’unità (0,22) non è detto che lo stesso debba accadere per tutti gli altri che presentano criticità inferiori o appena superiori ai peggiori edifici comunali. Certi cittadini non sono convinti della bontà della scelta di chiudere la sede di Sulmona dell’agenzia culturale, interpretano la disposizione della Regione come una macchinazione contro la comunità sulmonese e questo prima di conoscere, in dettaglio, le relazioni dei tecnici, confrontando i diversi indici di vulnerabilità delle diverse strutture e senza avere la benché minima idea di come funzioni un controllo di tal fatta. Le carte dei periti potranno esorcizzare i dubbi che molti insinuano sui sopralluoghi di fine febbraio? Soprattutto, perché non insistere sulla sistemazione temporanea della biblioteca in un altro sito, perché non sollecitare l’avvio della procedura di gara per l’intervento di messa in sicurezza del centro? Perché non chiedere fondi per fare cultura nei paraggi invece di perdersi nei labirinti della cieca contestazione? Sta bene organizzare un flash mob per sostenere l’Apc e non per affossarla. Ragioniamo, a chi gioverebbe un eventuale crollo se i locali sono così vulnerabili? Perché rischiare di perdere tutto per avere così poco. Quanto si è disposti a pagare per un po’ di visibilità? Se l’edificio davvero non è in condizione di massima sicurezza riaprirlo senza le dovute cautele non fa bene a nessuno. È soprattutto in discussione la coerenza di chi, da un lato, chiede prevenzione sismica e invoca il principio di precauzione per la realizzazione di alcuni impianti impattanti a poca distanza dalla faglia del Morrone, ma dall’altro dimentica di difendere gli stessi principi per i luoghi della cultura dove tanti attingono e crescono. Chiudere la biblioteca non è stata una cattiveria e fare pressione pacifica per riaprirla è un rischio con questi presupposti. Si può solo pensare che certi svarioni siano il frutto di anticipazioni ufficiose sulla riapertura del centro, del genere piace vincere facile. Oppure si tratti degli effetti dell’indifferenza dei vertici, al primo bagliore di attenzione producono quasi uno smarrimento globale dopo tante mancanze delle istituzioni. Vogliamo credere che disorienti i Peligni quell’eccezione regionale della scorsa settimana, è la disabitudine a ricevere  dall’alto? Dalle razzie e dai tagli senza ragione teniamo ben distinto quanto resta chiuso a ragion veduta.

mariatrozzi77@gmail.com

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